Agnelli e Arrivabene, vittoria storica, cosa cambia ora
La decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea rappresenta un passaggio destinato a lasciare il segno nel mondo del calcio, la pronuncia sui ricorsi presentati da Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contr ...
Sentenza della Corte UE, svolta storica: Agnelli vince la battaglia legale, ora la giustizia sportiva italiana deve cambiare La decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea rappresenta un passaggio destinato a lasciare il segno nel mondo del calcio, la pronuncia sui ricorsi presentati da Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contro le sanzioni legate al caso plusvalenze non si limita infatti alla vicenda Juventus, ma mette in discussione alcuni principi cardine dell'attuale sistema della giustizia sportiva. La Corte UE ridisegna i confini della giustizia sportiva Secondo la Corte, una sanzione disciplinare che impedisce a un dirigente di svolgere la propria attività professionale in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea non può sottrarsi al controllo della giustizia ordinaria, il principio affermato è destinato ad avere un impatto rilevante: gli organi della giustizia sportiva non potranno più rappresentare l'ultimo grado assoluto di giudizio quando sono coinvolti diritti tutelati dall'ordinamento europeo, la sentenza riconosce alle federazioni sportive il diritto di fissare regole e sanzioni, ma precisa che queste devono essere proporzionate, trasparenti, coerenti e fondate su criteri oggettivi. Tre principi destinati a cambiare il sistema La pronuncia individua alcuni punti destinati a incidere profondamente sull'organizzazione della giustizia sportiva. Il primo riguarda il diritto di ogni soggetto sanzionato a rivolgersi a un giudice indipendente, capace di annullare eventuali provvedimenti ritenuti illegittimi e, se necessario, concedere anche misure cautelari urgenti. Il secondo concerne l'indipendenza dei giudici sportivi, che dovranno essere tutelati da possibili pressioni da parte delle stesse organizzazioni che li nominano. Infine, viene ribadita la necessità di garantire pienamente il diritto di difesa e un effettivo controllo giurisdizionale sulle decisioni adottate dagli organi federali. Cosa cambia per FIGC e federazioni La decisione della Corte non annulla automaticamente le sentenze sportive già emesse, ma obbliga gli Stati membri e le federazioni a rendere i propri sistemi compatibili con il diritto europeo, per la FIGC e per tutto il movimento calcistico italiano si apre quindi una fase delicata, nella quale potrebbe diventare inevitabile una riforma dell'intero ordinamento della giustizia sportiva. L'obiettivo sarà quello di evitare che le decisioni federali vengano sistematicamente impugnate e superate davanti ai tribunali dello Stato. Una vittoria che va oltre il caso Juventus Per Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene la pronuncia rappresenta un importante successo giuridico, secondo La Stampa. La questione affrontata dalla Corte, infatti, non riguarda soltanto il caso plusvalenze, ma stabilisce principi che potranno essere applicati anche in futuro ad altre controversie sportive. È una decisione destinata a riaccendere il dibattito sul rapporto tra autonomia dello sport e tutela dei diritti fondamentali garantiti dall'Unione Europea. Il calcio italiano si trova così davanti a un possibile punto di svolta: dopo questa sentenza, il sistema della giustizia sportiva potrebbe non essere più lo stesso.
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