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Caro carburanti, i conti non tornano per famiglie e imprese: «Intervenga il governo»

Caro carburanti, i conti non tornano per famiglie e imprese: «Intervenga il governo»

Imprese, aziende di trasporti e consumatori: il caro carburanti erode bilanci, liquidità e potere d?acquisto. A preoccupare inoltre è il rischio di ulteriori escalation che...

Imprese, aziende di trasporti e consumatori: il caro carburanti erode bilanci, liquidità e potere d’acquisto. A preoccupare inoltre è il rischio di ulteriori escalation che porterebbero i prezzi alla colonnina a superare il massimo storico, ricadendo a catena sul prezzo delle materie energetiche e dei beni di consumo. La situazione è già al limite, e a peggiorarle, ci sono alcuni comportamenti speculativi delle compagnie, motivo per il quale si chiede a voce unanime un’azione di Governo sia in termini di accise, con un nuovo provvedimento di taglio dell’imposta governativa sul carburante, sia con l’attivazione di nuovi strumenti di sostegno. Direttamente colpite le imprese di trasporti su gomma. «Ci sono ricadute importanti e onerose- dice Paolo Pertosa, presidente di Confartigianato trasporti Puglia. Il problema è che a livello nazionale non si prospetta al momento nessun aiuto perché, da quanto ci è stato riferito, non ci sono fondi per provvedere a qualche azione. Hanno solo chiesto un contenimento delle tariffe, ed effettivamente alcune aziende hanno dei prezzi più contenuti. Si pensava che le cose stessero rientrando anche perché il prezzo a barile era sceso parecchio ma il riaccendersi del focolaio di guerra ha fatto degenerare la situazione. Inoltre, come ogni anno, in questo periodo si assiste ad un comportamento speculativo delle compagnie petrolifere che ne approfittano aumentando un po' i prezzi nei periodi di vacanza. Vedremo cosa accadrà a settembre. Attualmente per le ditte di trasporti i rincari sono significativi: per un viaggio di 2mila chilometri ad esempio, si spendono circa 200 euro in più; moltiplicando per 8 viaggi al mese si ha un’incidenza di circa mille e seicento euro al mese. In parte questa cifra viene recuperata con la formula del supplemento carburante, ove prevista da contratto. In sostanza gli aumenti ricadono in parte sul committente e in parte erodono i margini di ricavo delle aziende. In più, ancora non è stato fatto il decreto attuativo per i 300mila euro messi a disposizione dal Ministero dei Trasporti per le aziende di settore per il rimborso delle accise e non possiamo incassare». Anche Confcommercio Bari chiede strumenti di sostegno per le imprese. «Il caro carburanti – commenta il presidente Vito D’Ingeo- continua a rappresentare un fattore di forte criticità per il sistema imprenditoriale, incidendo in modo significativo sui costi di esercizio e sulla competitività delle imprese, in particolare nei settori del trasporto, del commercio e del turismo. È un fenomeno in parte inevitabile, strettamente legato al costante incremento del costo dell’energia, che si riflette sull’intera filiera produttiva e logistica. Proprio per questo è indispensabile che il Governo valuti il ripristino di strumenti di sostegno, come un credito d’imposta dedicato, per attenuare gli effetti immediati dei rincari. Parallelamente, è necessario investire in soluzioni strutturali capaci di rendere le imprese meno esposte alla volatilità dei mercati energetici. Per affrontare efficacemente il caro energia e i conseguenti riflessi sul costo dei carburanti non bastano interventi emergenziali: è necessario promuovere modelli di aggregazione tra imprese, favorendo forme di consorsiazione e di condivisione delle risorse energetiche. Solo attraverso una strategia di lungo periodo sarà possibile contenere i costi, rafforzare l’autonomia energetica delle imprese e garantire maggiore stabilità e competitività al tessuto economico del territorio». Non va meglio per i consumatori finali, anello debole della catena, tante le situazioni di emergenza. «Oltre all'aumento significativo delle spese mensili per chi utilizza molto l'auto per lavoro- spiega Giulia Procino, presidente Adoc Puglia- c'è un problema a cascata per tutti gli altri: i rincari ricadono su tutta la filiera di consumo, il prezzo finale dei prodotti, anche di beni di prima necessità, e il consumatore finale ha la peggio. In maniera più o meno trasparente: qualcuno ad esempio riduce la quantità del prodotto in confezione lasciando lo stesso prezzo. Tenuto conto poi che il trasporto su gomma dei beni rappresenta in Italia circa l'80%. Il rincaro riguarda tutti i prodotti e tutti i mezzi di trasporti: mentre quelli locali e regionali non sono variati di tanto, quelli nazionali hanno già subito notevoli aumenti e i voli sono intoccabili. Oltre a scegliere il distributore che applica la tariffa migliore, consiglierei ai cittadini di utilizzare la macchina il meno possibile e preferire trasporti locali e magari una salutare passeggiata. La situazione è critica, i cittadini venivano già da una situazione complessa, i salari non aumentano ma i costi lievitano; da noi in associazione arrivano casi molto gravi di persone indebitate e in difficoltà».

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