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All’Hong Kong Football Festival, la presenza di Chelsea, Juventus, Inter e Manchester City è un segnale chiaro: siamo di fronte a un evento di risonanza globale

All’Hong Kong Football Festival, la presenza di Chelsea, Juventus, Inter e Manchester City è un segnale chiaro: siamo di fronte a un evento di risonanza globale

Un vero e proprio festival del calcio, impreziosito dalla presenza di quattro club vincitori della Champions League, sta per andare in scena a Hong Kong. Si tratta di un evento che è destinato a consacrare ulteriormente la metropoli asiatica come polo sportivo di livello globale. La kermesse, articolata su tre sfide di primissimo piano, arriva [...]

Un vero e proprio festival del calcio, impreziosito dalla presenza di quattro club vincitori della Champions League, sta per andare in scena a Hong Kong. Si tratta di un evento che è destinato a consacrare ulteriormente la metropoli asiatica come polo sportivo di livello globale. La kermesse, articolata su tre sfide di primissimo piano, arriva sulla scia dei Mondiali FIFA, catalizzando l’attenzione degli appassionati di tutto il mondo. I piatti forti del cartellone prevedono un doppio incrocio tra Manchester City e Inter, seguito dal fascino della sfida tra Chelsea e Juventus. A completare il quadro, un’affascinante amichevole che vedrà opposti i campioni di Germania del Bayern Monaco e l’Aston Villa (Premier League), inserita all’interno dell’Audi Football Summit. L’edizione inaugurale dell’Hong Kong Football Festival, lo scorso anno, aveva già fissato un’asticella altissima: spalti esauriti al Kai Tak Stadium per la supersfida tra Liverpool e Milan e per il North London derby tra Arsenal e Tottenham – dettaglio non da poco: il primo nella storia a giocarsi fuori dai confini del Regno Unito. Con il ritorno di questa rassegna, Hong Kong punta a riprendersi lo scettro di capitale asiatica dei grandi eventi calcistici internazionali. Oltre allo spettacolo sul rettangolo verde, per i sei club europei coinvolti si aprono scenari commerciali di enorme portata. Manchester City e Chelsea hanno tenuto sessioni di allenamento a porte aperte nella maestosa cornice del Kai Tak Stadium (50mila posti a sedere), permettendo ai tifosi di ammirare da vicino i propri idoli. Il Bayern Monaco ha invece inaugurato un pop-up store ufficiale all’interno dell’omonimo centro commerciale di Kai Tak, dove, fino alla fine di agosto, gli appassionati potranno acquistare maglie, giacche e memorabilia . L’attesa in città, nei giorni precedenti all’evento, è stata a dir poco febbrile. «Sono entusiasta, soprattutto perché il Chelsea ha una nuova guida tecnica», ha raccontato Riku Kato, tifoso dei Blues di 18 anni, arrivato in trasferta direttamente da Maiorca. Il giovane ha espresso grande curiosità per vedere in che modo il nuovo manager, Xabi Alonso, modellerà la fisionomia tattica della squadra. Come fanno notare gli addetti ai lavori, Hong Kong rappresenta storicamente un crocevia nevralgico per lo sport in Asia. L’inaugurazione del nuovo Kai Tak Stadium ha ulteriormente consolidato la capacità della città di attrarre eventi internazionali di tale portata. Inoltre, la vicinanza strategica al florido mercato della Cina continentale offre un vantaggio competitivo senza pari per i club desiderosi di ampliare la propria fanbase . «Hong Kong è un polo di attrazione del calcio internazionale ormai da molti anni», ha rimarcato Ron Cheng, assistente universitario presso la University of Hong Kong e specializzato in storia dello sport. Cheng ha ricordato, a questo proposito, una memorabile esibizione del 2003, quando i Galácticos del Real Madrid incantarono i 40mila spettatori dell’Hong Kong Stadium. La città è inoltre l’abituale palcoscenico dell’annuale Lunar New Year Cup, torneo che tradizionalmente coincide con il Capodanno cinese. L’edizione del 2005 è passata alla storia, perché il Brasile si impose per 7-1 sulla selezione di Hong Kong con le reti di Robinho, Ronaldinho e il marchio di fabbrica su punizione di Roberto Carlos. Una cartolina perfetta della lunga e ricca tradizione asiatica nell’ospitare l’élite del calcio mondiale. Anche Simone Bianco, della School of Hotel and Tourism Management della Hong Kong Polytechnic University, sostiene che siamo di fronte a un evento di enorme risonanza, per Hong Kong: «La capacità di attrarre top club è in costante crescita», ha osservato, sottolineando come l’infrastruttura all’avanguardia e la promozione dei “mega eventi” da parte del governo si tradurranno, nel prossimo futuro, in un enorme valore aggiunto per i tifosi locali. L’etichetta “mega eventi” si riferisce a manifestazioni di altissimo profilo su cui il governo scommette per catalizzare opportunità di business e flussi turistici. Stando a una nota ufficiale, solo nella prima metà del 2025 la città ha ospitato ben 93 eventi di questo calibro, a fronte di un investimento statale pari a circa 3,3 miliardi di dollari di Hong Kong. «Il Kai Tak garantisce un’infrastruttura d’eccellenza, in grado di fare gola a diverse squadre, sia straniere che locali», ha aggiunto Cheng. L’accademico ha ribadito anche il peso della vicinanza con la Cina, un corridoio naturale che permette ai tifosi cinesi di viaggiare agevolmente verso l’ex colonia britannica in occasione di questi grandi appuntamenti. Eppure, il cammino per consacrare Hong Kong come meta privilegiata del calcio d’élite non è stato privo di insidie. Negli ultimi anni, la capacità della metropoli di gestire incontri di tale risonanza ha infatti registrato esiti quantomeno altalenanti. Impossibile dimenticare la clamorosa polemica scoppiata nel febbraio 2024, quando i tifosi diedero voce a tutta la loro indignazione per l’assenza in campo dell’otto volte Pallone d’Oro Lionel Messi durante un’amichevole dell’Inter Miami a Hong Kong. Travolti dalla bufera mediatica, gli organizzatori furono costretti, a più di un mese di distanza, a rimborsare il 50% del costo del biglietto, ringraziando il pubblico per «la pazienza e la comprensione» mostrate durante l’intera querelle . Di segno diametralmente opposto, invece, il bilancio dell’approdo in città della superstar portoghese Cristiano Ronaldo. Impegnato in due partite con l’Al Nassr per la Supercoppa saudita, CR7 ha richiamato folle oceaniche, tanto sugli spalti quanto all’esterno del suo hotel, riaffermando con prepotenza il potenziale di Hong Kong come vetrina del calcio internazionale. L’orizzonte, insomma, sembra nitido: il Festival non rappresenta soltanto un momento di estasi per i tifosi, ma si proietta al futuro come una vetrina formidabile per la città stessa. Un’occasione per rafforzare il proprio status sul palcoscenico globale, preparando, forse, il terreno per nuovi capitoli capaci di esaltarne definitivamente la vocazione di capitale sportiva dell’Asia. Da Undici n° 69

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