Mercati, parcheggi e appartamenti: in vendita 49 beni del Comune per 37 milioni

Dall?ex mercato di via Cagnazzi a quello di via Carrante. Ed ancora il parcheggio mai utilizzato di via Pappacena a Poggiofranco. La giunta approva il nuovo piano di vendita dei beni...
Dall’ex mercato di via Cagnazzi a quello di via Carrante. Ed ancora il parcheggio mai utilizzato di via Pappacena a Poggiofranco. La giunta approva il nuovo piano di vendita dei beni comunali: in elenco ce ne sono 49 per un valore complessivo di 37 milioni di euro. Gli uffici del settore Gestione Patrimonio ed Inventari hanno attivato nei mesi scorsi una procedura di ricognizione del patrimonio dell’ente, sulla base della documentazione presente negli archivi e negli uffici, predisponendo gli elenchi degli immobili «non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali oggetto di alienazione e valorizzazione, in ragione della loro specifica dislocazione sul territorio comunale», si legge nella delibera. Nella lista sono stati inseriti anche immobili in pessimo stato manutentivo e di conservazione per i quali si dovrebbero attivare notevoli investimenti di recupero e immobili i cui costi gestionali non sono sostenibili. Non è comunque la prima volta che il Comune tenta di mettere a bando alcuni suoi beni. «A causa del crollo del mercato immobiliare, verificatosi negli ultimi anni, è risultato problematico alienare i cespiti previsti nella presente tipologia di pianificazione – si legge ancora nella delibera - pertanto, in merito alle ipotesi di alienazione dei beni, è necessario, preventivamente, verificare l’andamento del mercato immobiliare (ultimamente al ribasso e in difficoltà) ed è opportuno procedere all’alienazione con più lotti». Il Comune evidenzia inoltre che «sussiste l’interesse pubblico teso a garantire la continuità e stabilità degli insediamenti abitativi o delle attività economiche situati presso immobili comunali affidati in concessione o in locazione e che è opportuno consentire l’esercizio del diritto di prelazione in favore di coloro che, avendo già il godimento del bene, intendano acquistarlo al prezzo d’asta, subordinatamente al fatto dell’essere in regola con il versamento dei canoni». Saranno disposti idonei incentivi per la valorizzazione degli immobili agricoli, sia per evitare il loro degrado, «con detrimento per il paesaggio e la salubrità dei luoghi e la salute, sia anche per la modesta redditività delle attività agricole. Si rende opportuno, per quel che concerne la valorizzazione dei suoli agricoli, definire i criteri di promozione dell’attività sugli stessi anche in considerazione delle finalità sociali individuate dalla recente normativa statale e regionale in materia; in particolare, per gli immobili che si trovano in cattivo stato, si procederà, altresì, allo scomputo del canone locativo rispetto al valore delle migliorie proposte e da certificare». Come detto in elenco ci sono 49 beni tra i quali spiccano i 4 milioni e 700mila euro per i due piani dell’ex mercato di via Cagnazzi, 2 milioni di euro per l’ex mercato di via Carrante, 3 milioni e mezzo per l’ex scuola Colli Grisoni; ci sono anche due porzioni nell’ex Manifattura del valore di 290mila euro e di 531mila euro. Ed ancora il parcheggio di via Pappacena valutato 4 milioni e 828mila euro, l’ex bar nella pineta di San Francesco per 318mila euro, gli ex impianti sportivi Debar a Mungivacca per 870mila euro e suoli che raggiungono il valore di 3 milioni in viale Europa e in via Bissolati. Il piano prevede anche 42 beni da valorizzare (per due milioni e mezzo di canone), ossia da affidare ad associazioni o enti, come alcuni locali in piazza Mercantile a 4mila euro di canone, 78mila euro per la masseria Borracci, 57mila euro per l’ex ostello di Palese. Anche l’Amiu ha messo all’asta 27 mezzi, di cui 12 Ape50. «Questa società – si legge nel bando - è proprietaria di taluni automezzi di igiene urbana per i quali, periodicamente, si procede alla valutazione circa il loro stato d'uso, finalizzato al mantenimento in esercizio o alla dismissione dal patrimonio aziendale; con proprie deliberazioni del consiglio di amministrazione la società ha dichiarato alcuni di questi automezzi, non più idonei all'esercizio delle attività aziendali e, pertanto, suscettibili di dismissione per alienazione».
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