«Lavoravo 70 ore a settimana. Dopo il burnout ho mollato tutto, non aspetto la pensione per viaggiare»

Lavorava 70 ore a settimana: portava avanti due lavori e la sua carriera universitaria. «Guadagnavo un sacco di soldi, ma non avevo il tempo di spenderli», racconta Catherine...
Lavorava 70 ore a settimana: portava avanti due lavori e la sua carriera universitaria. «Guadagnavo un sacco di soldi, ma non avevo il tempo di spenderli», racconta Catherine Work, 26enne statunitense. Poi, è arrivato il burnout: lì ha deciso di cambiare per sempre la sua vita. La ragazza non aveva nessuna intenzione di aspettare la pensione per poter vivere le piccole gioie di tutti i giorni: «Attendere i 70 anni per viaggiare, dopo aver passato la vita a lavorare per 40 ore a settimane: mi sembrava di rimandare tutto». Quindi, ha mollato. Adesso passa le sue giornate in giro per il mondo, lavorando da remoto (fa la scrittrice freelance e la ricercatrice) per un massimo di 10-20 ore a settimana. «Organizzo il lavoro in base alla mia vita, non la mia vita in base al lavoro», scrive la 26enne su Business Insider. La svolta Ha rifiutato anche l'altra opzione: lavorare più ore, investire in un mercato «pesantemente instabile», vivere in modo frugale per poi andare in pensione a 40 anni. «Ho scelto una via di mezzo», spiega. Porta l'esempio dei suoi genitori, che lavoravano per settimane, anche nei weekend, senza curarsi della propria salute e felicità. Catherine ha scelto di fare il contrario. «Preferisco la libertà rispetto a qualsiasi altro benefit». Un anno dopo essersi licenziata, ha incontrato il suo partner, anche lui amante dei viaggi che ha scelto di convertirsi al lavoro da remoto. Diversi fattori hanno contribuito alla loro scelta: amici con improvvise diagnosi di malattie terminali, l'instabilità geopolitica e quella economica sono i fattori che li hanno convinti del tutto. «Volevamo vivere avventure, dare priorità alla salute, all'imparare cose nuove, non allo status e alla ricchezza». E ora lo fanno davvero. «Dormiamo sempre almeno 9 ore a notte, 2 ore di esercizio fisico, e mangiamo pasti sani ogni giorno: adesso abbiamo il tempo di prepararli». Spendono poco, molto meno dell'americano medio: «Questo mese ho speso 150 dollari per l'affitto (circa 130 euro, ndr), 15 dollari per la palestra, 8 dollari per la ricarica del telefono, 200 dollari in attività e gite del weekend, e 50 dollari n massaggi. Il mio compagno lo stesso. Insieme, solitamente non spendiamo più di 2000 dollari al mese». Altre scelte impattano molto: non hanno figli, non fumano o bevono alcool, sono vegetariani. La speranza è una maggiore attenzione alla propria salute porti meno problemi in futuro. «Lavorare meno mi ha regalato una vita che non credevo possibile», racconta Catherine. «Non lavorare a tempo pieno, almeno per il momento, è la decisione più gentile che potessi prendere nei miei confronti».
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