Fondo indennizzo risparmiatori, per le nuove domande tempi più rapidi e 80 milioni di euro

La Corte dei conti chiede al Fondo indennizzo risparmiatori tempi più rapidi per le nuove istanze, intanto vengono messi a disposizione 80 milioni di euro
Il Fondo indennizzo risparmiatori deve migliorare la programmazione finanziaria e definire le nuove istanze nel più breve tempo possibile. È quanto emerge dalla relazione della Corte dei conti sul Fir, il Fondo istituito dalla legge di Bilancio 2019 per indennizzare i risparmiatori coinvolti nelle crisi di alcune banche italiane. Il Fondo aveva una dotazione complessiva di 1,6 miliardi di euro per il triennio 2019-2021. La Corte dei conti ha approvato la relazione sullo stato di attuazione del Fondo, evidenziando i risultati raggiunti e alcune criticità sul piano contabile e finanziario. Tra i punti segnalati ci sono la formazione di residui di stanziamento e la sovrastima delle risorse destinate al funzionamento della Commissione tecnica. Cos’è il Fondo indennizzo risparmiatori Il Fir è stato creato per riconoscere un indennizzo ai risparmiatori che hanno subito un danno a causa delle crisi bancarie. Il Fondo si rivolge ai titolari di azioni o obbligazioni subordinate, ai loro familiari e ai successori mortis causa. La tutela riguarda i risparmiatori che hanno subito un “ingiusto pregiudizio” a causa di violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza da parte di alcune banche. Le banche interessate sono istituti di credito con sede legale in Italia, posti in liquidazione coatta amministrativa tra il 16 novembre 2015 e il 1° gennaio 2018. Il Fondo nasce quindi per intervenire su una platea specifica di risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie, con una procedura amministrativa di esame delle domande e liquidazione degli indennizzi. Quante domande sono state accolte Secondo la relazione, al 31 dicembre 2023 risultavano accolte oltre 134mila domande. L’importo complessivo riconosciuto era pari a circa 1,354 miliardi di euro. Successivamente sono stati liquidati ulteriori indennizzi, portando il totale a circa 1,355 miliardi di euro. Una parte molto rilevante delle somme erogate è stata destinata al Veneto. La quota indicata dalla Corte è pari a circa il 59,3% del totale. Le criticità segnalate dalla Corte dei conti La Corte dei conti ha riconosciuto lo stato di attuazione del Fondo, ma ha segnalato alcuni aspetti da migliorare. In particolare, la relazione evidenzia la formazione di residui di stanziamento. Si tratta di risorse stanziate ma non utilizzate nei tempi previsti, un elemento che può indicare difficoltà di programmazione o ritardi nell’attuazione delle misure. Un altro punto riguarda le risorse destinate al funzionamento della Commissione tecnica. Secondo la Corte, vi sarebbe stata una sovrastima degli stanziamenti necessari. Per questo viene richiesta una “più accurata programmazione finanziaria”, così da rendere le previsioni di spesa più aderenti al fabbisogno effettivo. Nuovi fondi per le domande respinte La relazione richiama anche la novità introdotta dalla legge di Bilancio 2026. La dotazione del Fondo è stata integrata con una spesa massima di 80 milioni di euro. Le risorse sono distribuite su tre anni: 20 milioni nel 2026 e 30 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Questi fondi sono destinati ai risparmiatori le cui domande erano state respinte per incompletezza documentale o procedimentale. Si tratta quindi di una nuova possibilità per una parte dei richiedenti esclusi in precedenza, ma resta necessaria la verifica dei requisiti previsti dalla normativa.
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