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L’ora delle riflessioni dopo il ko. Per il Bologna è già un‘estate di spine. Fenucci, Ferguson e il piano anticrisi

L’ora delle riflessioni dopo il ko. Per il Bologna è già un‘estate di spine. Fenucci, Ferguson e il piano anticrisi

L’ad rossoblù sale in ritiro per tastare con mano la situazione e dare la carica, mercoledì altro test

dall’inviato VALLES (Bolzano) Il patatrac all’esordio. Il nervosismo (da Premier?) di Jonathan Rowe. Un mercato in entrata che non decolla, perché appeso alle uscite. Un ad, Caudio Fenucci, che sale in ritiro per prendere le redini del comitato anticrisi. E un capitano, Lewis Ferguson, che sbarca a Valles per portare solidità e carisma. Calma e gesso, però, perché dopo appena dodici giorni di preparazione non è tempo di processi: di riflessioni sparse, invece, sì. "Divertiamoci!" fu lo slogan che scelse Domenico Tedesco nel giorno della sua presentazione: il manifesto di un progetto di ampio respiro che non perde credibilità di fronte a una waterloo inattesa nella prima amichevole dell’estate. Eppure sabato a Valles di divertente c’è stato poco, specie per i duemila tifosi rossoblù saliti in Val Pusteria, nel vedere ciò che resta del gruppo che fino ad aprile aveva fatto un figurone in Europa League andare a sbattere contro il muro dell’Arminia Bielefeld (medio-bassa serie B tedesca), senza creare uno straccio di gioco e in compenso mettendo a referto quattro gol al passivo e l’assurda espulsione di Rowe. Certo il divario di condizione tra le due squadre ha pesato, così come l’assenza dei cinque nazionali rossoblù impegnati ai Mondiali (di quei cinque però Lucumi e Freuler, salvo colpi di scena, non faranno parte di questo Bologna) e la scelta di Tedesco di vedere all’opera qualche ragazzo della Primavera. Della serie: il Bologna vero dovrà avere ben altri connotati l’1 settembre quando chiuderà il mercato. Forte di questa convinzione Domenico Tedesco ieri sorrideva e firmava autografi ai tifosi al campo. Ed è tornato il sorriso anche a Tarozzino, al secolo Andrea Tarozzi, il fido scudiero di Tedesco che sabato, pescato dalle telecamere di Dazn, in panchina aveva l’espressione atterrita di chi ha appena visto uscire un grizzly dai boschi di Valles. L’Orso rossoblù invece per il momento non entra (nei nuovi schemi) né esce (da Casteldebole): amleticamente continua a macerarsi nel dubbio rinnovo sì/rinnovo. Un equivoco che deve risolversi in fretta. Facile prevedere che oggi, o al più tardi domani, affronterà il tema l’ad Fenucci, il capo azienda che fiutando le acque mosse ha deciso di salire in ritiro. A Fenucci spetterà anche il compito di placare il nervosismo di Rowe, passibile di multa dopo una reazione da cartellino rosso così plateale che non sarebbe riuscito a sanarla nemmeno Donald Trump. Fenucci dovrà però soprattutto portare certezze di mercato a Tedesco (non sostituire il partente Lucumi sarebbe un azzardo ), il nuovo pilota fin qui molto allineato e coperto in materia di costruzione del nuovo Bologna. "Tanto tempo il calcio non lo concede", diceva saggiamente il tecnico nel giorno della sua presentazione. La Lazio in campionato dista 35 giorni, i test con Heidenheim (mercoledi) e Iraklis (sabato) sono invece dietro l’angolo. Ferguson non li giocherà, ma rivedere in mezzo al campo uno degli ultimi superstiti del Bologna che conquistò un posto in Champions fa sempre brillare gli occhi. Specie in questo avvio complicato.

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