Animi surriscaldati

La rissa sulla spiaggia di Mandello del Lario: effetti collaterali e canicolari
Col caldo , che perdura ormai da quasi due mesi, si abbassa la soglia di tolleranza e s'innalza paurosamente quella del distanziamento sociale: a ogni grado in più di temperatura, con un tasso d'umidità tropicale, sono 5 metri che si aggiungono fra noi e il resto del mondo. Della serie: fa caldo, non avvicinatevi! Dev'essere questa legge naturale di sopravvivenza che domenica, sulla spiaggia di Mandello del Lario , è entrata in gioco. Il carnaio tipico di una domenica estiva, il lido che non ha certo l'estensione di una spiaggia californiana, una parola di troppo o un lettino troppo attaccato al proprio, ed è scoppiato un finimondo da Far West fino a far volare le sdraio in aria. Ammettiamolo : gli animi sono esasperati, il poco e frastagliato sonno non aiuta e il pensiero di dover affrontare la quarta – e forse nemmeno ultima – ondata di calore fa venire i brividi caldi. Non ci sono allora ordinanze antimaranza o ingressi contingentati sulle rive dei laghi che tengano. Ci resta allora solo l'arma della devozione popolare, come quando si chiedeva la fine di una pestilenza, e come c'invita a fare il vicario di Pavia monsignor Baldi : invocare Dio (o l'universo, o qualsiasi altra divinità in cui si creda) perché finalmente piova e smetta di fare caldo. C'è qualcuno lassù che avrà pietà di noi?
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