Politics·

Lite tra consiglieri. Volano accuse di razzismo. La replica: non è vero

Lite tra consiglieri. Volano accuse di razzismo. La replica: non è vero

Nuove turbolenze scuotono la maggioranza a sostegno dell?amministrazione comunale di Taranto, guidata dal sindaco Piero Bitetti. Il clima a Palazzo di Città torna a...

Nuove turbolenze scuotono la maggioranza a sostegno dell’amministrazione comunale di Taranto, guidata dal sindaco Piero Bitetti. Il clima a Palazzo di Città torna a surriscaldarsi per un duro scontro tra la consigliera del gruppo misto Bianca Boshnjaku e il presidente della IV Commissione Servizi, Gianni Tartaglia, che nelle ultime ore ha annunciato le dimissioni dalla guida dell’organismo consiliare. Le accuse social Uno scontro nato in ambito privato e subito trasformatosi in un caso politico, rimbalzato sulla piazza virtuale di Facebook a suon di video, repliche e comunicati ufficiali. All’origine del diverbio c’è una proposta di delibera presentata nei giorni scorsi dalla consigliera Boshnjaku per apportare modifiche al Regolamento comunale sul C.U.D.E. (il contrassegno per i veicoli a servizio delle persone invalide). L'iniziativa mirava a correggere l'assetto normativo introdotto con la delibera consiliare numero 110 dello scorso 24 giugno, reinserendo una clausola di tutela in favore delle persone con gravissime disabilità. L'obiettivo dichiarato era quello di impedire che cittadini già titolari di patente di guida speciale e di veicoli adattati fossero costretti a ripercorrere complessi, onerosi e faticosi accertamenti sanitari solo a causa dell'incompatibilità formale tra i vecchi verbali di invalidità e i parametri normativi attuali. I toni, tuttavia, sono precipitati nel corso di un colloquio telefonico avviato da Tartaglia per chiedere chiarimenti sul provvedimento. La versione della consigliera Stando al resoconto reso noto dalla consigliera Boshnjaku attraverso una clip pubblicata in rete, mentre tentava di argomentare le ragioni tecnico-giuridiche del testo, avrebbe sollecitato il collega al pragmatismo pronunciando la frase: «Gianni, fermati un secondo e seguimi col cervello». Da quel momento in poi, secondo la versione fornita dalla consigliera, la discussione di merito si sarebbe interrotta lasciando spazio ad insulti personali, volgarità e frasi riferite alle sue origini. «Mi è stato chiesto di andare via dall’Italia, di tornare in Albania, con espressioni offensive riferite alle mie origini. Le mie idee possono essere contestate, però le mie origini non possono diventare un insulto» ha denunciato Boshnjaku, ripercorrendo la sua storia di cittadina italiana giunta nel Paese oltre trent’anni fa, dove ha studiato, lavorato e costruito la propria famiglia prima di accedere alle cariche pubbliche. La consigliera ha evidenziato come tali condotte travalichino i confini del dibattito democratico. «Quando viene colpita la dignità di una donna, non viene colpita solo una persona, viene colpita l’idea stessa di rispetto – ha puntualizzato - che dovrebbe guidare le nostre istituzioni. Io non accetterò mai che la violenza verbale diventi un linguaggio normale della politica». E ha aggiunto: «Quando finiscono gli argomenti e iniziano gli insulti, non perde chi viene insultato, perde la politica», sollecitando formalmente le dimissioni di Tartaglia e le sue scuse pubbliche. La risposta del consigliere Netta la replica del consigliere Gianni Tartaglia, che ha affidato ad una lunga nota la propria totale estraneità ad atteggiamenti di matrice razzista o discriminatoria. «Il confronto politico – ha sottolineato - può essere acceso e talvolta anche duro, ma il razzismo non fa parte del mio vissuto, improntato da sempre alla difesa dei più fragili». Nel respingere le accuse, il dirigente scolastico ha rivendicato il proprio percorso politico e umano a fianco delle categorie svantaggiate, citando iniziative come il progetto "La Voce dei Bambini" e ricordando come lo stesso impianto del regolamento C.U.D.E. recasse la sua firma. Tartaglia ha ricordato inoltre di aver considerato offensiva l’espressione «seguimi col cervello», pronunciata dalla consigliera durante la telefonata, e definito «parziale» la ricostruzione resa pubblica. Ciononostante, per evitare che l'episodio generasse ulteriori scossoni all'interno dell'aula municipale, Tartaglia ha annunciato di rinunciare all'incarico di guida della IV Commissione Servizi. Una scelta che «non rappresenta, in alcun modo, un riconoscimento della fondatezza delle accuse che mi vengono rivolte» maturata «per senso di responsabilità e per evitare che la vicenda alimenti ulteriori tensioni all’interno del Consiglio comunale» e «per tutelare il prestigio delle istituzioni», pur ribadendo di voler chiarire ogni aspetto della vicenda nelle sedi preposte.

This is a summary. Read the full article at the original source.

Read full article at quotidianodipuglia