Boss della cocaina latitante da 5 anni, blitz in Nigeria: arrestato 64enne ricercato dall'Italia

Arrestato in Nigeria EBISAN Rowana Isah, capo di un'organizzazione dedita al traffico di cocaina e latitante dal 2019. Operazione internazionale.
È stato arrestato in Nigeria Ebisan Rowana Isah, sessantaquattrenne nigeriano, ritenuto capo di una vasta associazione criminale dedita al traffico internazionale di cocaina. L’uomo era ricercato da 5 anni per una condanna definitiva a 22 anni di reclusione, dopo essersi reso irreperibile nel 2019. L’operazione, coordinata dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, è stata condotta dalla Squadra Mobile di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, con il determinante contributo della National Drug Law Enforcement Agency nigeriana. Un’operazione internazionale coordinata dalle autorità italiane Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, l’arresto di Ebisan Rowana Isah rappresenta il risultato di un’indagine complessa e articolata, avviata nell’ambito del progetto “Wanted 2025”. L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli e ha visto la collaborazione tra diversi organismi di polizia italiani e internazionali. La Squadra Mobile di Caserta ha avuto un ruolo centrale, affiancata dal Servizio Centrale Operativo e dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, che hanno lavorato in sinergia con la National Drug Law Enforcement Agency nigeriana. Ebisan Rowana Isah, sessantaquattrenne originario della Nigeria, era stato condannato a 22 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, e per diversi episodi di cessione di droga. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Isah era considerato il promotore e il capo di una ramificata organizzazione criminale, caratterizzata da una forte coesione etnica e culturale tra i suoi membri. L’associazione era specializzata nell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina da mercati esteri, utilizzando corrieri cosiddetti “ovulatori” per il trasporto della droga. La base operativa a Castel Volturno La droga, una volta giunta in Italia, veniva commercializzata a Castel Volturno (CE), dove l’organizzazione aveva stabilito la propria base operativa all’interno di un call center gestito dallo stesso Isah. Questo luogo fungeva da centro nevralgico per la gestione delle attività illecite, dalla ricezione della merce al coordinamento della distribuzione sul territorio. La fuga e la latitanza dal 2019 Durante le indagini, Isah era già stato arrestato, ma successivamente era stato sottoposto a una misura non custodiale durante il primo grado di giudizio. Da quel momento, nel 2019, si era reso irreperibile, sottraendosi all’esecuzione della pena residua di 21 anni, 11 mesi e 16 giorni di reclusione. La sua fuga aveva reso necessario un intenso lavoro investigativo per rintracciarlo e assicurarlo alla giustizia. Le indagini e la collaborazione internazionale La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli aveva affidato alla Squadra Mobile di Caserta l’attività di ricerca del condannato, nell’ambito di un più ampio progetto di collaborazione istituzionale volto a dare esecuzione alle sentenze definitive nei confronti di soggetti irreperibili. Gli investigatori hanno quindi avviato approfondite indagini anche nei confronti dei familiari e delle persone vicine a Isah, riuscendo così a localizzare il ricercato nel sud-est della Nigeria e, successivamente, a restringere l’area di interesse nei pressi della città di Sapele. L’arresto in Nigeria grazie alla cooperazione tra le forze di polizia L’arresto di Isah è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane e le forze di polizia, sia nazionali che internazionali. La National Drug Law Enforcement Agency, su segnalazione degli organi di polizia italiani, ha individuato e fermato il ricercato nella città di Sapele. L’operazione rappresenta un esempio concreto di come la cooperazione internazionale possa risultare determinante nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale. Il progetto “Wanted 2025” e la lotta ai latitanti L’arresto di Isah si inserisce nel più ampio contesto del progetto “Wanted 2025”, che mira a rintracciare e assicurare alla giustizia i soggetti condannati in via definitiva e resisi irreperibili. Il caso di Isah, latitante da 5 anni e responsabile di gravi reati legati al traffico di droga, testimonia l’impegno delle istituzioni italiane nel contrastare la criminalità organizzata e nel garantire l’esecuzione delle sentenze definitive, anche grazie alla collaborazione con le autorità di altri Paesi. Il ruolo della Procura Generale e delle forze di polizia La Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli ha svolto un ruolo di coordinamento fondamentale, delegando le attività investigative alla Squadra Mobile di Caserta e promuovendo la collaborazione con il Servizio Centrale Operativo e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. L’intervento della National Drug Law Enforcement Agency nigeriana ha poi permesso di localizzare e arrestare il ricercato, chiudendo così un capitolo importante nella lotta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
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