"Io resto, voi no": Spalletti alza la voce. Con chi ce l'aveva il tecnico della Juve, i retroscena

Sin dal raduno il tecnico bianconero sta lavorando con un gruppo provvisorio, senza molti titolari e con tanti uomini fuori dal progetto. E quando ha notato un ritmo calante...
Luciano Spalletti ha alzato la voce e alla Continassa se ne sente ancora l'eco. Sono soltanto una decina i giorni trascorsi dall'inizio del ritiro della Juventus, ma la tensione è palpabile: non quotidianamente, perché alla Continassa l'ingrediente primario resta il sudore per il lavoro sotto il sole di luglio, ma lo sfogo dell'allenatore dimostra che nella casa bianconera c'è ancora parecchio da sistemare, su più fronti. E sicuramente la conformazione attuale della rosa a disposizione dell'ex commissario tecnico non lo aiuta a rilassare i nervi. In questo momento Spalletti affronta le sedute con pochi titolari: Pierre Kalulu, Lloyd Kelly, Andrea Cambiaso e Manuel Locatelli. Stop. Khephren Thuram è indisponibile (lavoro personalizzato), Kenan Yildiz ha cominciato con sedute a parte e alcuni calciatori rientreranno settimana prossima dopo le vacanze post-Mondiale, come Gleison Bremer, Francisco Conceiçao e Weston McKennie. A tutto ciò si aggiunge che il calciomercato non è ancora decollato: Spalletti si aspetta circa cinque colpi (oltre a Jeff Ekhator e Zeki Celik), ma ciò che manca con urgenza sono due titolari fondamentali per impostare la stagione in arrivo tra meno di un mese: un portiere e un attaccante. Pur essendo saldo il rapporto tra l'allenatore e la dirigenza, è quindi comprensibile che la pazienza sia in fase di esaurimento nel serbatoio dell'allenatore di Certaldo. Ma con chi ce l'aveva Spalletti? Difficile dirlo, se non impossibile. Luciano ha fatto riferimento al fatto che lui resterà in bianconero e molti calciatori davanti ai suoi occhi sono invece in partenza, ma senza fare nomi e cognomi. Di certo, tra quelli che non fanno parte del progetto, qualcuno non si sta allenando come richiesto da Luciano. I giocatori che a oggi sembrano destinati a un addio - almeno in prestito - sono una decina abbondante: Michele Di Gregorio, Joao Mario, Daniele Rugani, Juan Cabal, Jonas Rouhi, Fabio Miretti, Arthur Melo, Vasilije Adzic, Lois Openda e Arkadiusz Milik. A questi si possono aggiungere elementi che sono perlomeno in bilico, in base a a quale forma prenderà il mercato, da Edon Zhegrova a Federico Gatti, da Douglas Luiz a Mattia Perin. Insomma, tra questa dozzina di uomini c'è qualcuno che non ha rispettato le attese e, diciamo così, ha aiutato Spalletti a scaldare le corde vocali. Sfogarsi, dopo tutto, può aiutare.
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