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James Webb svela il segreto delle aurore dei super-Giove

James Webb svela il segreto delle aurore dei super-Giove
Source:tomshw

Le curve di luce infrarosse del James Webb Space Telescope sono abbastanza sensibili da individuare il transito di esolune con rapporti di massa paragonabili a quelli dei satelliti galileiani. È il ri...

Le curve di luce infrarosse del James Webb Space Telescope sono abbastanza sensibili da individuare il transito di esolune con rapporti di massa paragonabili a quelli dei satelliti galileiani. È il risultato di un nuovo studio dedicato alle possibili lune vulcaniche dei super-Giove: per ora non è stata scoperta alcuna esoluna, ma i dati mostrano che la ricerca è tecnicamente alla portata del Webb.Il banco di prova scelto dai ricercatori è SIMP 0136+0933, un oggetto substellare isolato e privo di una stella ospite, distante circa 20 anni luce. La sua massa è stimata in 12,7 volte quella di Giove e il periodo di rotazione è di appena 2,4 ore. SIMP 0136+0933 produce emissioni aurorali, mentre l'origine degli elettroni che le alimentano rimane sconosciuta. La NASA ha già descritto le osservazioni atmosferiche dell'oggetto effettuate dal Webb.Brooke Kotten, Mary Anne Limbach, Johanna M. Vos e gli altri membri del team internazionale hanno analizzato curve di luce nel vicino e medio infrarosso, inserendo nei dati segnali di transito simulati per verificare quante volte potessero essere recuperati. Il tasso di successo ha raggiunto il 66% per un satellite con rapporto di massa simile a quello tra Io e Giove, salendo al 93% per un analogo di Ganimede. Lo studio, depositato su arXiv il 14 luglio 2026, è stato accettato per la pubblicazione su The Astronomical Journal.Il Webb potrebbe verificare se lune vulcaniche alimentano le aurore dei super-Giove.L'ipotesi nasce dal precedente osservato nel Sistema solare. Il materiale espulso dall'attività vulcanica di Io contribuisce al plasma presente nella magnetosfera di Giove e alle emissioni aurorali del pianeta. Una luna vulcanicamente attiva attorno a SIMP 0136+0933, definita nello studio come “exo-Io”, potrebbe svolgere un ruolo analogo e fornire le particelle necessarie a sostenere le aurore rilevate.I dati d'archivio usati nell'analisi dimostrano la sensibilità del metodo, ma coprono un intervallo troppo breve per confermare o escludere la presenza di una luna in transito. Le variazioni osservate nella luminosità di SIMP 0136+0933 possono quindi essere sfruttate per testare la procedura, senza costituire una prova dell'esistenza di un satellite. La capacità del Webb di studiare la composizione di oggetti lontani è anche alla base delle sue indagini sulla chimica dell'universo.Per sottoporre l'ipotesi a una verifica più solida, gli autori propongono curve di luce lunghe circa 1,5 giorni per ciascun bersaglio, applicando la ricerca a un campione compreso tra quattro e dodici super-Giove auroralmente attivi. Una campagna di questo tipo permetterebbe di cercare transiti ripetuti e stabilire quanto siano comuni eventuali satelliti con masse relative simili a Io o Ganimede. Lo studio definisce dunque un programma osservativo possibile con il JWST, mentre la presenza di un'exo-Io attorno a SIMP 0136+0933 resta da verificare.

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