Lecce, ok al nuovo Foro Boario fuori terra: protesta dei residenti e scontro in Aula

Tre piani fuori terra, un?altezza di 15 metri e 766 posti auto al posto del parcheggio interrato da 1.000 stalli. Cambia volto il nuovo hub dell?intermodalità dell?ex...
Tre piani fuori terra, un’altezza di 15 metri e 766 posti auto al posto del parcheggio interrato da 1.000 stalli. Cambia volto il nuovo hub dell’intermodalità dell’ex Foro Boario, finanziato dal Contratto Istituzionale di Sviluppo con 29 milioni di euro. Il Consiglio comunale ha dato ieri il secondo via libera al progetto dopo il primo passaggio di venerdì scorso nella commissione congiunta Urbanistica-Lavori pubblici. Un ok arrivato al termine di una seduta tutt’altro che tranquilla: fuori dall’Aula il sit-in dei residenti, riuniti in un comitato spontaneo («Metteranno silos alti 15 metri con l’espianto di alberi e palme. Cancelleranno le visuali e piazza Carmelo Bene sarà meno fruibile, darà più calore»); dentro, il braccio di ferro tra maggioranza e centrosinistra. L’opposizione ha chiesto prima più tempo per approfondire il provvedimento e poi, attraverso un emendamento, di rinviare la decisione. Due richieste entrambe bocciate dal centrodestra che ha scelto di tirare dritto. Dopo oltre tre ore di confronto acceso, il progetto è passato. Il nuovo hub Così il nuovo hub non sarà quello immaginato dall’amministrazione di Carlo Salvemini: il parcheggio interrato da 1.000 posti lascia spazio a una struttura rialzata su tre livelli, con 234 stalli in meno. Non sono bastati i tentativi dei consiglieri di minoranza di riaprire la discussione, né quello di ricondurre il provvedimento nell’alveo di una variante urbanistica, anziché limitarlo alla sola questione della destinazione d’uso, per consentire un esame più approfondito. Ad illustrare la delibera è stato il sindaco Adriana Poli Bortone che ha rivendicato la scelta della soluzione fuori terra. «Garantiva contemporaneamente il rispetto del limite economico, un’elevata capacità di sosta e la piena funzionalità dell’hub dell’intermodalità». Una scelta che, ha sottolineato, non sarebbe dettata soltanto dal minor costo di realizzazione ma dal miglior equilibrio tra sostenibilità economica, funzionalità, sicurezza, tempi di realizzazione, qualità dell’opera e capacità di adattarsi alle esigenze future della città. «Il progetto non sacrifica gli obiettivi originari dell’intervento – ha precisato il primo cittadino – ma ne conserva la funzione strategica: trasformare l’ex Foro Boario in un moderno nodo dell’intermodalità, capace di integrare trasporto pubblico, mobilità privata, mobilità ciclabile e servizi di connessione con il territorio». Il dibattito «Prima di abbandonare la visione urbanistica alla base dell’investimento da 29 milioni di euro serviva un’istruttoria all’altezza della scelta – ha denunciato Salvemini –. Non sosteniamo che il progetto originario andasse realizzato a ogni costo, ma che andasse verificata la possibilità di integrare le risorse. È qui che nasce la nostra perplessità e il nostro dissenso». «Avremmo fatto a meno di 1.000 stalli per averne magari la metà, sempre interrati», ha evidenziato il capogruppo di Avanti Lecce, Giovanni Occhineri. A dargli manforte anche Sergio Della Giorgia, capogruppo di Lecce Città Pubblica: «Costruire un parcheggio sopraelevato è assolutamente impattante». Loredana Di Cuonzo (Pd) ha quindi rilanciato: «Come? Per le Mura urbiche si elimina il Circolo tennis per consentire alla collettività di ammirarle e qui, invece, costruiamo pareti alte 15 metri? Così non si ostacola la visuale delle Mura?». A contestare quella che l’opposizione ha definito una «prova muscolare» della maggioranza è stato anche il capogruppo di Coscienza Civica, Christian Gnoni, che ha puntato il dito contro l’iter del procedimento: «Arriva in Giunta a maggio, mutismo selettivo. Un’associazione sollecita la minoranza, si convoca la commissione Controllo e noi veniamo a conoscenza del progetto. A maggio la delibera, a luglio una commissione senza discussione e il Consiglio comunale. Quando avete ascoltato i residenti? Perché strozzare la discussione? A quale fine?». Anche Paolo Foresio, capogruppo del Partito Democratico, ha contestato alla maggioranza di non aver concesso tempi adeguati per un esame approfondito del provvedimento. A tirare le orecchie all’opposizione è stato poi, dai banchi della maggioranza, il consigliere di Forza Italia Paolo Cairo. «Non c’è soltanto un’indisponibilità di risorse per realizzare quell’hub ma, a proposito di istruttoria, voi dove e quando avete coinvolto associazioni, residenti e comitati per il Cis? Non c’è traccia di quei passaggi con i quali si cercava di spiegare ciò che l’amministrazione, diligentemente, cercava di porre in essere». Intanto, anche il segretario cittadino di Avs-Sinistra Italiana, Giulio Aresta, ha invitato nelle scorse la maggioranza a una riesame del progetto proponendo un hub ridimensionato con forte integrazione di verde urbano.
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