Il fratello di Saman: “Io ho visto tutto”. La sua verità sul delitto in una docu-serie tv: “Una rivoluzione, ha fatto giustizia per la sorella”

Dopo la sentenza in Cassazione Alì Haider ha deciso di raccontarsi. Testimone-chiave in aula, dietro un paravento, aveva accusato i familiari. L’avvocato Miari: “Una rivoluzione, ha fatto giustizia per la sorella”
Reggio Emilia, 17 luglio 2026 – “Siamo arrivati alla parola fine di questa vicenda complessa e dolorosa, da ogni punto di vista”, commentava Valeria Miari, avvocato di parte civile del fratello di Saman, fuori dall’aula della Cassazione. “Una fine che rende giustizia a Saman e a suo fratello, che testimoniando ha perso tutto. Lui ha detto che voleva fare la giustizia per sua sorella e credo che l’abbia fatta. Un ragazzo di 21 anni che ha un cuore grande, per lui sarà una vita distrutta, pericolosa. Non si riprenderà mai del tutto, ma cerca di ricostruirsi”. Vuole fare il cuoco, come lo voleva lei. [Saman, ergastoli confermati ai familiari: "Sentenza significativa per l'importanza storica" (atex.dam.standard.Video - p.DamVideo)] Alì Haider, il fratello della 18enne di Novellara uccisa la notte del primo maggio 2021, racconta la sua verità. Il giorno dopo che la Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria – confermando quattro ergastoli per genitori e cugini e i 22 anni di carcere per lo zio, per omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere – Hbo Max ha svelato le prime immagini di ’Saman - La verità nascosta’, la docu-serie che racconta la straziante lotta per la libertà di una donna pachistana assassinata dal suo clan familiare per aver rifiutato un matrimonio forzato. Uscirà prossimamente in tv. “Saman è stata uccisa dai suoi genitori, dallo zio e dai cugini che si sono associati agendo come clan per sanare l’onore della famiglia”. Questo è stato sancito dai giudici. Nella clip di anticipazione della serie vengono mostrati i video delle telecamere di sorveglianza, la voce di Saman negli audio originali (che già erano stati fatti ascoltare in aula). Ma ci sono anche le dichiarazioni del fratello, testimone chiave dell’intera vicenda. Il giovane, oggi 21enne, durante le udienze di primo grado era comparso in aula dietro un paravento (ma mostrato dalle riprese Rai di ’Un giorno in Pretura’), raccontando la sua verità e accusando i familiari dell’omicidio della sorella. Valeria Miari, avvocato di parte civile del fratello di Saman “Io ho visto tutto”, ribadisce oggi Alì Haider davanti alla telecamera. Dietro quel paravento aveva scandito parole pesanti come macigni: “Mio padre mi ha minacciato, mi ha detto che mi avrebbe appeso alle serre se non gli avessi fatto vedere le chat fra Saman e il fidanzato Saqib. E io gliele ho mostrate”. Haider aveva raccontato di aver assistito alla riunione fra i genitori, lo zio e i cugini in cui parlavano di scavare la fossa per seppellirla. “Ma mai, mai, avrei pensato che facessero una cosa del genere. Pensavo fossero solo parole... Quella sera ho visto tutto, avevo paura di mio padre e di fare la stessa fine. Lo zio la prese per il collo e la portò nella seconda serra. C’erano anche i cugini. Mia madre e mio padre guardavano. Poi sono tornati e ci siamo riuniti nella camera dei miei genitori. E mi hanno detto di piangere”. Ora, tutto questo, lo racconterà a viso aperto. “Lui ha vinto – conclude l’avvocatessa Miari –, le sue parole sono uscite dalle aule del tribunale e hanno gridato, sono entrate nelle casa di tutti i fratelli, i cugini, gli zii, i padri delle Saman, dicendo che una donna è libera di fare quello che vuole della sua vita. Perché questo è quello in cui oggi crede. Lui adesso si sente italiano, ha visto che c’è una differenza enorme che prima non poteva vedere. E questa è una cosa rivoluzionaria, che fa paura”.
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