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I bambini italiani diventano sempre più grassi, il pediatra: “Curo bambini di 2 o 3 anni che pesano 25 kg”

I bambini italiani diventano sempre più grassi, il pediatra: “Curo bambini di 2 o 3 anni che pesano 25 kg”

Secondo i dati diffusi dall'OMS l'Italia è al secondo posto in tutta la regione europea nelle classifiche sul peso dei bambini. Nello specifico, il 37% dei bambini tra i 7 e i 9 anni ha problemi di peso in eccesso che possono andare dal sovrappeso all'obesità. Continua a leggere

L’Italia è al secondo posto in Europa per la percentuale di bambini sovrappeso. I dati sono abbastanza netti. Parliamo di uno studio condotto tra il 2022 e il 2024 e pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (da qui OMS). Vi lasciamo qui la versione completa. Secondo i dati analizzati, l’Italia è al secondo posto tra tutti i Paesi della regione europea come percentuale di bambini che hanno un problema di peso in eccesso. In breve, in questa formula rientrano sia bambini nella condizione di sovrappeso che bambini nella condizione di obesità. Vediamo nello specifico. In Italia il 37% dei bambini tra i 7 e i 9 anni ha un problema di peso in eccesso. Il primato spetta a Cipro, dove questa percentuale arriva al 42%. La media della regione europea è il 25%, il Paese dove la percentuale si ferma a livelli più bassi è l’Uzbekistan (6%) e quello che occupa il terzo posto è la Grecia. Come l’Italia anche qui siamo al 37% ma la cifra è più bassa di qualche decimale rispetto al dato sul nostro Paese. Le cose non migliorano se guardiamo solo ai dati dell’obesità. La differenza tra la condizione di sovrappeso e quella di obesità viene riassunta dal BMI, l’Indice di Massa Corporea. È un valore numerico che calcola un po’ a spanne il nostro stato di salute, mettendo in relazione peso e altezza. Come sappiamo poi molto varia in base alla corporatura e alla massa muscolare. Con un BMI superiore a 25 un paziente viene definito sovrappeso, con un BMI superiore a 30 si entra invece nella fascia di obesità. Le percentuali che abbiamo visto sopra si riferiscono a tutti i bambini con un problema di peso in eccesso, un insieme quindi che comprende sia quelli sovrappeso che quelli obesi. L’OMS ha fornito anche i dati che riguardano solo l’obesità. Qui l’Italia è al quarto posto, dopo Cipro, Grecia e Malta. Ha una percentuale, comunque alta, del 17% contro una media della regione europea del 10%. Il problema del cibo, Longo: “Solo il 10% segue la dieta mediterranea” La BBC ha dedicato un reportage a questo tema. Parte dalla storia di Salvatore, un ragazzo della provincia di Napoli. Secondo la reporter Sofia Bettizia in alcune zone della Campania la percentuale di bambini in sovrappeso è arrivata al 40%. Salvatore ha 17 anni, pesa 170 kg e inizia ad avere difficoltà anche a camminare. La sua condizione è così complessa che al momento non può sottoporsi alle iniezioni di un farmaco della famiglia Agonisti GLP-1. La sigla sta per glucagon-like peptide-1 ed è una tipologia di farmaci di cui abbiamo parlato molto negli ultimi anni, per capirci è la stessa in cui rientra l’Ozempic. Salvatore deve affrontare queste iniezioni per poter ridurre il suo peso abbastanza da sottoporsi a un intervento di sleeve gastrectomy, un’operazione che può ridurre fino al 90% la capacità dello stomaco in modo tale da ridurre la quantità massima di cibo che un paziente può ingerire. Salvatore è in cura da Sonja Chiappetta, direttrice della Chirurgia generale dell’Ospedale Evangelico Villa Betania di Napoli. Da 15 anni si occupa di pazienti con problemi di obesità e alla BBC ha spiegato: “Ora vedo quegli stessi pazienti quando sono adolescenti, anche di soli sedici anni. Si stanno facendo sempre più giovani, ed è spaventoso”. Roberto Berni Canani, pediatra e specialista in obesità infantile, conferma le impressioni: “Curo bambini di appena due o tre anni che pesano 25 kg. Vengono da me per altri problemi: tosse, mal di stomaco, diarrea. Non capiscono che la causa è il peso del bambino”. Tra le motivazioni legate a questi dati, nell'articolo viene riportata anche la posizione di Valter Longo, direttore del Longevity Institute dell'Università della California del Sud. La sua tesi è che tutto sia partito dal crollo della dieta mediterranea, quella dieta fatta di legumi, cereali, olio di oliva e pesce diventata famosa per essere ottima per prevenire le malattie cardiache. “Solo il 10% degli italiani la segue realmente”. Ora per Longo questa dieta è sostituita dalle 5P: pizza, pasta, patate, proteine e pane. Eppure la dieta mediterranea è ancora valida. Non solo. Pochi mesi fa è stata protagonista di uno studio pubblicato sulla rivista Current Nutrition Reports in cui viene integrata con un’analisi legata alle fasi del giorno. Le indicazioni sono varie, tra le tante: mangiare legumi e carboidrati complessi (come i cereali) durante il giorno, lasciare frutta secca e latticini per la sera.

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