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Morte di Alex Bonucchi, la svolta: accolto il ricorso sull’archiviazione. Tutto da rifare dopo cinque anni

Morte di Alex Bonucchi, la svolta: accolto il ricorso sull’archiviazione. Tutto da rifare dopo cinque anni

La famiglia vuole portare avanti anche in Italia il procedimento sull’incidente avvenuto ad Algeri. La madre del tecnico Sacmi: “Dopo lunghe battaglie premiate perseveranza e voglia di giustizia”

Modena, 21 luglio 2026 – Il 9 settembre sarà ricevuta da Papa Leone : si rivolgerà al pontefice per chiedergli aiuto nel rimpatrio degli organi, cuore e polmone destro seppelliti senza autorizzazione in un cimitero algerino . Ora, però, si aggiunge un tassello di giustizia per Barbara degli Esposti , mamma di Alex Bonucchi , tecnico della Sacmi morto folgorato in una piscina di Algeri dove si era recato per lavoro ormai cinque anni fa (era il 4 gennaio). Tutto da rifare dopo 5 anni Infatti il tribunale monocratico di Roma ha dichiarato nullo il provvedimento di archiviazione del caso, decretato dal gip nel 2021. Questo perché la parte offesa – ovvero la mamma della vittima – non era stata avvisata della richiesta di archiviazione. Quindi di fatto la famiglia Bonucchi non aveva potuto partecipare al procedimento, restando all’oscuro di tutto fino al 2025. Da quel momento – con l’avvocato Carlotta Toschi – era partito il reclamo. Ora è stato accolto dal tribunale e gli atti saranno trasmessi nuovamente in procura che dovrà quindi notificare la nuova richiesta di archiviazione. Richiesta a cui sicuramente la famiglia si opporrà. La famiglia infatti, dopo il processo ad Algeri che si è concluso con la condanna dell’hotel, ritiene doveroso portare avanti il procedimento per la morte di Alex anche in Italia alla luce delle risultanze giudiziali e processuali percorse dal 2021 ad oggi. "Per quasi quattro anni Barbara è rimasta all’oscuro di tutto” L’avvocato Carlotta Toschi afferma: “Oggi (ieri, ndr) ci è stato notificato il provvedimento con cui il Tribunale di Roma ha dichiarato la nullità del decreto di archiviazione emesso nel 2021 sulla morte di Alex. E’ una decisione che restituisce forza a un principio elementare: il diritto della persona offesa a essere informata e a partecipare al procedimento che la riguarda – spiega il legale –. Barbara Degli Esposti aveva chiesto espressamente di essere avvisata in caso di richiesta di archiviazione. Eppure, il pm aveva avanzato richiesta di archiviazione il 14 aprile 2021 senza notificare alcun avviso. Il gip aveva accolto la richiesta, sempre in assenza di contraddittorio. Per quasi quattro anni Barbara è rimasta all’oscuro di tutto . La scoperta dell’archiviazione era avvenuta nell’aprile 2025 quando finalmente avevamo appreso il contenuto integrale del fascicolo del pubblico ministero. È in quel momento che era emerso il decreto di archiviazione mai notificato”. Ma ora la svolta: tutto da rifare. La mamma di Alex: “Dopo anni di battaglie la mia forza è stata premiata” “La decisione del Tribunale di Roma ricorda a tutti gli operatori del processo penale che il diritto della parte civile a essere informata è un presidio di civiltà giuridica. Quando quel presidio viene violato, il sistema ha oggi gli strumenti per correggersi. Continuiamo a vigilare”, conclude Toschi. Soddisfatta ed emozionata la mamma di Alex, Barbara: “Dopo anni di battaglie, sofferenza, silenzi e tante porte chiuse, posso dire che la mia perseveranza, la mia forza e la mia voglia di giustizia sono state premiate. Quando pensi, credi di avere ragione e hai le carte in mano per poterlo dimostrare, non possono darti torto. Non è facile per un tribunale di Roma dopo 5 anni ammettere di avere sbagliato”.

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