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Caro carburanti, in Puglia in un anno aumenti per oltre il 21%

Caro carburanti, in Puglia in un anno aumenti per oltre il 21%

La Puglia è tra le regioni italiane che rischiano di subire maggiormente la nuova fiammata dei carburanti. Rispetto all?anno scorso il territorio pugliese fa registrare un...

La Puglia è tra le regioni italiane che rischiano di subire maggiormente la nuova fiammata dei carburanti. Rispetto all’anno scorso il territorio pugliese fa registrare un incremento del 21,3 per cento, con una ricaduta economica che è stata stimata in circa 837 milioni di euro. Un quadro che riaccende l’allarme sul caro rifornimenti e spinge il governo a valutare interventi per frenare la corsa dei prezzi, a partire dall’ipotesi di attivare il meccanismo delle accise mobili. Accise mobili La misura, tornata al centro del dibattito nelle ultime ore, consentirebbe di intervenire sulla componente fiscale del prezzo di benzina e gasolio, attraverso una riduzione temporanea delle accise quando l’aumento delle quotazioni genera maggiori entrate per lo Stato attraverso l’Iva. Una possibilità che l’esecutivo sta prendendo in considerazione per offrire un sostegno agli automobilisti e alle imprese in una fase particolarmente delicata. La pressione sul governo è aumentata con la ripresa delle tensioni in Medio Oriente, che ha contribuito alla crescita delle quotazioni internazionali del petrolio, e con la fine, il 3 luglio scorso, degli ultimi tagli alle accise sui carburanti. Da metà luglio, infatti, i prezzi alla pompa hanno ripreso a salire, proprio mentre si avvicina il periodo degli esodi estivi e degli spostamenti più intensi sulle strade italiane. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di approfondire le possibili soluzioni da adottare, compresa l’eventuale attivazione delle accise mobili. L’obiettivo è individuare una risposta rapida, ma compatibile con gli equilibri della finanza pubblica. Il nodo principale resta infatti quello delle risorse necessarie per sostenere l’intervento. L’ipotesi è stata confermata anche dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, secondo cui il meccanismo delle accise mobili rappresenta una delle strade allo studio insieme ad altre possibili iniziative. La difficoltà riguarda però la copertura: il sistema dipende dall’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi, una disponibilità che potrebbe non essere sufficiente per finanziare un intervento ampio. Per avere un quadro più chiaro bisognerà attendere i dati sulle entrate fiscali. Il gettito di giugno potrebbe non garantire margini adeguati, mentre per valutare l’effettiva disponibilità delle risorse relative a luglio sarà necessario attendere i primi giorni di agosto. Il governo dovrà quindi bilanciare la necessità di intervenire in tempi brevi con quella di mantenere sotto controllo i conti pubblici. Il report Nel frattempo, i dati sui prezzi confermano una situazione particolarmente pesante in alcune aree del Paese. Secondo l’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale pugliese la benzina in modalità self ha raggiunto un prezzo medio di 1,991 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato a 2,179 euro al litro. La fotografia della Cgia evidenzia inoltre una forte differenza territoriale negli effetti della nuova fase di rialzi. L’aumento percentuale più marcato dovrebbe registrarsi in Basilicata, con una crescita del 21,6 per cento rispetto al 2025 e un impatto economico stimato in 118 milioni di euro. Subito dopo si collocano Campania e Puglia, entrambe con un incremento del 21,3 per cento: per la prima si stima una ricaduta di circa un miliardo di euro, mentre per la seconda l’effetto complessivo potrebbe arrivare a 837 milioni. Il fenomeno non riguarda soltanto gli automobilisti. L’aumento dei prezzi dei carburanti si riflette infatti sull’intera economia, incidendo sulla movimentazione delle merci, sulla logistica e sulle attività produttive che dipendono maggiormente dagli spostamenti su strada. In regioni come la Puglia, caratterizzate da una forte presenza di imprese agricole, manifatturiere e commerciali, l’impatto della crescita dei listini può amplificare le difficoltà già presenti. La partita sulle accise mobili diventa dunque un passaggio importante per il governo, chiamato a dare una risposta alla nuova emergenza carburanti senza compromettere gli obiettivi di bilancio. Le prossime ore saranno decisive per capire se il meccanismo verrà effettivamente attivato o se l’esecutivo sceglierà altre misure per contenere la pressione sui prezzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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