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“Catania Calling”: teatro, danza e cavalli all’Istituto di Incremento Ippico

“Catania Calling”: teatro, danza e cavalli all’Istituto di Incremento Ippico
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Il regista Elio Gimbo firma uno spettacolo tra corpo, poesia e trasformazione urbana

Nei giorni 31 luglio, 1 e 2 agosto 2026, alle ore 19:00, lo storico Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia di Catania (in via Vittorio Emanuele II, 508) ospiterà lo spettacolo “Catania Calling” , nuova produzione ideata e diretta dal regista Elio Gimbo . L’evento, che vede in scena gli attori della Compagnia Fabbricateatro , i danzatori dell’Accademia di ballo Tersicore e la cavallerizza Francesca Scirè dell’associazione Passione Cavalli , si inserisce nel progetto “La poesia salverà il mondo” , promosso all’interno della rassegna del Comune di Catania “Palcoscenico Catania – La bellezza senza confini 2026”. La trasformazione della realtà contemporanea Sfuggendo alle categorie tradizionali, l’opera mette al centro il linguaggio del corpo e la riflessione sulla trasformazione della realtà contemporanea. “Definire Catania Calling è complesso: è teatro, è danza, o forse entrambe le cose insieme», spiega il regista Elio Gimbo . «Nasce dal mio interesse per una drammaturgia basata sulle azioni fisiche ma è anche il frutto di una riflessione sui rapidi mutamenti della città e sui nuovi personaggi che la animano. Il tema centrale è un ‘danzare tra le macerie’: muoversi tra i rifiuti e i cantieri della realtà urbana, ma anche tra figure umane capaci di una gestualità straordinaria”. La scelta dell’Istituto di Incremento Ippico Per il terzo anno consecutivo dal 2024, la produzione sceglie gli spazi dell’Istituto di Incremento Ippico. Quella che in origine era nata come una necessità- la pratica della “correzione teatrale” dello spazio urbano attraverso l’allestimento in luoghi non convenzionali per mancanza di una sede propria – si è trasformata nel tempo in una consapevole scelta estetica e politica, in totale sintonia con i criteri di Palcoscenico Catania. Come sottolinea il regista, l’elemento straordinario di questo percorso risiede nella capacità di costruire sinergie tra realtà istituzionali e artistiche per allargare i confini della creatività teatrale. L’opera frutto delle relazioni sul territorio Un’opera che è il risultato di una fitta rete di relazioni sul territorio. Il pensiero e la gratitudine del regista vanno a Michelangelo Bentivegna , direttore dell’Istituto di Incremento Ippico , e a tutto il personale per la calorosa accoglienza; a Giuseppe Mangano , direttore sanitario dell’ Ospedale San Marco , con cui prosegue una riflessione condivisa — nata dai tempi degli studi su Nino Martoglio — sull’apertura degli spazi pubblici di cura alle azioni culturali e performative; a Letizia Scuderi e Maurizio Castiglione , che da oltre trent’anni guidano l’ Accademia di ballo Tersicore n el quartiere San Giorgio; e ad Alfredo Guglielmino di Cartura , autore delle illustrazioni scenografiche dello spettacolo. Rinnova la sua collaborazione con Fabbricateatro anche la cavallerizza Francesca Scirè di Passione Cavalli , la cui presenza rende possibile un connubio scenico di grande impatto. «Francesca mi ha concesso una possibilità che sognavo da tempo e che temevo di non poter realizzare: fare teatro con i cavalli», conclude Gimbo. «Un desiderio che custodivo fin dal 2015, quando fui affascinato dal lavoro del Théâtre du Centaure di Marsiglia in occasione dei cinquant’anni dell’Odin Teatret». Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

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