Autonomia, Decaro replica a Fontana: «Non lo faccio per il consenso»

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È scontro sull’autonomia differenziata dopo l’annuncio del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro di voler presentare ricorso alla Corte Costituzionale contro le pre-intese sulla riforma. A intervenire per primo è stato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha criticato la scelta del collega pugliese sostenendo che dietro l’iniziativa ci sarebbe una motivazione politica. «Sono veramente stupito» ha dichiarato Fontana. «Da Decaro me lo aspetto, forse perché la sua appartenenza politica lo deve indurre a utilizzare questo sistema per cercare di creare un po’ di consenso». «Nella vita di tutti i giorni ci rendiamo conto del valore dell’autonomia – ha spiegato Fontana – che non comporta degli svantaggi ad altri ma comporta, laddove applicata in modo corretto, dei vantaggi ai territori». Il governatore La replica di Decaro è arrivata successivamente e ha respinto le accuse di voler utilizzare la battaglia sull’autonomia per ottenere consenso. «Non ho bisogno di consenso – ha dichiarato il presidente pugliese –. Faccio il presidente della Regione Puglia da sei mesi e ho un solo obiettivo: occuparmi della mia comunità, in particolare di chi ha bisogno di cure». Secondo Decaro, il nodo centrale riguarda gli effetti della riforma sulla sanità e sulle differenze tra territori. «Le mie preoccupazioni sull’autonomia differenziata sono semplici e le ripeto: sposta risorse dalle Regioni in piano di rientro e dai territori più poveri verso quelli più ricchi», ha affermato. Il governatore pugliese teme che il nuovo sistema possa favorire le Regioni con maggiori capacità economiche, aumentando le distanze esistenti. «Premia inevitabilmente chi può già permettersi di alzare le tariffe per attrarre la sanità privata e farà concorrenza sul personale sanitario portando i medici dove si guadagna di più», ha aggiunto. Decaro ha poi richiamato il principio costituzionale dell’uguaglianza dei diritti. «La Costituzione prevede che i diritti e quindi i servizi debbano essere uguali indipendentemente da dove si nasce o da dove si decide di andare a vivere», ha sottolineato, ribadendo che la sua battaglia riguarda i cittadini e non gli schieramenti politici. Schlein Sul fronte del Partito democratico è intervenuta la segretaria Elly Schlein, che alla Camera ha accusato il governo di portare avanti una riforma destinata, a suo giudizio, ad aumentare le disuguaglianze. «Il vostro modo di agire è lo stesso che avete avuto durante tutta questa legislatura: tanta arroganza, tante forzature, un po’ di propaganda e un po’ di vittimismo», ha detto rivolgendosi alla maggioranza. Per Schlein l’autonomia differenziata sarebbe parte di un accordo politico più ampio tra le forze di governo. «È solo un pezzo del vostro patto di potere – ha affermato – quello che punta a cambiare gli equilibri costituzionali del Paese: il premierato per Fratelli d’Italia, la riforma della giustizia per Forza Italia e l’autonomia differenziata per la Lega». La leader dem ha insistito soprattutto sul rischio di penalizzare le aree più fragili. «Come nel vostro stile penalizzate chi ha già di meno, chi ha già subito di più, e mi riferisco al Sud di questo Paese e alle aree interne», ha dichiarato, ricordando anche i rilievi sollevati dalla Corte Costituzionale sulla precedente formulazione della riforma. Critiche sono arrivate anche dal deputato pugliese del Pd Claudio Stefanazzi, secondo cui l’approvazione delle pre-intese rappresenterebbe un rischio per il Mezzogiorno. «La destra costringe il Sud a fare un altro passo verso il baratro», ha affermato. Per Stefanazzi, il governo avrebbe scelto di andare avanti nonostante le osservazioni già emerse. «Non è bastata la sonora bocciatura della Corte Costituzionale – ha detto –: si è deciso di promuovere un progetto che spaccherà definitivamente il Paese in due». Il deputato ha poi criticato anche i rappresentanti del Sud eletti nella maggioranza, accusandoli di non aver difeso gli interessi dei propri territori. Di segno opposto la posizione di Forza Italia. Il senatore pugliese Dario Damiani ha definito il ricorso annunciato da Decaro «pura propaganda», sostenendo che il centrosinistra utilizzerebbe il tema dell’autonomia per evitare un confronto sui problemi della gestione regionale. «Attaccare l’autonomia differenziata è un modo per evitare di fare i conti con la realtà», ha dichiarato Damiani, citando le difficoltà della sanità pugliese, le liste d’attesa e i problemi dei conti pubblici. Secondo il senatore, chi ha governato lasciando «debiti, disservizi e tasse più alte» non può impartire lezioni agli altri territori. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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