Le cartelle Tari sono solo un acconto, aumenti in vista entro fine mese: «Cittadini presi in giro»

Stanno arrivando, in questi giorni, a tutti i contribuenti brindisini le cartelle Tari 2026, la Tassa sui rifiuti. Cartelle che, come negli altri anni, è possibile pagare in un?unica...
Stanno arrivando, in questi giorni, a tutti i contribuenti brindisini le cartelle Tari 2026, la Tassa sui rifiuti. Cartelle che, come negli altri anni, è possibile pagare in un’unica volta o in quattro rate. Il rinvio delle scadenze Le somme richieste non sembrano differenti rispetto a quelle del 2025. Facendo maggiore attenzione ai dettagli, tuttavia, quello che qualcuno ha notato che si tratta solo di acconti, calcolati sulla base delle tariffe dello scorso anno visto che il termine per la loro approvazione è stato spostato, a livello nazionale, al 31 luglio. Tutto questo presuppone che, nei prossimi mesi, possa essere richiesto un conguaglio. Ed in effetti, i costi a carico dei cittadini potrebbero aumentare. Il motivo risiede proprio in quella fatidica data del 31 luglio. Questa scadenza non rappresenta solo un rinvio burocratico per gli uffici comunali ma segna il termine entro cui la macchina amministrativa deve fare i conti con le nuove e stringenti linee guida per il calcolo dei costi della nettezza urbana. Regole rigide che risentono pesantemente del contesto economico generale. Il rischio di aumenti I motivi che spingono verso un potenziale ritocco all'insù sono essenzialmente tre. Il primo è legato all'inflazione: i nuovi piani finanziari devono recepire obbligatoriamente i costi operativi reali di due anni fa, ovvero del 2024, una stagione segnata dal forte rincaro dei carburanti per i mezzi di raccolta, dell'energia e dei contratti del personale. Il secondo nodo, tutto locale, riguarda la gestione degli impianti di smaltimento: i costi per conferire la frazione indifferenziata e gli scarti sono aumentati drasticamente a livello regionale, e per legge il Comune deve spalmare queste spese interamente sulle bollette dei cittadini. Infine, pesano le nuove regole sulla qualità introdotte dall'Autorità di regolazione, ovvero Arera: ai Comuni viene chiesto di garantire standard di servizio molto più elevati, dalle risposte rapide agli utenti fino a una maggiore frequenza nello spazzamento stradale. Investimenti necessari che, però, finiscono per gonfiare il bilancio complessivo del servizio. Solo dopo il voto sul Pef e sulle nuove tariffe in consiglio comunale, tuttavia, si capirà con certezza se sui cittadini si abbatterà una nuova stangata. Le critiche dei Moderati Una scelta, quella del Comune di Brindisi, fortemente criticata dal segretario provinciale della Casa dei Moderati Claudio Niccoli. «Perché - si chiede - inviare ai cittadini quelle cartelle con le richieste di pagamento prima di determinare le nuove tariffe? Perché, probabilmente, si vorrebbe convincerli che si tratta della solita modalità di pagamento e che, dunque, anche quest’anno non ci sono stati aumenti. Tutto questo per tenerli buoni. Un modo per prenderli in giro ed evitare polemiche. Fino a quando, almeno, non sarà il momento di inviare ai contribuenti la richiesta di saldo. A quel punto, l’illusione cadrà ed i brindisini sapranno di essere stati ingannati da un sindaco che non dice la verità». Il bando decennale Intanto, però, non sembra possibile per il momento immaginare una riduzione della tassa sui rifiuti a carico dei brindisini per una lunga serie di motivazioni. Innanzitutto, i tempi lunghissimi per l’avvio dell’appalto decennale. Prima, ci sono voluti anni per lavorare sui documenti relativi all’Aro Br2, tanto che l’Ambito è stato commissariato. E nemmeno il commissario è riuscito a bandire la gara, mettendo d’accordo tutti i Comuni. Poi, Brindisi ha deciso di uscire dall’Aro e muoversi in maniera indipendente. E ora sono diversi mesi che il lavoro per la redazione del bando viene portato avanti. Secondo le ultime informazioni emerse in commissione, tuttavia, la gara non sarà bandita prima dell’estate del prossimo anno. Solo a quel punto si potrà definire un gestore di lunga durata in grado di garantire almeno un minimo di risparmio sui costi del servizio. L'impiantistica Dopo di che, occorre lavorare però anche sull’impiantistica. Da anni, infatti, la città attende l’impianto di compostaggio, il biostabilizzatore ed il Remat per la selezione dei materiali residui. Per non parlare del fattore discarica. Dopo anni di lavoro sulla messa in sicurezza di emergenza, dovrebbero arrivare i fondi per la bonifica del sito di Autigno, la cui falda è stata contaminata da anni di abbancamenti nonostante il problema al sistema di isolamento. Solo ora, però, si è scoperto che la discarica non potrà essere più utilizzata come, invece, più di qualcuno avrebbe sperato, considerati che gli enormi costi di trasporto e smaltimento pesano, attraverso la Tari, sulle tasche dei cittadini.
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