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Invalsi, la scuola pugliese recupera ma resta il gap pre-Covid: è allarme dispersione

Invalsi, la scuola pugliese recupera ma resta il gap pre-Covid: è allarme dispersione

La scuola pugliese mostra segnali di miglioramento (pur rimanendo al di sotto dei livelli pre-Covid), soprattutto nelle classi delle Superiori, mentre continua a fare i conti con alcune...

La scuola pugliese mostra segnali di miglioramento (pur rimanendo al di sotto dei livelli pre-Covid), soprattutto nelle classi delle Superiori, mentre continua a fare i conti con alcune fragilità: le competenze matematiche, la comprensione orale dell’Inglese, la dispersione scolastica implicita e una quota ancora contenuta di studenti capaci di raggiungere risultati di eccellenza. È quanto emerge dal Rapporto Invalsi 2026. Rispetto ai livelli pre-pandemia la scuola pugliese resta però indietro: nel confronto con il 2018, alla fine delle scuole superiori si registra oggi il -5% nei livelli di comprensione dell'italiano e il -4% per la matematica. Tornando invece ai dati recenti, nella Primaria la Puglia si mantiene in linea con la media nazionale. In seconda elementare non si registrano differenze significative, né in Italiano né in Matematica rispetto allo scorso anno. Una situazione analoga si osserva al termine della quinta, quando la regione non rientra né tra i territori con i risultati migliori né tra quelli caratterizzati dalle difficoltà più marcate. Dall’Inglese arrivano indicazioni positive soprattutto per la comprensione scritta. Alla fine della Primaria, oltre il 90% degli alunni pugliesi raggiunge il livello A1 nel Reading, mentre nel Listening la percentuale si colloca tra l’80 e il 90%. La Puglia risulta davanti a Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, ma rimane distante dalle regioni del Centro-Nord. Le difficoltà diventano più evidenti alla fine della scuola media. In Italiano il risultato degli studenti pugliesi si mantiene nella fascia considerata adeguata. La situazione cambia in Matematica: la Puglia è l’unica regione collocata sulla soglia tra il livello 3, considerato adeguato, e il livello 2, inferiore ai traguardi previsti con un arretramento rispetto al 2025. La Puglia continua a fare meglio di Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, ma resta indietro non soltanto rispetto alle regioni settentrionali, ma anche nei confronti di Abruzzo, Molise e Basilicata. Più incoraggiante è l’andamento dell’Inglese. Nell’intera macroarea Sud, della quale fa parte la Puglia, dal 2018 la percentuale di ragazzi che raggiunge il livello A2 è aumentata di 15 punti nel Reading e di 21 punti nel Listening. I segnali migliori arrivano dalle scuole Superiori. In seconda superiore il risultato medio in Italiano è adeguato, mentre in Matematica la Puglia passa dal gruppo delle regioni con risultati non in linea con i traguardi, a quello dei territori che raggiungono mediamente il livello previsto. Anche nell’ultimo anno delle Superiori la Puglia avanza in Italiano, passando dalla fascia di confine a quella dell’adeguatezza. In Matematica, invece, resta sulla soglia tra il livello 3 e il 2. È una posizione migliore rispetto a buona parte del Mezzogiorno, ma ancora distante dai risultati delle regioni settentrionali. Un recupero significativo riguarda l’Inglese scritto. Nel Reading gli studenti pugliesi dell’ultimo anno raggiungono mediamente il livello B2. Nel Listening, al contrario, il risultato medio si ferma al B1, confermando la distanza tra la capacità di comprendere un testo scritto e quella di seguire un discorso in lingua inglese. Il rapporto Invalsi permette anche di approfondire il confronto tra le sei province pugliesi attraverso due indicatori: la dispersione scolastica implicita che riguarda gli studenti che, pur arrivando alla conclusione del ciclo, non raggiungono competenze minime in Italiano, Matematica e Inglese e la presenza di studenti con risultati accademicamente eccellenti. Alla fine della scuola media la situazione più difficile si registra nella provincia di Foggia, dove la quota di studenti in una condizione di dispersione implicita può essere stimata intorno al 21,7%. Seguono Brindisi, con circa il 16,5%, e Taranto, con il 16%. Più contenuto è il dato nella Bat, attestato intorno al 13,5%. Bari e Lecce presentano i valori più bassi della regione, con circa l’11,7 e l’11,9%. Anche nelle province pugliesi con il quadro più favorevole, il fenomeno interessa più di uno studente su dieci. La graduatoria cambia alla conclusione delle Superiori. In questo caso Taranto risulta la provincia pugliese con la maggiore incidenza della dispersione implicita, intorno al 10%. Seguono la Bat con circa il 9%, Foggia con il 7,9% e Brindisi con poco più del 7%. I valori più contenuti si osservano a Lecce, con circa il 5,4%, e a Bari, intorno al 5%. Il quadro si rovescia con i risultati degli studenti accademicamente eccellenti. Alla fine della scuola media è Lecce a presentare il dato migliore della Puglia, con una quota stimata intorno al 19,1%. Segue Bari con il 18,3%, mentre la Bat si attesta intorno al 17%. Più distanziate risultano Taranto, con circa il 13,1% di eccellenze, e Brindisi, con l’11,5%. Foggia chiude la graduatoria intorno al 9,1%. Al termine delle Superiori le percentuali di studenti eccellenti diminuiscono in tutte le province. Bari passa al primo posto con una quota stimata intorno all’11,5%, seguita da Lecce con l’11%. Taranto si avvicina al 10%, mentre Brindisi si attesta intorno al 9,3%. Più indietro si trovano la Bat, con circa il 7,5% e Foggia, con un dato di poco inferiore al 6%. «I dati Ivalsi 2026 dicono una cosa semplice, e bella: oltre 520.000 ragazzi che rischiavano di lasciare la scuola, non l'hanno fatto», afferma sui social la premier Giorgia Meloni. «L'abbandono scolastico - aggiunge - era all'11,5% nel 2022. Oggi è al 7,3%. Abbiamo superato, con anni di anticipo, l'obiettivo Uedel 9% per il 2030 e siamo davanti a Spagna (12,8%) e Germania (13,1%). Ma non abbiamo abbassato l'asticella per trattenere di più: scende il numero di chi arriva al diploma senza competenze adeguate e crescono le eccellenze».

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