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Gemitaiz indagato per oltraggio a pubblico ufficiale: "Ste me**e", la frase pronunciata durante il concerto lo inchioda

Gemitaiz indagato per oltraggio a pubblico ufficiale: "Ste me**e", la frase pronunciata durante il concerto lo inchioda

Le dichiarazioni pronunciate in Abruzzo hanno avuto conseguenze ben oltre il palco: tra polemiche, prese di posizione istituzionali e un'indagine aperta dalla Procura.

L’esibizione di Gemitaiz allo Shock Wave Festival di Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, è finita al centro dell’attenzione non soltanto per la musica. A distanza di pochi giorni dal concerto del 19 luglio, infatti, la Procura di Chieti ha aperto un fascicolo nei confronti del rapper, all’anagrafe Davide De Luca, dopo alcune frasi pronunciate dal palco nei confronti delle forze dell’ordine impegnate nei controlli antidroga durante l’evento. L’ipotesi di reato contestata è quella di oltraggio a pubblico ufficiale, una fattispecie che prevede conseguenze penali qualora venga accertata. Le frasi incriminate di Gemitaiz pronunciate durante il concerto Tutto è nato nel corso dell’esibizione, quando il rapper si è accorto della presenza delle unità cinofile e degli agenti impegnati nei controlli all’interno dell’area del festival. In quel momento ha preso la parola rivolgendosi al pubblico con un intervento destinato a fare rapidamente il giro dei social: "Io di solito vi avverto quando ci stanno i cani. Oggi non lo sapevo, non l’ho visto, mi dispiace. Mi dispiace che ‘ste m***e ancora vengono a ca***e il c***o ai pischelli. Ricordatevi sempre che la vita vostra è molto meglio", ha detto dal palco, scatenando reazioni immediate sia tra gli spettatori sia online. Il video contenente quelle dichiarazioni è stato condiviso migliaia di volte, alimentando un acceso confronto tra chi ha criticato duramente le parole dell’artista e chi, invece, ha difeso la libertà di espressione del rapper. L’indagine della Procura e le possibili conseguenze Le dichiarazioni sono poi finite all’attenzione della magistratura. La Procura di Chieti ha iscritto Gemitaiz nel registro degli indagati, ipotizzando il reato di oltraggio a pubblico ufficiale per le espressioni rivolte agli agenti impegnati nel servizio di sicurezza. Secondo quanto emerso, l’indagine riguarda esclusivamente quanto pronunciato durante il concerto e dovrà stabilire se le frasi contestate integrino effettivamente gli estremi del reato previsto dal codice penale. In caso di eventuale condanna, la pena prevista può andare da sei mesi fino a tre anni di reclusione, anche se sarà naturalmente l’iter giudiziario a chiarire ogni aspetto della vicenda. Le polemiche politiche e la presa di distanza del Comune Il caso non si è limitato all’ambito giudiziario, ma ha avuto anche un’importante eco politica. Diversi esponenti del consiglio comunale di Francavilla al Mare hanno espresso pubblicamente il proprio dissenso, ricordando anche il contributo economico concesso dall’amministrazione per sostenere il festival. Nel dibattito è intervenuta anche la sindaca Luisa Russo, che ha voluto prendere nettamente le distanze dalle dichiarazioni del rapper: "Prendo le distanze dalle dichiarazioni pronunciate dall’artista nei confronti delle forze dell’ordine. Sono parole che non condivido e che non rappresentano i valori dell’amministrazione comunale e della nostra comunità", ha affermato.

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