Il museo e i Giochi: apre la mostra su ?L?arte della Vittoria?

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C’è un filo che unisce le Panatenee dell’antica Grecia ai XX Giochi del Mediterraneo. Quel filo passa dal Museo archeologico nazionale di Taranto, dove è stata presentata “L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”, un viaggio tra archeologia, sport e ricerca scientifica. La mostra, visitabile da oggi fino al 10 gennaio 2027, pone al centro una delle figure più affascinanti custodite dal MarTa: il celebre Atleta di Taranto, il giovane guerriero-atleta vissuto agli inizi del V secolo a.C. e sepolto in un monumentale sarcofago dipinto con blu egizio, verde e rosso, insieme a quattro anfore panatenaiche, il premio destinato ai vincitori dei giochi in onore della dea Atena. Un simbolo dell’eccellenza atletica del mondo antico che oggi diventa il testimonial di un’esposizione dedicata allo sport come strumento di incontro, dialogo e pace tra i popoli del Mediterraneo. La presentazione si è svolta nella sala Lippolis del museo alla presenza della direttrice del MArTA Stella Falzone, del vicepresidente del Comitato organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo, Sandro Esposito, e del direttore generale del Comitato, Carlo Molfetta. In collegamento da remoto sono intervenuti anche i direttori e i curatori museali di Egitto, Tunisia, Marocco e Tanzania, autori della sezione dedicata alle testimonianze dello sport sull’altra sponda del Mediterraneo, realizzata nell’ambito della IV edizione della International School of Cultural Heritage, il programma di cooperazione internazionale promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. L’esposizione si sviluppa attraverso 53 reperti, dei quali 36 provenienti dai depositi del museo e restaurati per l’occasione, raccontando il ruolo dell’atletismo nella paideia, il percorso educativo del cittadino greco, e il valore della pratica sportiva come elemento di formazione civile e morale. Ampio spazio è dedicato anche allo sport femminile nell’antichità e al confronto con le esperienze sviluppatesi sulle altre sponde del Mediterraneo. Uno dei punti di maggiore interesse riguarda le nuove ricerche scientifiche sull’Atleta di Taranto, sviluppate grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Biologia e Biotecnologia “Charles Darwin” della Sapienza Università di Roma e l’Istituto di Biologia e Patologia Molecolari del Cnr. Dall’analisi del Dna, estratto da un dente, emergono informazioni finora sconosciute: l’atleta era intollerante al lattosio, apparteneva al gruppo sanguigno 0, presentava una predisposizione genetica alla psoriasi e possedeva una variante oggi associata a migliori prestazioni negli sport di potenza e velocità. Nella sezione Temporary Art l’Atleta di Taranto incontra gli eroi dello sport contemporaneo. Tra i cimeli esposti figurano la maglia e le scarpe di Erasmo Iacovone, documenti dell’Archivio di Stato dedicati alla sua carriera e alla costruzione dello stadio cittadino, la medaglia d’oro conquistata da Benedetta Pilato agli Europei 2020 e al campionato italiano 2021, la canotta e il backnumber olimpico di Antonella Palmisano, oltre a coppe, attrezzature sportive e altri cimeli provenienti da diverse discipline. La mostra guarda anche ai linguaggi contemporanei con l’illustrazione originale dell’Atleta di Taranto firmata dal disegnatore Marvel e DC Comics Sal Velluto e con le prime immagini del cortometraggio animato ispirato alla sua storia, prodotto da Nasse Animation Studio e atteso entro la fine del 2026. La collaborazione tra MarTa e Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo si traduce inoltre in una serie di iniziative dedicate agli atleti e alle delegazioni: per tutta la durata della manifestazione sarà applicato uno sconto del 20% sul biglietto d’ingresso al museo, mentre dal 25 al 27 agosto il chiostro del MArTA ospiterà lo spettacolo teatrale “L’Atleta di Taranto”, con due repliche giornaliere sottotitolate in inglese e francese. Un ponte tra archeologia e sport che accompagna Taranto verso la vetrina internazionale dei Giochi, riportando al centro una storia di duemila anni capace di parlare ancora al presente.
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