Bologna, prima traccia di Tedesco. Castro gol, Berna ispira, le ali vanno. Un pareggio ricco di buoni propositi

Dopo l’esordio shock con l’Arminia, i rossoblù fanno 1-1 contro l’Heidenheim sfiorando più volte la vittoria. Buone prove dei singoli e corale, le fasce tornano protagoniste. Il tecnico: "Bello lavorare con questi ragazzi".
dall’inviato VALLES (Bolzano) Castro c’è e rompe il ghiaccio firmando il primo gol in amichevole della stagione rossoblù. Ma il secondo test di Valles certifica che ci sono anche i ruggenti Cambiaghi e Orsolini, protagonisti al pari di Rowe e Dominguez nel finale. Ed è il segnale che per essere più incisivo il Bologna di Tedesco è tornato a bussare sulle fasce. Se a ciò si aggiunge un Bernardeschi ispirato nel nuovo ruolo di mezzala e una condizione atletica complessiva in crescita si capisce il motivo per cui con l’Heidenheim i rossoblù tirano fuori dal cilindro una prestazione in cui, al netto dell’1-1 finale, le luci prevalgono largamente sulle ombre. Nulla a che vedere, in ogni caso, col black-out totale che aveva contraddistinto la prima uscita in Val Pusteria, lo choccante 0-4 con l’Arminia Bielefeld che aveva subito disseminato di preoccupazioni il ritiro di Valles. Ma non tutti i tedeschi vengono per nuocere. Quelli dell’Heidenheim, squadra della serie B tedesca (fresca di retrocessione dalla Bundesliga) al pari dell’Arminia, si svegliano solo dopo la scoppola di Castro e in ogni caso dopo aver consegnato il dominio del gioco ai rossoblù nella prima metà del primo tempo. "E’ bello lavorare con questi ragazzi", aveva detto Tedesco a Bfc Tv ieri, e al pronti via schiera quello che oggi è il migliore dei Bologna possibili: stavolta niente esperimenti e tutti dentro i potenziali titolari, con la sola eccezione di Rowe, che entra solo nell’ultima mezzora e si accende nel finale. Il più bel complimento che si possa fare a Tedesco è che, almeno fino al gol di Castro, il suo Bologna assomiglia molto al miglior Bologna di Italiano. Squadra corta e pressing alto e questa volta, rispetto all’amichevole con l’Arminia, palla che viaggia più sulle corsie esterne che al centro, dove agisce un El Azzouzi lui sì galleggiante tra luci e ombre (compreso il sospetto di un fallo da rigore commesso a inizio ripresa). Battezzare subito le ali è una scelta tattica precisa per bypassare le difficoltà dell’esordio? Lo capiremo sabato, nel test di fine ritiro con l’Iraklis. Nei primi venti minuti Castro, Bernardeschi (per due volte) e Cambiaghi esaltano i riflessi del guardiano Feller, che ci mette i guantoni e perfino la faccia (sulla conclusione ravvicinata di ‘Cambiaghino’). Sempre dalla fascia e sempre dal sinistro di Cambiaghi nasce al 21’ il gol di Castro, figlio di una torsione aerea infarcita di tempismo e furbizia. E qui l’Heidenheim esce dal torpore e al 29’ trova il pari con una gran giocata di Pieringen, bravo a sfruttare una disattenzione della linea difensiva rossoblù in cui spicca, in negativo, un Vitik che si fa superare con troppa facilità. Prima dell’intervallo Orsolini in versione capitano (altro segnale di fumata bianca vicina in materia di rinnovo di contratto) si fa annullare un gol perché pescato in fuorigioco. Nella ripresa si segnalano la traversa timbrata da Mainka (59’) una manciata di minuti prima del doppio grande ribaltone, con Tedesco che ne cambia dieci e il suo collega Schmidt quasi altrettanti. La mezzora finale dice che Pessina oggi trasmette insicurezza, che i baby Papazov e Libra hanno dei numeri e che Rowe quando decide di entrare in partita come sempre spacca, vedi il sinistro velenoso che Feller, migliore in campo dei suoi, al 90’ devia in corner salvando il pari.
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