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Grandine sull'A13 vicino Ferrara, 5 minuti di terrore: parabrezza delle auto distrutti da "chicchi come sassi"

Grandine sull'A13 vicino Ferrara, 5 minuti di terrore: parabrezza delle auto distrutti da "chicchi come sassi"

Automobilisti nel terrore per chicchi di 3 cm che sfondano i parabrezza: ingenti danni anche ad agricoltura ed edifici in Emilia-Romagna

Le immagini della grandine caduta sull’autostrada A13 nella zona di Ferrara hanno fatto migliaia di visualizzazioni sui social. Il racconto degli automobilisti, terrorizzati, parla di “chicchi grandi come sassi” che “hanno sfondato tutto, c’erano vetri dappertutto”. Un bombardamento durato circa 5 minuti, che ha causato però enormi danni non solo alle auto coinvolte, ma anche a edifici e raccolti. La violenta grandinata sull'A13 Danni in Emilia-Romagna Perché cadono chicchi così grossi La violenta grandinata sull’A13 Martedì 21 luglio, i 5 minuti di terrore hanno gelato gli automobilisti che stavano percorrendo il tratto nella zona di Ferrara. Sono stati costretti a fermarsi perché i chicchi hanno raggiunto dimensioni notevoli, con 3 centimetri di diametro. Il Corriere della Sera riporta le parole di alcuni testimoni: “Il cielo è diventato nero all’improvviso, poi è caduta grandine grande come sassi. Mi ha distrutto il parabrezza. Ho accostato e mi sono coperto il viso”. Al Fatto Quotidiano ha aggiunto che “per fortuna è finito tutto in cinque minuti, ma lo spavento è stato tanto”. Un altro ha raccontato di essersi accucciato per non farsi colpire da “uno di quei sassi”, ma che “i vetri sono schizzati dappertutto“. Danni in Emilia-Romagna Oltre ai parabrezza delle auto in frantumi sull’A13, a pagare lo scotto della grandinata sono state anche altre zone dell’Emilia-Romagna: danni agli edifici, con tetti e pannelli fotovoltaici perforati, e ai campi, con raccolti distrutti (la Coldiretti ha stimato danni per centinaia di milioni di euro, dopo 192 grandinate in tre giorni: le associazioni di categoria hanno chiesto lo stato di calamità e aiuti all’Unione europea). Lo stesso Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, ha effettuato un sopralluogo nelle zone più colpite, spiegando che “oltre a una grandinata molto intensa, con chicchi fino a tre centimetri di diametro che hanno distrutto i vetri di diverse auto, infissi e tetti, le violente raffiche di vento hanno abbattuto numerosi alberi e divelto coperture delle case e capannoni” e riferendo danni “ingenti anche per tutto il mondo agricolo”. A San Martino i tronchi hanno rotto una condotta interrompendo l’erogazione dell’acqua, altre zone hanno registrato blackout. A Ravenna sono caduti oltre 100 alberi, la Romea è stata chiusa per ore e il vento ha divelto il tetto di una scuola. Ripercussioni anche sulla Bologna-Venezia, con ritardi fino a 70 minuti, e sulla rete ferroviaria, con treni cancellati sulla Ferrara-Ravenna. Perché cadono chicchi così grossi Antonello Pasini, fisico del clima al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), ripreso dal Fatto Quotidiano ha spiegato che i chicchi di grandine sono così grandi e violenti a causa dei cambiamenti climatici: “Il Mediterraneo raggiunge i 30-32 gradi, l’aria supera i 40 al Centro-Sud e i 35 al Nord, in quota arrivano infiltrazioni fredde. L’aria calda e umida sale, incontra quella più fredda e secca e genera cumulonembi. Dentro le nubi le correnti trascinano su e giù nuclei di ghiaccio: raccolgono altra acqua, crescono e precipitano quando il loro peso non è più sostenuto”. Ad oggi, però, non è ancora possibile prevedere il punto esatto dove cadranno i chicchi, perché attraverso i modelli “possiamo indicare solo il giorno prima le aree più esposte” mentre “coi radar possiamo seguire le nubi nel dettaglio, di ora in ora”.

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