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La storia di Kylian Mbappé ha cambiato per sempre tutto lo sport francese, e a dirlo sono tutti gli altri giovanissimi talenti che sono esplosi da giovanissimi, proprio come lui

La storia di Kylian Mbappé ha cambiato per sempre tutto lo sport francese, e a dirlo sono tutti gli altri giovanissimi talenti che sono esplosi da giovanissimi, proprio come lui

Guardi l’amarezza di Kylian Mbappé, per aver mancato anche il bronzo mondiale che avrebbe regalato “almeno un’ultima gioia a Didier Deschamps”, e pensi di aver a che fare con un veterano al tramonto insieme al commissario tecnico che l’ha sempre accompagnato. Statistiche alla mano sembra così: 106 presenze, 66 gol nella Nazionale transalpina – record [...]

Guardi l’amarezza di Kylian Mbappé, per aver mancato anche il bronzo mondiale che avrebbe regalato “almeno un’ultima gioia a Didier Deschamps”, e pensi di aver a che fare con un veterano al tramonto insieme al commissario tecnico che l’ha sempre accompagnato. Statistiche alla mano sembra così: 106 presenze, 66 gol nella Nazionale transalpina – record assoluto nella storia dei Bleus. Il dato clamoroso è che Kylian però non ha nemmeno 28 anni. Si è laureato campione del Mondo prima dei 20, ha vinto la Nations League a 23 e ormai s’è perso il conto dei titoli conquistati con la maglia dei club. Per molti – anzi, pochissimi eletti – sarebbe già una straordinaria carriera. Eppure potremmo essere soltanto alla prima metà – proiezione Messi o CR7 – di un percorso ancora più eccezionale per costanza e precocità. Una saetta nel panorama calcistico che ora fa da esempio a tantissimi altri talenti. Prima di Mbappé la Francia aveva già avuto fior di campioni epocali. Ma Platini a vent’anni era stato appena promosso in Prima divisione col Nancy. Zidane retrocedeva in Seconda con la maglia del Cannes. Henry – forse il più simile a Kylian, per squadra e parabola – vinceva il campionato con il Monaco, ma da giovane promessa, non ancora leader di una squadra che aveva in Sonny Anderson e Victor Ikpeba i suoi giocatori simbolo – se non ve li ricordate, anche questa è una risposta. Nessuno insomma era mai stato dominante così presto come invece ha dimostrato Mbappé. E oggi, in occasione del Fanatics Fest di Londra , anche i dirigenti dell’Istituto Nazionale dello Sport (INSEP) sottolineano quanto Kylian rappresenti “una fonte di ispirazione continua per, tutti i giovani delle nuove generazioni e di quelle che verranno”. Non è un caso dunque se dopo Mbappé – e soltanto dopo –, la Francia ha sfoggiato un’altra leva di precocissimi fuoriclasse: Doué, Barcola, Zaire-Emery. E incredibilmente, ne sta facendo vedere anche in altri sport. Wembanyama in NBA, Le Marchand signore del nuoto, i fratelli Lebrun rivelazioni del ping-pong – hanno tutti dai 24 anni in giù, e hanno tutti già vinto tantissimo. Tutto questo perché il semplice fatto di vedere Kylian in azione ha un effetto straripante: non c’è più lo stesso timore reverenziale legato all’età che c’era in passato. E al contempo c’è più fiducia da parte degli allenatori stessi (anche oltre la Francia: che delitto Messi in panchina ai Mondiali del 2006 e Yamal, oggi sempre 19enne, titolarissimo campione del Mondo). “I giovani hanno bisogno di modelli di riferimento significativi per credere in sé stessi”, spiegano gli esperti. “Molti di loro sono cresciuti volendo imitare Mbappé e hanno pensato: ‘Perché non io?’ I limiti della prestazione sportiva sono spesso psicologici. Un campione come Kylian ha dimostrato loro che nulla è impossibile”. Nel frattempo si è rafforzato tutto, attorno al percorso di crescita dell’atleta. Dall’allenamento fisico sempre più personalizzato all’attenzione alla salute mentale sin dall’adolescenza – fondamentale, quest’ultima, per poter affrontare pressioni esterne e inevitabili ansie da prestazione. Tutto questo rappresenta un ambiente congeniale a una carriera subito da protagonista. Ma il totem al centro del panorama è ben definito: ha il faccione di un attaccante sorridente, innamorato del gol soprattutto quando è tutta la Francia a fare il tifo per lui.

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