Non si parla il Tedesco. Difesa in tilt e follia Rowe. L’Arminia passeggia: 0-4. Bologna, c’è da lavorare

Primo test da dimenticare per i rossoblù, travolti da una squadra di B in Germania. Gambe pesanti e meccanismi inceppati: l’espulsione dell’inglese chiude la gara.
dall’inviato Gianmarco Marchini VALLES (Bolzano) I nuvoloni pre-partita minacciavano pioggia. Alla fine è stato un diluvio: ma di gol. E li ha segnati tutti l’Arminia Bielefeld. Uno zero a quattro inaspettato e doloroso come un ceffone appena alzati dal letto: meglio pigliarlo adesso, che dopo. Certo, era difficile immaginarsi un inizio peggiore per il nuovo Bologna di Domenico Tedesco. Tre gol in nemmeno mezz’ora, poi la folle reazione di Rowe che lascia i compagni in dieci al 40’, rendendo la ripresa una lunga agonia sotto il sole cocente di Valles per i duemila tifosi presenti (tra cui tanti tedeschi, visto che l’Arminia ha il ritiro a Chienes, 20 chilometri da qui). Sarebbe dovuto essere un test prezioso per misurare il Bologna dopo una settimana di ritiro: da qui la scelta di sfidare un avversario vero. Forse l’asticella è stata alzata troppo, visto che i tedeschi sono quasi a regime (l’8 agosto debuttano in Bundesliga 2): squadra seria, solida, la stessa che due stagioni fa arrivò in finale di Coppa di Germania. Troppo avanti loro, troppo indietro i rossoblù, con le gambe gonfie di lavoro. Con queste premesse, la sconfitta era in preventivo, ok: ma non con queste modalità. Perché fino al rosso di Rowe, il divario in campo è stato molto ampio, prima di tutto sul piano dell’organizzazione. