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Il caso Mario Hezonja sconvolge il basket europeo: Cleveland, il muro del Real e quella brutta ombra

Il caso Mario Hezonja sconvolge il basket europeo: Cleveland, il muro del Real e quella brutta ombra

Quella che sembrava una complessa ma lineare uscita verso la NBA si è trasformata in un intrigo internazionale. O, forse, tutto è sempre suonato strano L'articolo Il caso Mario Hezonja sconvolge il basket europeo: Cleveland, il muro del Real e quella brutta ombra proviene da Sportando .

Il caso Mario Hezonja non è esploso all’improvviso. Si trascina da mesi, tra indiscrezioni sulla volontà del giocatore di lasciare il Real Madrid, dubbi sulla reale destinazione e il precedente di due anni fa, quando il croato era arrivato a un passo dal Barcellona prima di rinnovare con il club blanco. Per settimane la direzione indicata è stata una sola: il ritorno nella NBA dopo sei stagioni trascorse in Europa. Hezonja ha comunicato al Real Madrid la volontà di utilizzare la clausola prevista dal contratto e successivamente ha raggiunto un accordo con i Cleveland Cavaliers per una stagione e circa 2,8 milioni di dollari. Quella che appariva come la conclusione della vicenda, però, ne ha aperta una ancora più complessa. Perché in fondo, già mesi fa Sportando parlò di un possibile accordo tra il giocatore e Dubai Basketball. E quel passaggio a Misko Raznatovic aveva già aperto il tema. Le complicazioni emerse nelle ultime ore Il trasferimento ai Cavs non è stato ancora formalizzato perché il Real Madrid contesta le modalità con cui Hezonja avrebbe esercitato la clausola NBA. Secondo AS, il giocatore aveva tempo fino al 20 luglio per comunicare la propria decisione e versare circa 850.000 euro: avrebbe rispettato il primo passaggio, ma non il secondo. Il punto sostenuto dal Real Madrid è quindi chiaro: una semplice comunicazione non sarebbe stata sufficiente per liberare il giocatore, soprattutto perché alla scadenza Hezonja non aveva ancora un accordo definito con una franchigia NBA. Cleveland si sarebbe mossa concretamente solo nei giorni successivi, dopo la conclusione della vicenda relativa al futuro di LeBron James, che ha detto “no” ai Cavs per andare a Phila. Secondo quanto riferito da Marc Stein, i Cavaliers stanno ancora lavorando sui passaggi necessari per completare l’operazione. Il croato, dunque, ha un’intesa con Cleveland ma, almeno al momento, non risulta completamente libero dal vincolo con il Real Madrid. Il dubbio del Real Madrid: la NBA è davvero la destinazione finale? Dietro la rigidità del Real Madrid non ci sarebbe soltanto una disputa sulle scadenze o sul mancato versamento della clausola. Il club spagnolo temerebbe che il passaggio nella NBA possa rappresentare semplicemente un ponte per consentire a Hezonja di liberarsi e firmare successivamente con un’altra squadra di EuroLeague. AS riferisce di un sospetto sempre più diffuso: il vero obiettivo del giocatore potrebbe essere un’altra grande realtà europea, con Dubai Basketball indicata tra le società particolarmente attente all’evoluzione della vicenda. Anche l’Olympiacos, secondo Marca, starebbe osservando la situazione. Il precedente del 2024 contribuisce inevitabilmente ad alimentare la diffidenza. Hezonja aveva raggiunto un’intesa per trasferirsi al Barcellona, salvo poi restare a Madrid e firmare un rinnovo quinquennale. Ora, a due anni di distanza, il rapporto con il club sembra essere arrivato nuovamente a un punto di rottura. Il Real Madrid non vuole quindi limitarsi a incassare la clausola prevista per una partenza verso gli Stati Uniti, per poi vedere il giocatore tornare immediatamente in Europa con una diretta concorrente. È questo il cuore sportivo ed economico dell’intera vicenda. L’indiscrezione più clamorosa: firma con Cleveland e taglio immediato A sconvolgere ulteriormente il basket europeo è stata la voce rilanciata dal media greco SPORT24: Cleveland potrebbe mettere sotto contratto Hezonja e successivamente