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Il giallo di Alfiero: massacrato per una sigaretta. La sorella: “Non andava alla Caritas. Beveva solo acqua e caffè”

Il giallo di Alfiero: massacrato per una sigaretta. La sorella: “Non andava alla Caritas. Beveva solo acqua e caffè”

Benedetta Moretti parla del fratello 64enne, morto dieci giorni dopo l’aggressione Un testimone: “Gli hanno chiesto una sigaretta, poi i calci in faccia”. Due indagati: lui di Modena e lei originaria di Verona

Cesenatico (Forlì-Cesena), 31 luglio 2026 – Un giallo dai rivolti oscuri , con dettagli nascosti ed inquietanti che emergono poco a poco. Tra le varie versioni fornite dai testimoni sulla aggressione ad Alfiero Moretti , il 64enne di Cesenatico deceduto domenica scorsa dieci giorni dopo il violento pestaggio in strada , ce ne è una che riguarda la causa dell’aggressione. Una sigaretta. Una sigaretta chiesta dai due aggressori alla vittima. Potrebbe essere stata la miccia che ha acceso gli animi dei due aggressori. Che ora hanno un’identità definita. Chi sono i due indagati Si tratta di un uomo e una donna, entrambi di 30 anni . Sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Forlì e l’accusa (a piede libero) mossa nei loro confronti è quella di ‘morte come conseguenza di altro delitto’. Lei originaria di Verona e lui di Modena. La donna sarebbe stata sentita da un testimone mentre chiedeva una sigaretta ad Alfiero. Ma lui quella sigaretta non l’aveva e il 30enne lo avrebbe iniziato a prendere a calci in faccia . Il resto, purtroppo, è noto. Il 64enne è stato picchiato con crudeltà in centro a Cesenatico . Era a bordo di una carrozzina elettrica, e la sera di venerdì 17 luglio si trovava di passaggio davanti alla sede della Caritas di Cesenatico , quando sarebbe stato aggredito da una coppia di sbandati. Dopo le prime cure in ospedale , Moretti è stato dimesso. Il malore e la morte Due giorni dopo (domenica 19 luglio) è stato colto da un malore , colpito da un’emorragia cerebrale davanti a un bar in viale Roma. Si è fermata una ragazza, che gli ha prestato soccorso per strada. È stato portato in ospedale e da quel momento ha lottato tra la vita e la morte per sette giorni. Non ce l’ha fatta, purtroppo. Ora la sorella di Alfiero, Benedetta Moretti, lotta per avere un brandello di verità . Il racconto della sorella: “Alfiero era una persona pulita” “ Mio fratello era una persona per bene , era una persona pulita. Non beveva. Dopo un passato difficile, la salute gli ha giocato un brutto scherzo con il diabete. Alfiero non ha mai mangiato alla Caritas. Passava di lì perché abitava in pieno centro a Cesenatico e con la carrozzina faceva quella strada. Era totalmente astemio . La sera in cui si è sentito male è andato prima in un bar in viale Roma a vedere la partita. Aveva bevuto acqua e caffè , come sempre. Aveva una pensione di invalidità, viveva nella casa di famiglia e aveva la sua carta di credito. Nessuno mi ridarà mai più mio fratello, ma su di lui sono state dette troppe cose che non sono vere”. Continua l’esame dei testimoni da parte degli inquirenti. Sul caso stanno lavorando senza sosta la Procura di Forlì e i Carabinieri di Cesenatico. Nell’ambito delle attività investigative l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della salma, che rimane a disposizione per gli eventuali accertamenti medico-legali. Nei prossimi giorni si procederà con l’autopsia , per far piena luce sulla morte del 64enne. Negli anni ’70 Alfiero, spinto da una fragilità personale, si era avvicinato al mondo della droga, ma ne era uscito. Ed ora era un uomo pulito.

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