Crime·

Infarto al volante, soccorso da un cardiologo di passaggio e altri due automobilisti: «Estratto dall'auto rompendo il finestrino, così l'abbiamo salvato»

Infarto al volante, soccorso da un cardiologo di passaggio e altri due automobilisti: «Estratto dall'auto rompendo il finestrino, così l'abbiamo salvato»

VEDELAGO - Colpito da un arresto respiratorio al volante, viene salvato da un cardiologo, da un autista e da un ragazzo di passaggio, che rompono il finestrino lato passeggero, slacciano la...

VEDELAGO - Colpito da un arresto respiratorio al volante, viene salvato da un cardiologo, da un autista e da un ragazzo di passaggio, che rompono il finestrino lato passeggero, slacciano la cintura di sicurezza e tengono in vita il paziente fino all'arrivo del Suem. È il salvataggio avvenuto giovedì pomeriggio a Vedelago, in via Roma, dove un 63enne alla guida di una Bmw è stato rianimato in strada da tre automobilisti, tra cui, per puro caso, anche un cardiologo. Si tratta del dottor Paolo Meneghetti, specialista in forza al Centro di Medicina, già dirigente medico di Cardiologia a Conegliano e Treviso. «Ero uscito dal lavoro e stavo tornando verso Treviso, erano circa le 14.45 - racconta il cardiologo -. Mi sono fermato al primo semaforo. Quando è scattato il verde avevo due auto davanti. La prima non è partita e quello davanti a me ha iniziato a suonare: non partiva perché il conducente era già accasciato, in arresto respiratorio». La situazione è precipitata in pochi istanti: «A un certo punto l'auto è partita di scatto, ha sterzato completamente a sinistra, è salita sul marciapiede e si è fermata contro il muretto di una casa. Le ruote continuavano a girare perché il cambio era automatico». La scelta Meneghetti è intervenuto subito insieme a un altro automobilista: «Sono sceso io ed è sceso anche un autista che arrivava in direzione opposta. Non riuscivamo ad aprire la macchina. Il conducente era accasciato, con schiuma alla bocca e movimenti involontari, le cosiddette clonie, che si manifestano quando c'è un arresto respiratorio e di circolo. Probabilmente, con una contrazione, aveva premuto l'acceleratore. C'erano auto, persone a piedi e in bicicletta. Sarebbe potuto succedere qualcosa di molto grave». La decisione è stata immediata ed è stato il dottor Meneghetti a prendere in mano la situazione: «L'automobilista, che aveva un piede di porco nel furgone, ha rotto il vetro - non è stato facile, perché i finestrini della Bmw sono molto spessi - poi siamo riusciti ad aprire la macchina e a spegnerla, perché continuava a muoversi». Poi si è aggiunto ai due anche un ragazzo. «Non c'era polso. Ho praticato un colpo precordiale al centro del torace. Nel frattempo il ragazzo è riuscito a slacciare la cintura e lo abbiamo tirato fuori, stendendolo a terra». Le manovre Sono iniziate le manovre di rianimazione: «Ho eseguito le manovre, l'ho messo in posizione di sicurezza. Una signora mi ha portato un apparecchio per la pressione. Il polso è ripartito, la pressione era molto alta, 265 su 160, e ha ripreso a respirare spontaneamente». I soccorsi sono arrivati dopo alcuni minuti: «Dopo circa dieci minuti è arrivata l'ambulanza e poi l'elisoccorso». Il medico sottolinea il contributo degli altri presenti: «Eravamo in tre: io, quell'uomo e il ragazzo. Il merito è soprattutto loro, perché senza di loro non sarebbe stato possibile. Il ragazzo è riuscito a sollevarlo di peso: era molto corpulento, non so come ci sia riuscito. Non avevamo guanti, ci siamo anche sporcati di sangue, ma non importa: credo che gli siamo stati d'aiuto». E aggiunge: «Io ho diretto le operazioni. C'era chi diceva di non toccare l'auto, che saremmo andati incontro a problemi, ma non si poteva lasciare quell'uomo chiuso dentro. Ho deciso che bisognava rompere il finestrino e tirarlo fuori. L'autista poi mi ha detto che anche lui si sarebbe assunto quei costi, se fosse stato necessario». Sulle cause: «La diagnosi spetta ad altri. Può essere stato un infarto o un ictus, ma era sicuramente in arresto cardiorespiratorio». E conclude: «Non cerco riconoscimenti. Se vorrà incontrarmi, ne sarò felice. L'importante è che ce la faccia, che sopravviva».

This is a summary. Read the full article at the original source.

Read full article at ilgazzettino