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Benessere ossessivo: il lato oscuro del wellness tra wellnessmaxxing, cosmeticorexia e ortoressia

Benessere ossessivo: il lato oscuro del wellness tra wellnessmaxxing, cosmeticorexia e ortoressia
Source:vogue

La psicologa e la nutrizionista confermano: al di là dei trends e hacks propagati dai social, anche quando si tratta di wellness è meglio affidarsi al buon senso, alla moderazione e alla guida degli specialisti.

L'approccio al benessere può diventare ossessivo quando è caratterizzato da un atteggiamento maniacale. Stare bene a tutti i costi, seguire sempre nuove pratiche, anelare a modelli estetici irrealistici e accogliere informazioni contraddittorie possono creare confusione, ansia da performance, isolamento sociale e frustrazione. Ecco come navigare l'universo wellness senza esserne esasperati La mia giornata inizia così: bevo acqua e limone, faccio le mie affermazioni motivazionali, eseguo il saluto al sole, pratico oil pulling e dry brushing, e il tutto prima del mio irrinunciabile tè matcha. Perché, come per tanti, specialmente post-pandemia, prendermi cura di me stessa è diventata una priorità, un investimento a lungo termine. E il benessere è ora un nuovo lusso. Praticare rituali antichi e tecniche all’avanguardia, nutrirci in modo sano e consapevole, provare cosmetici, trattamenti e tools che migliorano l'aspetto della nostra pelle, e praticare discipline che mantengono il fisico scattante, è uno stile di vita che piace alla Gen Z, ma anche a perennial come Jennifer Aniston, Demi Moore e Jennifer Lopez, esseri umani che sembrano non invecchiare mai. Se il benessere a tutti i costi diventa ossessivo, qual è il prezzo da pagare? Una tendenza che per promuovere il benessere olistico è disposta a spingersi anche agli estremi. Ma a che costo? Complici i social, terreno fertile per propagazione di miti, hacks, canoni estetici irraggiungibili e disinformazione (generata anche dall'intelligenza artificiale), il wellness può diventare tossico. Vedi lo sport compulsivo, la fissazione per il cibo sano e il wellnessmaxxing, il trend di stipare in 12 ore più rituali possibili: una maratona di yoga, Pilates, pedana vibrante, maschera alla luce LED, meditazione, journaling, terapia del freddo, integratori di ogni genere, il tutto monitorato con accessori come l’Oura Ring. Una sfilza di impegni (in una giornata lavorativa già intasata) che, con effetto boomerang può generare quello stress (e cortisolo) che cerchiamo di eliminare. E c’è chi è già affetto dalla wellness fatigue, il rifiuto del benessere compulsivo. “Il concetto di benessere è diventato ossessivo”, conferma Jo Woodhurst, direttore della nutrizione e dell'educazione presso Ancient + Brave. “Routine complesse sono presentate come irrinunciabili. Gadget costosi sono considerati essenziali. È un’estetica più che una pratica. Il messaggio, intenzionale o meno, è questo: il benessere ha questo aspetto. E se il tuo non è così, sei fuori strada”. Il wellness diventa tossico quando il desiderio di migliorarci ci consuma Un messaggio subliminale che in casi estremi può portarci a vivere il desiderio di migliorarci come una mania che consuma, una forma di strisciante dipendenza che può intaccare la nostra autostima e lasciarci ansiosi, frustrati e affaticati, anziché rigenerati. “Quando il benessere non è più una scelta flessibile e piacevole, ma una fonte di preoccupazione costante, senso di colpa o paura di sbagliare, il rischio è che perda la sua funzione protettiva e diventi esso stesso un fattore di stress”, ci dice la dott.ssa Maria Zaccagnino, psicologa, psicoterapeuta, e dottore di ricerca in psicologia dello sviluppo. “In alcuni casi, l’attenzione estrema verso alimentazione, l’attività fisica e il monitoraggio dei parametri corporei può favorire l’insorgenza di difficoltà psicologiche, come ansia, perfezionismo patologico, sintomi depressivi, e disturbi del comportamento alimentare come l’ortoressia, una preoccupazione eccessiva per il mangiare sano. Un altro fenomeno che ha destato preoccupazione è quello della cosmeticorexia: tante bambine e teenager soffrono della mania di usare sempre più cosmetici alla ricerca della pelle perfetta (e le skinfluencer su TikTok hanno anche solo 13 anni, se non meno). Il confine tra cura di sé e ossessione non è definito dalla quantità di pratiche adottate, ma dal grado di libertà con cui le viviamo: il benessere autentico aumenta la flessibilità, il piacere e il senso di equilibrio. Quando invece genera ansia, isolamento sociale o sensazione di non essere mai abbastanza in salute o performanti, è importante interrogarsi sul significato che queste pratiche stanno assumendo nella vita della persona”, conclude la psicologa. Un domanda da porsi Il wellness burnout è di per sé una grande contraddizione. Come navigarla? Come prenderci cura di noi stessi, per stare bene senza stressarci, anzi stremarci, sfuggendo alla pressione dei social? Ecco alcuni semplici consigli per rimanere fisicamente e mentalmente sani, anzi diventare più sani e radiosi (e più saggi) nella insidiosa giungla del wellness contemporaneo. 6 consigli per evitare il burnout da wellness #1 - Abbiate fiducia nel vostro corpo “Il corpo umano è incredibilmente resiliente e non ha bisogno di un ambiente perfetto per prosperare: tende sempre alla salute ed è dotato di vari meccanismi per mantenerci in forma”, dice Uta Boellinger, esperta di longevità e nutrizionista presso Ancient + Brave. “Dobbiamo solo fornirgli gli elementi giusti. Se volete supportare il corpo, tornate alle basi. La maggior parte di noi non ha bisogno di bagni in acqua gelida, maschere alla luce LED e 20 integratori al giorno. Piuttosto, aggiungete alimenti integrali alla vostra dieta, dormite a sufficienza, passate tempo all'aria aperta e dedicate tempo ai vostri cari. Se non mangiate 3 pasti sani al giorno, non ha senso sottoporvi a un'infusione endovenosa di NAD+. Se non fate un po' di moto ogni giorno, è inutile pagare un abbonamento in una palestra che frequenterete solo una volta alla settimana”, dice la nutrizionista. #2 - Non tutte le pratiche sono adatte a tutti Informatevi bene prima di adottare una tecnica o un rituale di benessere. Non tutte le pratiche portano benefici a tutti. Metti il famoso cold plunge, l’immergersi nell’acqua ghiacciata: alcuni studi hanno rivelato che non è ideale per le donne, visto che può innescare una risposta di stress acuto e innalzare i livelli di cortisolo; e va quindi effettuato di rado, e per tempi brevi, specialmente se si è già stressati. Un altro esempio? Il fasted training, l’allenarsi a digiuno, non sempre raccomandato alle donne visto che può causare squilibri ormonali, stress e perdita di massa muscolare. O ancora il digiuno intermittente, controindicato a chi tende a soffrire di disturbi del comportamento alimentare. #3 - Adottate un rituale alla volta Individuate, che sia nel campo del beauty, del fitness o dell'alimentazione la vostra principale esigenza, e cosa volete esattamente ottenere in questo momento. Non scopiazzate tutto quello che fa la vostra influencer preferita o una delle vostre amiche. Concentratevi invece su una problematica precisa da risolvere (sonno disturbato, unghie fragili, per esempio), e dopo esservi ampiamente informati (da fonti attendibili, possibilmente scientifiche), scegliete una pratica da provare. O ancora meglio, rivolgetevi a un professionista. #4 - Gli integratori? Personalizzati Uno studio pubblicato su PubMed ha rivelato che l’eccesso di integratori (spesso superflui se si consuma una dieta varia e bilanciata) può tassare pesantemente il fegato: e che il 20% dei danni al fegato negli Usa è causato proprio dall’uso prolungato di integratori e rimedi erboristici. Un dottore indiano poi, l’epatologo Dr. Cyriac Abby Philips che esercita in Kerala, virale su X, ha rivelato di aver rilevato danni al fegato in pazienti che adoperavano rimedi erboristici (non regolati) in eccesso. Quando si tratta di integratori, evitate il fai-da-te, e consultate invece uno specialista che può individuare eventuali carenze, e consigliare integratori mirati, e di qualità. #5 - Prima di provare una dieta, consultate un nutrizionista Anche per un regime alimentare corretto, la generalizzazione non funziona: al di là delle mode alimentari, siamo individui diversi con esigenze, conformazione fisica, età, stile di vita e un metabolismo diverso. Il nutrizionista potrà individuare il regime nutrizionale che meglio si adatta a chi siete ora e cosa volete ottenere in questo momento preciso. #6 - Riscoprite gesti che ci fanno stare bene Preferite e rivalutate, piuttosto che esotiche o bizzarre pratiche avvistate su TikTok, gesti semplici della vita reale (che non richiedono app da scaricare o costosi gadget da acquistare) che abbiamo tutti a portata di mano, e che ci fanno stare bene. Come bere un caffè al bar e fare due chiacchiere col barista, una veloce passeggiata all’aria aperta, una chiacchierata con un'amica o amico, accarezzare un cane, ammirare l’alba o il tramonto, ancora meglio se sul mare. Il benessere non dev’essere necessariamente complicato e impegnativo. Basta affidarsi al buon senso, ascoltare il proprio corpo, e apprezzare (ed essere grati per) quello che già abbiamo. Leggi anche: L'avvelenamento da integratori di vitamina D alle Baleari ci fa riflettere: ne assumiamo troppi con leggerezza? E se fanno male? 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