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Autonomia differenziata Puglia: scontro Decaro centrodestra su sanità

Autonomia differenziata Puglia: scontro Decaro centrodestra su sanità

Dibattito aperto sulla presa di posizione di Antonio Decaro contro l?Autonomia differenziata. Dalle pagine di Quotidiano il governatore ha condannato la firma delle pre-intese e chiamato a...

Dibattito aperto sulla presa di posizione di Antonio Decaro contro l’Autonomia differenziata. Dalle pagine di Quotidiano il governatore ha condannato la firma delle pre-intese e chiamato a raccolta quelle del Mezzogiorno, con l’obiettivo di evitare soprattutto nella Sanità una spaccatura definitiva tra le varie aree del Paese. «Le criticità sollevate da Decaro sono evidenti e – sottolinea Marco Lacarra, deputato del Partito Democratico – del resto già un anno fa le avevamo sollevate nelle Commissioni e in Aula, sottolineando come l’Autonomia differenziata potesse essere devastante per il Sud e la Puglia soprattutto in materie molto sensibili come la Sanità. Del resto, le pre-intese vengono firmate tra l’Esecutivo e quattro Regioni del Nord: il Mezzogiorno verrà marginalizzato in maniera ulteriore e i cittadini meridionali pagheranno in termini di diritti e servizi negati». Lacarra dice ancora: «I territori più ricchi potranno organizzare un servizio sanitario più qualificato, investendo anche in personale. Appiattire la questione aperta dei Lep sui Lea, per esempio, è un ulteriore inganno. I Livelli essenziali di prestazione si sarebbero dovuti discutere in Parlamento e questo non è stato, tutta la riforma è stata trattata al buio e senza risorse». La conclusione di Lacarra: «L’Autonomia differenziata è scambiata con Premierato e Legge elettorale. Giusto il richiamo di Decaro a una battaglia di territorio. I parlamentari pugliesi e meridionali del centrodestra sono però passivi e subiscono passivamente questi scambi tra Meloni e Salvini». Viggiano (Pd) Sulla stessa linea di analisi sono anche le riflessioni di Francesca Viggiano, deputata tarantina del PD. «Quanto accaduto con la sottoscrizione delle pre-intese – le sue parole – sottolinea un problema di metodo. Si usa l’Autonomia differenziata come moneta di scambio in un momento di massime fibrillazioni nella maggioranza del governo Meloni. È di tutta evidenza – aggiunge Viggiano – che questo gioco lede alcuni dei diritti essenziali del cittadino, quello all’uguaglianza e alla salute. Le conseguenze pesanti per chi vive nelle regioni meno ricche e con minori disponibilità». Viggiano rimarca: «In Puglia il sistema sanitario conta numerose eccellenze e di certo criticità che vanno sistemate, Ma se si permette alle Regioni l’utilizzo di risorse in maniera differente, ecco che questo lavoro diviene molto complicato. Garantire Livelli essenziali di prestazioni simili in ogni parte del Paese è una premessa irrinunciabile. I timori sollevati da Decaro dovrebbero essere anche quelli dei governatori meridionali di centrodestra. Siamo dinanzi – le parole finali di Viggiano - a una battaglia di giustizia e dignità sociale, non si può pensare di spezzare in due l’Italia». Mazzotta (FI) Le riflessioni di Decaro vengono raccolte anche dal centrodestra regionale. «L’Autonomia differenziata aumenta di fatto la responsabilità dei governatori su alcuni temi fondamentali - puntualizza Paride Mazzotta, capogruppo di Forza Italia in Regione Puglia – come la Sanità. È chiaro che una gestione più diretta passi anche dalla maggiore oculatezza nell’uso delle risorse. Nessun timore preventivo, dunque, ma la giusta attenzione nei confronti di pre-intese che andranno discusse nella forma e nel metodo». Mazzotta insiste: «La vera discussione si aprirà in sede di Conferenza Stato – Regioni e riguarderà nello specifico la sostanza dei Lep. Se questa discussione sarà affrontata al meglio, anche per la Regione Puglia e per la sua politica sanitaria si apriranno orizzonti nuovi. La nuova sfida passa anche dal sapere trattenere le eccellenze anche al fine di eliminare quella mobilità passiva che costa alla Puglia centinaia di milioni di euro ogni anno e che oltre a generare un aggravio pesante per le casse regionali, produce sfiducia nel sistema sanitario locale. Il centrodestra regionale è pronto – conclude Mazzotta – alla sfida con il senso di responsabilità che lo contraddistingue». Fabio Romito (Lega) Parole sul tema arrivano anche da Fabio Romito, capogruppo consiliare della Lega in Regione. «Siamo dinanzi al solito artificio retorico che la sinistra usa per cercare un nemico e nascondere le proprie responsabilità. C’è una paradossale presa di coscienza, a distanza di più di 20 anni, dell’impostazione federalista del nostro Stato voluta dal centrosinistra con la riforma del Titolo V della Costituzione, una riforma sbagliata». Romito poi considera i timori di Decaro sulla Sanità: «Innanzitutto appunto come siamo tutti a favore dei Lep. Oggi il governatore li cita in modo positivo, ricordo a me stesso che dopo la prima lettura del Ddl Calderoli, i Livelli essenziali di prestazioni furono oggetto di scontro. Continuare a prendersela con gli altri non risolve il problema. La Regione Puglia ha cambiato 11 assessori alla Sanità negli ultimi 15 anni – puntualizza ancora – e molto spesso il management ma non ha ancora un’idea chiara di sistema sanitario e si barcamena tra quello centralizzato, il territoriale e il misto. Ha un Piano per il Socio- sanitario, una delle principali voci di spesa a bilancio, fermo al 2006 e la colpa non è certo delle Regioni che hanno firmato le pre-intese». Romito così chiude: «Siamo pugliesi e faremo di tutto per difendere la Puglia e il Meridione anche su questo tema molto sensibile, ma è necessaria chiarezza e onesta intellettuale». Napoleone Cera (Lega) «Decaro racconta una paura – interviene il consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera - non un fatto. Prima spieghi il buco della sua sanità, poi dia lezioni. Il governatore dice che con l'Autonomia la Puglia perderà medici, soldi e servizi. Ma oggi questo non è scritto da nessuna parte. Le pre-intese non tolgono – spiega ancora - un euro alla nostra Sanità. Quanto ai Lea, Decaro descrive i livelli essenziali di assistenza, come un semplice elenco di prestazioni. Non è così. Lo Stato li monitora ogni anno su decine di indicatori, tra prevenzione, assistenza sul territorio e ospedali. E la Puglia risulta adempiente in tutte e tre le grandi aree». La chiusura di Cera: «Prima di annunciare ricorsi e fronti comuni, il presidente Decaro risponda ai pugliesi su tre cose concrete: come sono stati spesi i soldi della Sanità, perché le liste d'attesa restano lunghe, perché tanta gente della nostra terra deve prendere un treno per farsi curare. Una battaglia contro il Nord è facile. Molto più difficile è guardare in faccia i propri conti, quelli che gli chiederemo in Consiglio».

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