rilasciarlo quasi subito. Una simile operazione renderebbe il giocatore libero di scegliere qualsiasi destinazione, compresa una nuova squadra di EuroLeague. In questo scenario, il passaggio negli Stati Uniti non sarebbe il vero obiettivo, ma soltanto lo strumento utilizzato per interrompere il rapporto con il Real Madrid. È una ricostruzione estrema e, allo stato attuale, non confermata. Secondo AS, inoltre, la NBA non accetterebbe passivamente una manovra costruita esclusivamente per aggirare un contratto europeo: una franchigia coinvolta in una firma seguita da un taglio concordato potrebbe essere sottoposta a indagine e a possibili sanzioni. Il presunto “no” della NBA rappresenta quindi un elemento decisivo. La lega non avrebbe interesse a permettere che una propria transazione venga utilizzata come passaggio artificiale tra due club europei, soprattutto in una fase nella quale i rapporti con il basket del continente sono diventati sempre più delicati. Perché il caso rischia di sconvolgere l’EuroLeague Hezonja non è un giocatore qualunque. È uno dei talenti più incisivi del basket europeo, reduce dal premio di MVP della Liga Endesa e capace di produrre 13,3 punti, 4 rimbalzi e 2,4 assist di media nell’ultima EuroLeague. Un suo ritorno immediato in Europa potrebbe cambiare gli equilibri della competizione. Dubai Basketball, Olympiacos o qualsiasi altra squadra in grado di inserirsi otterrebbero uno dei giocatori più importanti presenti sul mercato quando molti roster sono ormai vicini alla chiusura. Il caso avrebbe inoltre conseguenze più ampie. Una liberazione attraverso una breve esperienza NBA potrebbe trasformarsi in un precedente pericoloso nei rapporti contrattuali tra i grandi club europei, i giocatori e le franchigie statunitensi. Per il Real Madrid, quindi, non è soltanto una questione di denaro. Cedere Hezonja alla NBA è un conto; consentirgli di rafforzare quasi immediatamente una rivale di EuroLeague è una prospettiva completamente diversa. Le possibili soluzioni La prima soluzione è quella più semplice: il Real Madrid potrebbe considerare valida la comunicazione effettuata entro la scadenza, ricevere gli 850.000 euro previsti dalla clausola e autorizzare il passaggio ai Cavaliers. La seconda passa attraverso una nuova trattativa economica. Poiché la clausola non sarebbe stata esercitata correttamente, Hezonja e il suo entourage potrebbero negoziare una risoluzione più onerosa. Secondo Marca, il rappresentante del giocatore avrebbe già offerto una cifra superiore al milione previsto per chiudere la vicenda. Il Real Madrid avrebbe però posto una condizione: conservare i diritti di Hezonja in Europa. In questo modo il croato potrebbe andare nella NBA, ma non potrebbe successivamente firmare con un’altra squadra di EuroLeague senza prima trovare un accordo con il club spagnolo. È la soluzione che tutelerebbe maggiormente Madrid dal sospetto di un ritorno immediato nel continente. Resta infine la strada giudiziaria, con il possibile ricorso alla normativa spagnola per ottenere la risoluzione del contratto. Sarebbe tuttavia una soluzione lunga, rischiosa e potenzialmente molto costosa, considerando che Hezonja ha ancora tre anni di accordo e uno stipendio elevato. Una rottura che sembra ormai irreversibile Qualunque sia l’esito, appare difficile immaginare Hezonja nuovamente in campo con il Real Madrid. La disputa contrattuale, i sospetti sulla sua reale destinazione e il coinvolgimento di Cleveland hanno spinto il rapporto verso una rottura probabilmente definitiva. La domanda, ora, non è più soltanto se Mario Hezonja riuscirà a lasciare Madrid. Il vero interrogativo è dove giocherà quando questa battaglia sarà terminata. La NBA rimane la destinazione dichiarata. Ma il timore del Real Madrid, l’interesse dei grandi club europei e la voce di un possibile taglio immediato da parte dei Cavaliers hanno trasformato una normale operazione di mercato nel caso più esplosivo dell’estate.

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