Meloni e Salvini per Roggero: il leghista e Bignami a Bollate. Proposta per scarcerarlo

Mai più un caso Roggero. Perché la difesa deve essere sempre legittima. Senza se e senza ma. La Lega ha depositato un provvedimento, a prima firma Claudio Borghi, che punta a modificare la legge sulla legittima difesa, integrando quanto previsto dall'art. 52 del codice penale. Un cambio radicale che «prevede la non punibilità di qualsiasi reazione nella immediatezza di una aggressione a mano armata in casa o in negozio indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta». Un testo che, fosse già stata una norma approvata, non avrebbe portato alla condanna del gioielliere piemontese. «Se tutti voteranno questa Pdl che ho fatto depositare, il giorno dopo il gioielliere Roggero sarà libero per il principio della retroattività illimitata dell'abolizione del reato. Senza bisogno di chiedere nulla a Mattarella», ha scritto il senatore del Carroccio sul proprio profilo Facebook. «L'articolo 52 del codice penale spiega che non è punibile chi commette un fatto per necessità di difendere un proprio o altrui diritto contro il pericolo attualedi un'offesa ingiusta, a condizione che la reazione difensiva sia proporzionata all'offesa». La proposta lanciata da Borghi prevede l'aggiunta di un nuovo comma che, nella sostanza, stabilisce (in caso di aggressione a mano armata all'interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale) che qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza del fatto da chi subisce l'aggressione è non punibile, «indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta». Come da programma, la sinistra ha gridato allo scandalo. «Se passasse questa norma - ha detto il leader grillino Giuseppe Conte- si cancellerebbe un istituto che pone lo Stato al centro con il monopolio della forza e si attribuirebbe a ciascun cittadino il diritto di reagire e eseguire nella pubblica piazza delle vendette e soprattutto il Far West». Anche Forza Italia ha sollevato qualche perplessità. «Leggeremo con attenzione l'annunciata proposta di legge sulla legittima difesa- ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa - ma riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull'onda emotiva di fatti di cronaca». Sul caso Roggero è intervenuto anche il presidente del Consiglio, in un colloquio con il Corriere della Sera: «Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest'uomo? Non si possono dare 8 anni a dei pedofili o meno di 10 anni a casi di stupri di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere, c'è un problema di proporzionalità delle pene». Giorgia Meloni ha chiarito di essere stata lei ad aver avallato l'intervento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, affinché si attivasse per istruire una pratica di grazia. «Ma certo, gli ho detto io di andare avanti, una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento». Ieri, dopo la visita di sabato, Matteo Salvini è tornato a far visita a Roggero in carcere. «Nessuno vuole sostituirsi ai giudici o cancellare quanto stabilito dalle sentenze. Ma non possiamo ignorare la storia di un uomo onesto, un marito, un padre e un nonno che ha lavorato tutta la vita e che ha reagito dopo l'ennesima violenta rapina subita nella propria attività». Nella mattinata il gioielliere ha ricevuto la visita anche del capogruppo alla Camera di FdI, Galeazzo Bignami: «Gli ho portato l'abbraccio di tantissimi italiani che, come me, ritengono che debba ricevere la grazia».
Meloni e Salvini per Roggero: il leghista e Bignami a Bollate. Proposta per scarcerarlo Mai più un caso Roggero. Perché la difesa deve essere sempre legittima. Senza se e senza ma. La Lega ha depositato un provvedimento, a prima firma Claudio Borghi, che punta a modificare la legge sulla legittima difesa, integrando quanto previsto dall’art. 52 del codice penale. Un cambio radicale che «prevede la non punibilità di qualsiasi reazione nella immediatezza di una aggressione a mano armata in casa o in negozio indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta». Un testo che, fosse già stata una norma approvata, non avrebbe portato alla condanna del gioielliere piemontese. «Se tutti voteranno questa Pdl che ho fatto depositare, il giorno dopo il gioielliere Roggero sarà libero per il principio della retroattività illimitata dell’abolizione del reato. Senza bisogno di chiedere nulla a Mattarella», ha scritto il senatore del Carroccio sul proprio profilo Facebook. «L’articolo 52 del codice penale spiega che non è punibile chi commette un fatto per necessità di difendere un proprio o altrui diritto contro il pericolo attualedi un'offesa ingiusta, a condizione che la reazione difensiva sia proporzionata all’offesa». La proposta lanciata da Borghi prevede l’aggiunta di un nuovo comma che, nella sostanza, stabilisce (in caso di aggressione a mano armata all'interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale) che qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, «indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta». Come da programma, la sinistra ha gridato allo scandalo. «Se passasse questa norma - ha detto il leader grillino Giuseppe Conte- si cancellerebbe un istituto che pone lo Stato al centro con il monopolio della forza e si attribuirebbe a ciascun cittadino il diritto di reagire e eseguire nella pubblica piazza delle vendette e soprattutto il Far West». Anche Forza Italia ha sollevato qualche perplessità. «Leggeremo con attenzione l’annunciata proposta di legge sulla legittima difesa- ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa - ma riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull’onda emotiva di fatti di cronaca». Sul caso Roggero è intervenuto anche il presidente del Consiglio, in un colloquio con il Corriere della Sera: «Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo? Non si possono dare 8 anni a dei pedofili o meno di 10 anni a casi di stupri di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere, c'è un problema di proporzionalità delle pene». Giorgia Meloni ha chiarito di essere stata lei ad aver avallato l’intervento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, affinché si attivasse per istruire una pratica di grazia. «Ma certo, gli ho detto io di andare avanti, una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento». Ieri, dopo la visita di sabato, Matteo Salvini è tornato a far visita a Roggero in carcere. «Nessuno vuole sostituirsi ai giudici o cancellare quanto stabilito dalle sentenze. Ma non possiamo ignorare la storia di un uomo onesto, un marito, un padre e un nonno che ha lavorato tutta la vita e che ha reagito dopo l’ennesima violenta rapina subita nella propria attività». Nella mattinata il gioielliere ha ricevuto la visita anche del capogruppo alla Camera di FdI, Galeazzo Bignami: «Gli ho portato l’abbraccio di tantissimi italiani che, come me, ritengono che debba ricevere la grazia».
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