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Bonus trasporti pubblici per figli a carico: quanto spetta ai genitori nel 2026

Bonus trasporti pubblici per figli a carico: quanto spetta ai genitori nel 2026

Quando la detrazione Irpef del 19% spetta per gli abbonamenti ai trasporti: regole e limiti per per ogni figlio a carico.

Anche nel 2026 le famiglie possono portare in detrazione le spese sostenute per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Si tratta di un bonus che spetta sotto forma di sconto fiscale Irpef anche ai genitori per gli acquisti effettuati nell'interesse dei figli a carico. Come funziona il bonus per gli abbonamenti ai trasporti pubblici La detrazione Irpef per i mezzi di trasporto pubblico è prevista dall'articolo 15, comma 1, lettera i-decies del TUIR e consente di recuperare il 19% della spesa sostenuta per l'acquisto di abbonamenti. Riguarda quindi esclusivamente i titoli di viaggio che consentono un utilizzo continuativo del servizio per un determinato periodo di tempo. Rientrano infatti nella detrazione gli abbonamenti: settimanali; mensili; annuali; agevolati per studenti, lavoratori o altre categorie. Restano invece esclusi: biglietti singoli; biglietti giornalieri; carnet di corse; qualsiasi titolo di viaggio utilizzabile in modo occasionale. In ogni caso, la detrazione è riconosciuta solo se il pagamento dell'abbonamento è stato effettuato con strumenti tracciabili, come: bonifico bancario; bonifico postale; carta di credito; carta di debito; bancomat; altri sistemi di pagamento elettronici. Un pagamento effettuato esclusivamente in contanti comporta la perdita del diritto alla detrazione. Quando la detrazione spetta per i figli La normativa stabilisce che la detrazione può essere richiesta non solo per gli abbonamenti acquistati dal contribuente per sé stesso, ma anche per quelli pagati nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico, compresi i figli. I genitori possono scontare dalla dichiarazione dei redditi del 2026 il 19% dell'importo sborsato per gli abbonamenti scolastici o universitari dei figli nel 2025, su una spesa massima di 250 euro per ciascun abbonato. Di conseguenza: se l'abbonamento costa 180 euro, la detrazione sarà calcolata su 180 euro; se costa 250 euro, la detrazione sarà calcolata sull'intero importo; se costa 400 o 500 euro, la parte eccedente i 250 euro non produce alcun beneficio fiscale. Pertanto, il rimborso massimo ottenibile per ogni abbonamento è pari a 47,50 euro (ovvero 50 euro × 19%). Come si calcola la detrazione in caso di più figli Proprio recentemente, riguardo i genitori che sostengono insieme il costo degli abbonamenti dei figli, il Fisco ha fornito un chiarimento importante, specificando che, se due genitori dividono la spesa al 50% e i figli sono fiscalmente a carico di entrambi nella stessa misura, il limite dei 250 euro continua a valere per ciascun figlio. Ad esempio, se una famiglia ha sostenuto nel 2025: per la prima figlia, il costo di un abbonamento annuale pari a 280 euro; per la seconda figlia, il costo di un abbonamento annuale da 500 euro. Fiscalmente, entrambe le spese vengono limitate al tetto massimo previsto dalla legge, quindi: per la prima figlia, dei 280 euro solo 250 euro sono detraibili; per la seconda figlia, i 500 euro diventano invece 250 euro detraibili. Ora, poiché i figli sono a carico al 50% di ciascun genitore, ognuno di questi potrà imputarsi: 125 euro per la prima figlia; 125 euro per la seconda. In totale, ogni genitore avrà una spesa detraibile pari a 250 euro, sulla quale applicare il 19%. Il risultato finale sarà: 47,50 euro di detrazione per ciascun genitore; 95 euro complessivi per la famiglia. Documenti da conservare Per quanto riguarda la gestione dei documenti necessari a fruire della detrazione, è fondamentale conservare con cura le attestazioni di acquisto. La documentazione serve infatti a dimostrare sia l'effettiva titolarità dell'abbonamento sia il rispetto dell'obbligo di tracciabilità dei pagamenti imposto dalla legge. Nello specifico, per attestare la tipologia di servizio acquistato e il relativo importo, è consigliato conservare: la ricevuta di pagamento e quella emessa dalla società di trasporto; il titolo di viaggio (cartaceo o digitale); prova del pagamento elettronico (come l'estratto conto bancario o la ricevuta del Pos), indispensabile per confermare che la transazione sia avvenuta tramite strumenti tracciabili. Dove indicare la detrazione nel modello 730/2026 Nel 730/2026 le spese per gli abbonamenti ai trasporti pubblici devono essere inserite nel Quadro E, Sezione I, ai righi E8-E10. Occorre compilare: codice 40 nella colonna dedicata al tipo di spesa; l'importo detraibile nella seconda colonna, rispettando il limite massimo previsto dalla normativa. Chi utilizza il modello 730 precompilato troverà spesso questi dati già inseriti. In questo caso, quindi, basterà verificare semplicemente la correttezza. A tal proposito, chi ha già usufruito di contributi pubblici o altri bonus per i trasporti deve considerare che: la detrazione del 19% si applica esclusivamente sulla spesa effettivamente rimasta a proprio carico; la quota di costo coperta da sussidi o rimborsi statali non può essere indicata nella dichiarazione dei redditi.

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