Malagò, ma he succede?

Mai avrei pensato che Giovanni Malagò, con tutta l’esperienza accumulata nella sua lunga e vincente esperienza, si trovasse in questa situazione dopo l’elezione avvenuta a presidente della Figc lo scorso 22 giugno.
Il ct non c’è ancora. E il designato Pirlo, allenatore dello United Fc di Dubai, è finito al centro di polemiche per via del suo rapporto di “global ambassador” con l’importante società russa di scommesse Fonbet. E, in questa azienda, ha un ruolo rilevante il miliardario moscovita Sergey Lomakin, presidente del club arabo. Niente male come intreccio. Durissimi gli interventi della politica. Sentite Carlo Calenda, leader di Azione: “Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali”. E Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo: “Ha prestato il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin. Sceglierlo è un grave errore”. Il Codacons ha chiesto un’indagine all’Autorità per le Comunicazioni. Possibile che Maldini, posto a capo della Nazionale, non ne fosse al corrente? E ancora. Come inquadrare le posizioni di Maldini e Pirlo, i cui figli Christian e Nicolò lavorano in agenzie che hanno in scuderia numerosi giocatori azzurri o azzurrabili? A suo tempo Lippi, al quale l’allora presidente federale Tavecchio aveva offerto la carica di dt delle squadre nazionali, dovette rinunciare alla proposta per il conflitto d’interesse con il figlio agente. È vero che i figli di Pirlo e Maldini non hanno sostenuto l’esame di abilitazione, ma la sostanza non cambia. C’è poi da capire perché Maldini ha scelto Pirlo, il cui curriculum da allenatore si ferma ai due trofei vinti con la Juventus: Coppa Italia e Supercoppa Italiana. In seguito più ombre che luci. E ora cosa può accadere? L’allenatore gradito a Malagò è Mancini. E questa appare l’ipotesi più probabile tenuto conto che Conte non piace a Maldini. Per i media stranieri “la federazione italiana è in grave imbarazzo”. Altra figuraccia dopo la terza eliminazione alla Coppa del Mondo. Ma il cine pattone non si ferma qui. La telenovela con Guardiola è finita male. E perché contattare Ancelotti che è sotto contratto con il Brasile la cui federazione ha chiesto lumi alla Fifa? E perché parlarne così apertamente sui media? Un pastrocchio. All’estero le nomine sono state immediate dopo la fine del Mondiale: fuori Deschamps, ecco Zidane alla guida della Francia; Jesus è il successore di Martinez nel Portogallo; Klopp ha rimpiazzato Nagelsmann sulla panchina della Germania; Van Bommel ha preso il posto do Koeman come ct dell’Olanda. Noi siamo ancora al palo. PS. A proposito di scelte. Mi pare illogica la scelta di affittare una sala della Lega di Serie A per dare un ufficio milanese a Maldini e Leonardo. Nel vecchio palazzo del Coni, ora di proprietà di Sport e Salute c’erano spazi a iosa.
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