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Cintura verde a Taranto: gare d?appalto per la green belt

Cintura verde a Taranto: gare d?appalto per la green belt

Una cintura verde per ricucire la città e restituire spazio alla natura. È la sfida della Green Belt, che entra nella fase operativa con la pubblicazione delle prime tre gare...

Una cintura verde per ricucire la città e restituire spazio alla natura. È la sfida della Green Belt, che entra nella fase operativa con la pubblicazione delle prime tre gare d’appalto. Prende ufficialmente avvio uno dei più rilevanti programmi di rigenerazione urbana e ambientale mai avviati nel territorio ionico, finanziato attraverso il Programma nazionale Just Transition Fund 2021-2027. Un progetto destinato a ridisegnare il volto della città, trasformando aree oggi degradate o poco valorizzate in un grande sistema verde capace di collegare quartieri, costa, parchi e siti di interesse storico. Dove saranno create I primi interventi riguardano il Parco Piero Angela e le aree verdi del quartiere Paolo VI, il Parco Archeologico delle Mura Greche – Massimo Battista e il futuro Parco costiero di San Vito. Sono i primi tre tasselli di un piano molto più ampio, composto da otto opere strategiche che formeranno una rete continua di parchi urbani, corridoi ecologici, aree naturali e spazi pubblici connessi tra loro. L’obiettivo è costruire una città più verde, resiliente e vivibile, aumentando il patrimonio arboreo, recuperando luoghi oggi marginali, valorizzando il paesaggio e mitigando gli effetti dei cambiamenti climatici. L'accelerata sui bandi arriva a valle di un articolato percorso negoziale conclusosi a fine maggio tra la Regione Puglia e il Comune di Taranto, nell'ambito della misura 2.3.1 del Piano Esecutivo provinciale. Il programma L’intero programma vale oltre 84 milioni di euro e rappresenta uno dei più consistenti investimenti nel Mezzogiorno dedicati alla rinaturalizzazione e alla rigenerazione ambientale. Nel dettaglio, sono destinati 13,78 milioni di euro alla realizzazione del Parco naturalistico del Fiume Galeso, 9,84 milioni alla riqualificazione del Parco della Rimembranza, 8,28 milioni al Parco Piero Angela e alla valorizzazione delle aree verdi del quartiere Paolo VI, 6,08 milioni alla rinaturalizzazione del Parco archeologico delle Mura Greche, 9,89 milioni al Parco urbano attrezzato di Taranto 2, 19,45 milioni al Parco Mar Grande, il finanziamento più consistente dell’intero programma, 3,63 milioni al Parco costiero di San Vito e 13,14 milioni al Parco lineare costiero delle Tre Terre. Le opere finanziate vanno ben oltre il tradizionale concetto di verde pubblico e danno forma a una vera infrastruttura ecologica urbana, in linea con il Regolamento europeo 1991/2024 sul ripristino della natura. Il progetto prevede una cintura verde articolata nelle direttrici nord, est e sud della città, dove parchi, aree umide, boschi urbani, litorali e canali saranno collegati da percorsi ciclopedonali, passerelle e sistemi di mobilità dolce, creando una rete continua accessibile ai cittadini e integrata con il patrimonio paesaggistico e archeologico. Accanto agli aspetti ambientali, il progetto potrebbe produrre anche effetti sul piano occupazionale in merito al possibile coinvolgimento degli ex lavoratori di Taranto Isolaverde, rimasti senza reddito dal maggio dello scorso anno dopo l’esaurimento della Naspi successiva al progetto Green Passage. La Green Belt si inserisce inoltre nel più ampio processo di riconversione ambientale di Taranto, con l’obiettivo di recuperare aree compromesse da decenni di pressione industriale, migliorare la qualità dell’aria, contrastare l’effetto “isola di calore” e favorire la biodiversità attraverso l’impiego di specie autoctone. Alcuni interventi sono già stati avviati, come la Foresta Urbana nel quartiere Tamburi, concepita anche per contribuire al risanamento di terreni e falde, e il lungomare terrazzato del Mar Piccolo, destinato a diventare parte integrante della futura rete ecologica. La riqualificazione di luoghi simbolici, come il Parco delle Mura Greche, il sistema costiero delle Tre Terre e le altre aree inserite nel programma, punta anche a ricucire quartieri oggi separati, restituendo continuità tra paesaggio urbano, beni storici e spazi naturali. Il piano si muove in coerenza con gli indirizzi del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Un lavoro di squadra e di supporto tecnico-amministrativo svolto dal Comune di Taranto che ha permesso di blindare i finanziamenti e di avviare, finalmente, la trasformazione sul campo.

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