Bus acquistati dal Comune per lo Shuttle-aeroporto usati per i crocieristi: è scontro sui servizi nel porto e sui costi

Il trasporto pubblico cittadino e la gestione dei flussi crocieristici nel porto di Brindisi finiscono al centro di un acceso scontro politico, amministrativo ed economico. I bus per il...
Il trasporto pubblico cittadino e la gestione dei flussi crocieristici nel porto di Brindisi finiscono al centro di un acceso scontro politico, amministrativo ed economico. I bus per il servizio Shuttle Al nucleo della controversia c’è l'impiego dei quattro autobus snodati Iveco Urbanway da 18 metri acquistati dal Comune di Brindisi con fondi Fsc dedicati alla realizzazione dello Shuttle su gomma tra stazione ferroviaria e aeroporto. Mezzi affidati in uso alla Società Trasporti Pubblici per non far decadere la garanzia di fabbrica nelle more del completamento dei lavori viari, ma attualmente utilizzati per trasferire i crocieristi dalla banchina di Costa Morena Nord fino al centro cittadino. Le contestazioni del consigliere Greco La contesa è esplosa a seguito delle contestazioni sollevate dal consigliere comunale Michelangelo Greco, capogruppo del Movimento Regione Salento. Attraverso una serie di note inviate agli uffici comunali, Greco ha messo in discussione la versione fornita da Stp e dal settore Trasporti del Comune. La società sostiene infatti che l'impiego dei bus snodati rientri in un potenziamento straordinario della Linea “AP” (Aeroporto-porto-stazione), classificabile come normale servizio di trasporto pubblico locale in conformità con la normativa regionale. Secondo il consigliere, tuttavia, la realtà dei fatti smentirebbe nettamente questa ricostruzione. I mezzi civici entrano infatti direttamente all'interno del circuito doganale, superando i varchi portuali per sostare a ridosso della nave in attesa dei crocieristi. La concessione a Msc Il servizio viene richiesto dalla società “Bbct”, controllata del gruppo Msc e concessionaria delle aree e delle attività terminalistiche, e saldato a tariffa oraria sulla base dei bus impiegati, anziché tramite la vendita di singoli titoli di viaggio agli utenti. Non si tratterebbe dunque, secondo la tesi di Greco, di una linea pubblica aperta alla cittadinanza, bensì di un vero e proprio noleggio, svolto al di fuori del circuito ordinario. Rispetto al quale, tra l’altro, i passeggeri non pagherebbero un vero e proprio ticket mentre “Bbct” chiederebbe un corrispettivo di pagamento alle altre compagnie crocieristiche. I timori degli operatori E proprio alla luce di questo, accanto alle censure di natura amministrativa avanzate da Greco, emerge un secondo piano di criticità, di natura economica e turistica, evidenziato dalle preoccupazioni dell'intero settore marittimo locale. Storicamente, prima l’Autorità portuale di Brindissi e poi l'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale garantiva a proprie spese il collegamento navetta gratuito per facilitare la discesa dei visitatori dagli ormeggi periferici di Costa Morena, troppo lontani dal centro. Con il subentro della concessione e il venir meno dei contributi pubblici diretti, il peso economico del servizio si è scaricato direttamente sugli armatori. La tariffa stabilita ammonterebbe a 140 euro all'ora per ciascun bus impiegato. Moltiplicato per otto o dieci mezzi su una sosta media di dieci ore, il costo complessivo per un singolo scalo raggiunge cifre di poco inferiori ai 15mila euro. L'attrattività del porto Un simile costo sta provocando forti preoccupazioni tra gli agenti marittimi e gli armatori internazionali. Tutto questo nonostante il fatto che i costi per passeggero, a Brindisi, siano più bassi rispetto ad altri porti, che però sono tutti più infrastrutturati. Il capoluogo messapico, a causa di questi costi, rischia di trovarsi completamente fuori mercato. Il timore concreto espresso dagli operatori è che le compagnie di navigazione, eccezion fatto per la stessa Msc che gestisce direttamente il terminal sulla base della concessione, decidano di cancellare le tappe brindisine dalle proprie rotte per evitare sovrapprezzi insostenibili. A fronte di questo quadro, incerto già da diversi mesi, proprio nel vertice dello scorso mese di marzo presso l’hotel Internazionale, al quale avevano partecipato gli operatori, l’Autorità di sistema ed il Comune, proprio gli operatori erano stati rassicurati, almeno verbalmente, sul fatto che un accordo per scongiurare disagi al traffico crocieristico sarebbe stato trovato. Ad oggi, tuttavia, come confermano diversi esponenti del cluster marittimo, nulla è ancora cambiato.
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