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Autovelox: ecco il nome di tutti quelli omologati

Autovelox: ecco il nome di tutti quelli omologati

Il nuovo decreto sana le omologazioni degli autovelox. La regola vale solo per le nuove infrazioni e non blocca i ricorsi contro le vecchie multe. Il Ministero delle Infrastrutture interviene per fermare il caos delle contravvenzioni stradali con un nuovo decreto ministeriale firmato l’8 giugno. Il testo detta per la prima volta le regole definitive [...]

Il nuovo decreto sana le omologazioni degli autovelox. La regola vale solo per le nuove infrazioni e non blocca i ricorsi contro le vecchie multe. Il Ministero delle Infrastrutture interviene per fermare il caos delle contravvenzioni stradali con un nuovo decreto ministeriale firmato l’8 giugno. Il testo detta per la prima volta le regole definitive per l’omologazione degli autovelox e introduce una corsia preferenziale per regolarizzare i dispositivi già operativi sulle strade italiane. La mossa normativa punta a neutralizzare la valanga di ricorsi avviata dalle recenti pronunce della giurisprudenza, ma lascia scoperte tutte le infrazioni passate. La validità di questa imponente sanatoria, infatti, scatta in via esclusiva dal giorno successivo alla pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale. Il peso della Cassazione e il vuoto normativo Fino ad oggi, nessun rilevatore di velocità in Italia ha mai ottenuto una vera e propria omologazione. Il Ministero ha sempre rilasciato delle semplici approvazioni tecniche. La Corte di Cassazione ( ordinanza n. 10505 del 18 aprile 2024 ) ha demolito in via definitiva questa prassi amministrativa. I giudici supremi hanno stabilito in modo perentorio che il Codice della strada impone l’omologazione, una procedura tecnica molto più severa e complessa rispetto alla mera approvazione. Questa pronuncia ha creato un orientamento granitico, recepito in fretta dai giudici di pace e dai tribunali territoriali. Di conseguenza, un automobilista multato con un apparecchio solo approvato ha oggi una probabilità altissima di vincere la causa e far annullare la sanzione pecuniaria. La sanatoria per salvare i vecchi apparecchi Per chiudere questa immensa falla nel sistema sanzionatorio, il Governo ha predisposto il nuovo decreto. Il testo disciplina l’intero procedimento amministrativo per omologare le apparecchiature, con un ritardo di oltre trentatré anni rispetto all’entrata in vigore del Codice della strada. Il cuore del provvedimento si trova all’articolo 6. Questa norma introduce una sanatoria diretta per una lunga serie di dispositivi già in uso. Se un autovelox possiede i requisiti tecnici stabiliti da una normativa precedente ( D.m. 13 giugno 2017, n. 282 ), la legge lo considera omologato in via automatica. Questa scorciatoia formale salva una parte consistente dei 4.055 misuratori di velocità attivi in questo momento sul territorio nazionale. Il limite della retroattività tutela gli automobilisti Il salvagente governativo incontra un ostacolo temporale insuperabile. Il decreto non applica mai i suoi effetti al passato. L’articolo 7 specifica in modo chiaro che le nuove regole valgono in via esclusiva per le violazioni rilevate dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Un intervento retroattivo violerebbe i principi fondamentali del nostro ordinamento. Il diritto punitivo non tollera l’applicazione di regole più severe o di sanatorie a sfavore del cittadino per fatti commessi prima della loro introduzione. Questa barriera significa che la norma non produce alcun effetto sui verbali già notificati o sulle multe prese in precedenza. Il contenzioso attuale resta in piedi e le possibilità di vittoria nei tribunali rimangono inalterate. Un esempio pratico sulle date delle multe Per inquadrare la situazione nella vita di tutti i giorni, ipotizziamo uno scenario tipico. L’automobilista Marco riceve una sanzione il 10 maggio per un eccesso di velocità rilevato da un apparecchio privo di omologazione. Marco deposita il ricorso al Giudice di Pace il 5 giugno. Il nuovo decreto ministeriale viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 giugno ed entra in vigore il 21 giugno. In udienza, il Comune non avrà alcun potere di invocare la nuova sanatoria per salvare il verbale. L’infrazione è precedente alla legge e la multa risulta illegittima. Se invece un altro automobilista passa davanti allo stesso autovelox la mattina del 22 giugno, l’apparecchio beneficerà della sanatoria automatica e la sanzione risulterà inattaccabile sotto il profilo della corretta omologazione. I dubbi legali e l’incognita dei nuovi ricorsi La soluzione adottata dal Ministero lascia sul campo pesanti perplessità giuridiche. Molti giuristi mettono in forte dubbio la facoltà di utilizzare un semplice atto regolamentare per equiparare procedimenti amministrativi del tutto separati, come l’approvazione e l’omologazione. La giurisprudenza ha già respinto nelle aule di giustizia la teoria della sovrapposizione tra i due concetti. L’imposizione per decreto di un esame tecnico di fatto mai avvenuto aprirà con assoluta certezza la strada a nuove e accese battaglie legali. A questo quadro già instabile si somma la disputa sui brevetti. Nelle scorse settimane un imprenditore ha diffidato il Ministero delle Infrastrutture. L’uomo pretende l’annullamento in autotutela dell’intero decreto, o la sua sospensione formale, a causa della spinosa controversia giudiziaria in corso sulla titolarità del software del sistema Tutor. L’elenco degli apparecchi legalizzati in automatico L’allegato B del nuovo decreto ministeriale contiene la lista esatta dei modelli di misuratori di velocità conformi al D.m. n. 282 del 2017. Il Ministero ritiene questi apparecchi esenti dall’obbligo di nuovi esami e li dichiara omologati per legge. Ecco i dispositivi interessati dalla sanatoria: autovelox 106; vrs Evo T12 5 R; velocar Red&Speed EVO-R; celeritas Mse 2021; tutor 3.0; vergilius Plus; celeritas Mvd 2022; vrs Evo 2; t-Exspeed; k53800 Speed; tcs – Traffic Control System; autosc@n Speed; celeritas Mvd 2020; aguia Red & Speed; velocar Red&Speed EVO M.

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