La zona grigia di TikTok: quando una canzone è utilizzabile, ma l’artista dice no

“Firework”, uno dei tanti successi dell’artista Katy Perry, utilizzata come sottofondo musicale degli attacchi americani in Iran in un video pubblicato dall’ammministrazione Trump sul profilo TikTok. Testo e musica che poco c’entrano ma scelti probabilmente anche per la loro immediata riconoscibilità e capacità di amplificare la diffusione del contenuto. Ed è proprio sui social, dove [...]
"Firework", uno dei tanti successi dell'artista Katy Perry, utilizzata come sottofondo musicale degli attacchi americani in Iran in un video pubblicato dall'ammministrazione Trump sul profilo TikTok. Testo e musica che poco c'entrano ma scelti probabilmente anche per la loro immediata riconoscibilità e capacità di amplificare la diffusione del contenuto. Ed è proprio sui social, dove milioni di utenti possono utilizzare brani grazie agli accordi di licenza delle piattaforme, che Katy Perry si è scagliata contro il presidente americano lamentando la funzione reale del brano, quella di "unire" e non celebrare la guerra. La crescita esponenziale di TikTok in questi ultimi anni ha reso la piattaforma di ByteDance colma di prodotti di ogni tipo e l'associazione del brano di Katy Perry risulta essere solo una goccia in un oceano di contenuti sempre diversi e su cui si discute da tempo. La storia degli artisti che lamentano un utilizzo da parte di fazioni politiche è oramai ricorrente, una delle piaghe degli ultimi anni che alimentano la faida tra il mondo politico e quello musicale. Ma l'amministrazione Trump, e chiunque politico, può regolarmente utilizzare la musica presente su TikTok? In linea generale, gli utenti della piattaforma possono inserire nei propri video i brani presenti nel catalogo musicale senza dover chiedere ogni volta l'autorizzazione al cantante, perché i diritti economici necessari sono stati negoziati a monte. Questo, però, non significa che ogni utilizzo sia privo di possibili contestazioni. Se il brano viene associato a un messaggio politico, istituzionale o militare, entra infatti in una zona più complessa, nella quale si intrecciano le clausole delle licenze, la natura dell'account che pubblica il contenuto e i cosiddetti diritti morali dell'autore. Questi ultimi, particolarmente tutelati negli ordinamenti europei, consentono all'autore di opporsi a impieghi dell'opera che possano alterarne il significato o ledere il suo onore e la sua reputazione. Negli Stati Uniti, invece, la tutela dei diritti morali per le opere musicali è più limitata, il che rende ancora più delicato stabilire fino a che punto un artista possa impedire che la propria musica venga associata a un determinato messaggio. È proprio questa distanza tra la legittimità tecnica dell'utilizzo, resa possibile dagli accordi di licenza della piattaforma, e il dissenso pubblico dell'artista a rappresentare una delle principali zone grigie nell'ecosistema dei social media. E la Casa Bianca? A rendere ancora più complesso il quadro è la natura degli account istituzionali. TikTok distingue, infatti, tra utenti privati e account business, ai quali si applicano regole differenti sull'utilizzo della musica. Resta quindi da capire se un profilo istituzionale come quello della Casa Bianca possa essere assimilato a un normale utente della piattaforma o se ricada in una categoria soggetta a condizioni diverse. Trump o Perry? Più che un vuoto normativo, il caso Katy Perry mostra come le piattaforme digitali abbiano cambiato il rapporto tra autori e opere. Se un tempo era relativamente semplice controllare dove veniva utilizzata una canzone, oggi un brano può essere associato, nel giro di pochi minuti, a milioni di contenuti, compresi quelli pubblicati da governi, istituzioni o partiti. Il diritto d'autore continua a tutelare gli interessi economici e, in misura diversa a seconda dei Paesi, quelli morali dell'autore. Ma la velocità e la diffusione dei social stanno mettendo alla prova un sistema giuridico nato in un'epoca in cui la distribuzione delle opere seguiva logiche completamente diverse. Che sia la base per una modifica sostanziale delle normative in materia?
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