Sports·

Merino: "Mi sento come Lautaro, è un top. Per nessun giocatore l'idea di andare..."

Merino: "Mi sento come Lautaro, è un top. Per nessun giocatore l'idea di andare..."

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'attaccante spagnolo ha parlato della finale del mondiale contro l'Argentina: "Mi sento come Lautaro"

Domani andrà in scena l'attesissima finale del Mondiale tra quelle che probabilmente attualmente sono le migliori squadre del mondo, Argentina e Spagna. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mikel Merino, uno degli uomini più decisivi di De La Fuente, parla della finale. "È un miracolo che io sia qui", dice parlando di una frattura nascosta e subdola gli ha quasi fatto perdere il Mondiale. Ecco. Fermiamoci qui. Cosa pensava? «Che non sarei andato al Mondiale neanche morto». [caption id="attachment_2660318" align="aligncenter" width="2560"] Getty Images[/caption] E invece? *«È un miracolo che io sia qui».*Per cui il tema di essere titolare passa in secondo piano. «Eccome. E non lo dico tanto per dire eh? Lo penso nel profondo del cuore. Ne stavo parlando giusto un paio di giorni fa. La possibilità di vivere tutto questo è qualcosa di incredibile e la possibilità di farlo con la mia famiglia, che ha attraversato con me tutte le difficoltà dei primi 6 mesi del 2026, mi riempie di gioia. Ora bisogna finire il lavoro». Anche l’Argentina ha il suo Supersub, “il super sostituto”, Lautaro Martinez. *«Per nessun giocatore l’idea di andare in panchina è il piano di partita ideale, però, tanto io come Lautaro, giocatore top, viviamo questa situazione perché siamo in nazionali fortissime. E tanto io come lui dobbiamo dare valore a tutto questo: il livello dei compagni e la grandezza della competizione».*E nella pratica? *«Provare a dare una mano ogni volta che si entra in campo, e se non giochi va bene anche in allenamento. Perché se vinci un titolo è di tutti, non solo degli 11 che iniziano le partite, e qui noi lo viviamo così».*Parliamo un po’ dei vostri rivali. Si sottolinea parecchio la fisicità dell’Argentina. Vi preoccupa? *«Sarà una partita intensa, come dev’essere una finale nella quale le due squadre si giocano il trofeo più importante del nostro sport, è normale che ci sia contatto, che ci siano duelli accesi perché quando ti giochi tanto è così che devi entrare. Toccherà all’arbitro controllare l’intensità e la frequenza dei contrasti. A noi piace che la palla circoli e che lo faccia rapidamente e senza pause, e se riusciamo a farlo il rivale avrà meno tempo di fare fallo».*E di Messi cosa possiamo dire ancora? «Non lo so. Posso iniziare dicendo che è uno dei migliori della storia. Poi togliersi il cappello di fronte a quello che sta facendo in questo Mondiale, a 39 anni. Non so se sarà la sua ultima partita con la nazionale o la sua ultima finale, perché, come ci è già successo con Cristiano Ronaldo, affronti questi giocatori e pensi che siano eterni visto che continuano a giocare a un livello altissimo. Il fatto di affrontare l’Argentina che ha vinto l’ultimo Mondiale è uno stimolo in più. Sensazionale». (Gazzetta dello Sport)

This is a summary. Read the full article at the original source.

Read full article at fcinter1908_it