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Clarity Act, parla il capo della maggioranza: “Probabilmente non ce la faremo per agosto”

Clarity Act, parla il capo della maggioranza: “Probabilmente non ce la faremo per agosto”

Il Clarity Act non ha praticamente più tempo per essere approvato prima della pausa di agosto. A parlare questa volta non sono i giornalisti, ma il Majority Leader John Thune. Il suo ruolo gli riconosce la capacità di decidere l'agenda del Senato e di coordinare l'attività del partito di maggioranza, ... L'articolo Clarity Act, parla il capo della maggioranza: “Probabilmente non ce la faremo per agosto” proviene da Criptovaluta.it® .

Il Clarity Act non ha praticamente più tempo per essere approvato prima della pausa di agosto. A parlare questa volta non sono i giornalisti, ma il Majority Leader John Thune. Il suo ruolo gli riconosce la capacità di decidere l’agenda del Senato e di coordinare l’attività del partito di maggioranza, ovvero i repubblicani. Il suo intervento è probabilmente quello più significativo per capire a che punto siamo. Secondo quanto è stato riportato da CoinDesk, il miglior risultato possibile sarebbe quello di avviare almeno la discussione in Senato, nella speranza di poterlo fare approvare in una finestra assai ristretta in settembre, poco prima delle elezioni. Vorrei vedere il Clarity quantomeno partire. Vedremo come siamo messi con i voti. Questo il suo intervento di giovedì davanti ai giornalisti USA, che conferma una situazione di crescente difficoltà per quella che sarà la legge che normerà il mercato crypto negli Stati Uniti. Altre leggi vogliono occupare il poco tempo rimasto Ci sono altre leggi che potrebbero occupare il poco tempo rimasto, tra le quali un tentativo di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia. Sarebbe l’ultimo lascito del senatore Lindsey Graham, morto pochi giorni fa e i cui funerali si terranno nel corso della prossima settimana. Si tratterà di un altro evento che, riporta sempre CoinDesk, a metà della prossima settimana dovrebbe occupare il tempo dei senatori. Tanti punti dei quali discutere, anche sul Clarity Act Nonostante la senatrice Cynthia Lummis continui ad affermare in pubblico che i voti potrebbero esserci, in realtà la situazione effettiva è quella di uno scontro piuttosto duro tra repubblicani e democratici. Il testo che è stato fatto circolare in settimana non soddisfa i dem, le controproposte dem sono invece considerate come irricevibili dai repubblicani. Per il momento a poco sono valsi gli interventi di David Solomon, CEO di Goldman Sachs, che ha affermato pubblicamente di sostenere la legge, rompendo così un fronte unitario delle banche, ostili al Clarity Act temendo in particolare la possibilità che gli exchange offrano ai clienti rendimenti legati alle stablecoin. Di passi avanti, con il tempo che stringe, se ne sono fatti davvero pochi. Ora ciò che rimane, a meno di clamorosi stravolgimenti, è la possibilità che si parta con le discussioni, si giunga a qualche accordo e si rimandi tutto a settembre. Eliminata questa possibilità, rimarrà assai poco per sperare che si approvi tutto prima della fine del 2026.

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