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Alimini, navette per i lidi. La denuncia choc: «Mio figlio autistico costretto a scendere dal trenino»

Alimini, navette per i lidi. La denuncia choc: «Mio figlio autistico costretto a scendere dal trenino»

C'è un momento in cui una regola dovrebbe fermarsi e lasciare spazio al buon senso. È quello che, secondo la denuncia di una madre, non è accaduto ad Alimini, dove nei...

C'è un momento in cui una regola dovrebbe fermarsi e lasciare spazio al buon senso. È quello che, secondo la denuncia di una madre, non è accaduto ad Alimini, dove nei giorni scorsi un ragazzo gravemente autistico sarebbe stato costretto a scendere dalla navetta che collega il parcheggio alla spiaggia perché diretto verso il tratto di litorale libero e non verso uno stabilimento balneare convenzionato. A raccontare l'episodio sui social è la stessa madre del ragazzino. Una testimonianza che sta suscitando indignazione e che riporta al centro una domanda semplice quanto scomoda: fino a che punto un regolamento può prevalere sulla dignità di una persona? «Mio figlio è gravemente autistico – scrive la donna – Quel trenino lo aspetta tutto l'anno, lo ricorda perfino d'inverno. È uno dei suoi punti di riferimento». Un rituale che, per chi convive con l'autismo, non rappresenta un semplice viaggio, ma una parte fondamentale di un equilibrio costruito nel tempo. Secondo il racconto della madre, il marito e Niccolò si erano già accomodati sulla navetta quando l'autista avrebbe imposto loro di scendere. La motivazione sarebbe stata chiara: il servizio è riservato esclusivamente ai clienti di un determinato lido. La famiglia, invece, era diretta alla spiaggia libera. «Gli abbiamo spiegato la situazione di nostro figlio – racconta – e anche che avremmo comunque pranzato e consumato nel lido privato, come facciamo abitualmente. Ho chiesto soltanto un'eccezione per quel giorno, perché non sapevo come spiegare a mio figlio che da quest'anno le regole erano cambiate. Gli avrei parlato con calma una volta tornati a casa. Ma si è rifiutato». Una vicenda che si inserisce in un contesto già complicato. La delibera regionale emanata per il contrasto agli incendi ha limitato l'accesso dei veicoli alla pineta di Alimini per ragioni di sicurezza, creando difficoltà anche alle persone con disabilità. In questo caso, però, il nodo non sarebbe il divieto regionale, bensì il funzionamento di un servizio privato finanziato dagli stabilimenti balneari, che trasporta esclusivamente i clienti dei lidi convenzionati. Dal punto di vista commerciale la scelta può avere una sua logica. Ma quando davanti c'è una persona con una grave disabilità, il rispetto del regolamento può davvero escludere qualsiasi forma di flessibilità? È questo il punto che la vicenda solleva. La madre racconta di aver trovato comprensione nei titolari del lido, così come nella Polizia locale e nel Comune di Otranto. Solidarietà che, tuttavia, non cancella quanto accaduto.

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