"Non rimandatemi a casa": il pianto del 12enne solo a Ceuta, simbolo del dramma dei migranti

Un dodicenne marocchino, rimasto senza familiari durante la traversata, piange e supplica i militari spagnoli di non riportarlo oltre il confine: «Non rimandatemi a casa». La scena è avvenuta a Ceuta, città autonoma spagnola sulla costa nordafricana, travolta dal 30 luglio da un afflusso senza precedenti di circa 60 mila persone provenienti dal Marocco. Dopo l’intervento di alcune persone presenti, un ufficiale ha fermato il rimpatrio e affidato il minore alla Guardia Civil. Il suo pianto è diventato il simbolo della crisi umanitaria, con migliaia di persone ancora bloccate nell’enclave, centri di accoglienza al collasso e famiglie costrette a dormire all’aperto senza cibo.
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