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Folgorato di Viadana, sequestrata la salma. «Servono nuovi accertamenti»

Folgorato di Viadana, sequestrata la salma. «Servono nuovi accertamenti»

Sotto sequestro. La salma di Sokol Peposhi, folgorato da una scarica elettrica nella mattinata di venerdì in un pioppeto nel territorio... Scopri di più

Sotto sequestro. La salma di Sokol Peposhi, folgorato da una scarica elettrica nella mattinata di venerdì in un pioppeto nel territorio di San Matteo delle Chiaviche, è a disposizione del magistrato di turno. Il corpo è stato trasportato dalle onoranze funebri Ferri all’ospedale di Mantova dove, nei prossimi giorni, verrà effettuata l’autopsia. Da capire bene ancora la dinamica che ha portato alla morte del 49 enne di origini albanesi, sposato e con due figli e residente nella provincia di Bergamo. L’uomo assieme ai due fratelli lavorava per l’impresa appaltatrice Ergin, impegnata per E-Distribuzione in un intervento di taglio di piante in seguito ad un guasto sulla rete elettrica avvenuto mercoledì scorso nella frazione di Viadana in seguito ad un violento fortunale che si è abbattuto in zona. Per tutta la giornata di venerdì gli uomini della struttura di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro di Ats Val Padana sono stati in loco per ricostruire i fatti ascoltando i due fratelli, rimasti a lungo seduti al fianco del corpo del congiunto. Secondo una prima ricostruzione Peposhi stava togliendo dei rami quando l’albero è caduto finendo per spezzare un cavo della corrente che non era in tensione: cadendo però ha toccato un secondo cavo di media tensione attivo. Per induzione la corrente si è trasmessa e ha folgorato l’uomo, in quel momento distante, per fortuna dai fratelli. Sull’intera vicenda intervengono le segreterie di Mantova e della Lombardia di Filctem Cgil «Le eventuali responsabilità saranno accertate dagli organi competenti. La verifica sull’organizzazione del lavoro, però, non può aspettare. Pochi giorni fa, un messaggio aziendale diffuso ai dipendenti di E-Distribuzione richiamava il personale alla sicurezza e indicava 22 infortuni gravi registrati nei primi 5 mesi dell’anno. A quel quadro si aggiunge ora una morte nella filiera degli appalti». «Richiamare chi lavora alla prudenza non basta- riprende la nota dei sindacati- La sicurezza dipende da scelte precise: organici adeguati, tempi di lavoro compatibili, formazione, investimenti, procedure applicate e controllate, una gestione rigorosa degli appalti e il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza.Da tempo denunciamo un modello organizzativo che aumenta la pressione sulle attività operative, riduce gli organici e comprime tempi e risorse. Di fronte a una sequenza così grave di infortuni, E-Distribuzione e le imprese della filiera devono mettere questo modello al centro di una verifica seria». Filctem Cgil Mantova e Filctem Cgil Lombardia chiedono a E-Distribuzione di convocare subito un confronto straordinario sulla sicurezza, con il coinvolgimento delle imprese della filiera e delle rappresentanze dei lavoratori. Servono impegni verificabili su organizzazione del lavoro, organici, formazione, tempi degli interventi e appalti.

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