Crisi Tisg, licenziamenti revocati: Cgil chiede che Costantino si ritiri

Annullato anche lo sciopero indetto da Fiom: “Un primo successo, ma non c’è da abbassare la guardia”
Carrara, 31 luglio 2026 – “Un successo per la Cgil, una conquista per i lavoratori. Ma c’è da andare avanti – dice la Cgil – senza abbassare la guardia”. Ieri mattina la Cmr, azienda di carpenteria nautica, ha revocato i licenziamenti annunciati il giorno precedente. Dopo un incontro con Giovanni Costantino, presidente uscente di Tisg , l’azienda ha deciso che “ogni ipotesi relativa a possibili licenziamenti deve ritenersi definitivamente superata e che la società non procederà ad alcun licenziamento”. Confermando che Cmr provvederà al più presto al pagamento degli stipendi , la società ribadisce “la fiducia nel confronto responsabile tra tutti i soggetti coinvolti e nella collaborazione con la committenza di Tisg, vista la disponibilità sempre manifestata dalla stessa nell’interesse della continuità e della tutela dei lavoratori”. Così, dopo che Tisg pare abbia rilasciato garanzie e assicurazioni su pagamenti e commesse, lo sciopero è stato immediatamente sospeso come il sit in della Cgil e della Fiom di fronte ai cancelli di viale Colombo. Soddisfatti Nicola Del Vecchio e Umberto Faita, Cgil e Fiom che vedono la revoca dei licenziamenti come un successo del sindacato che tanto si è battuto per la tutela dei dipendenti diretti e indiretti. “La comunicazione di Cmr di revoca dei licenziamenti, a valle dell’incontro avuto dalla stessa con Tisg – si legge in una nota del sindacato – lascia presagire che il committente, diversamente da quanto appreso nelle giornate precedenti dai lavoratori nostri iscritti, e poi confermatoci da una nota aziendale, avrebbe dato a Cmr, e conseguentemente a tutte le 76 maestranze, garanzie occupazionali . Alla luce di ciò, ci aspettiamo che tutte le 76 maestranze siamo presenti regolarmente in cantiere lunedì prossimo e crediamo sia lecito interrogarsi sulla genuinità dell’appalto Cmr, ovvero su un’eterodirezione da parte di Tisg. In merito alla generale situazione aziendale – prosegue la nota di Del Vecchio e di Faita –, nonostante la presenza di molti professionisti stimati, nutriamo più di un dubbio sulla capacità della proprietà di gestire una situazione tanto delicata e dei percorsi intrapresi a tutela dell’occupazione e della continuità aziendale”. Preoccupazione meglio puntualizzata dal segretario provinciale di Cgil, Nicola Del Vecchio che senza tanti giri di parole sostiene che “Giovanni Costantino si debba fare da parte in quanto non sta dimostrando la volontà di rilanciare il cantiere, atteggiamento che ha pesanti ricadute su maestranze dirette e indirette. Soltanto dopo la minaccia di sciopero si è arrivati al ritiro dei licenziamenti. Serve una ricognizione su occupazione e lavoro, quante sono le commesse, quanti lavoratori ancora serviranno. La continuità sbandierata da Costantino non è più reale e tutto grava sui lavoratori. Di fatto il piano di rilancio passerà da ingenti licenziamenti e questo non è sostenibile. C’è necessità e urgenza di arrivare a una nuova compagine con l’auspicio di un piano industriale che preveda il mantenimento della batteria occupazionale e l’unicità del cantiere. Attendiamo l’incontro in Regione e con le istituzioni e vigileremo con attenzione l’interesse di altri soggetti. Chiediamo quindi garanzie e chiediamo un incontro con i vari interlocutori sulla vertenza che garantiscano i livelli occupazionali altrimenti la situazione esploderà in maniera drammatica. Credo che l’interesse di Costantino non sia né l’occupazione né la continuità aziendale, ma tiri a campare arrivando a una vendita spezzatino del cantiere. Ipotesi che noi rigettiamo del tutto. Le dimissioni sembrano irreali, continua a mantenere il controllo e la direzione anche quando dovrebbe fare un passo indietro”.
This is a summary. Read the full article at the original source.
Read full article at lanazione
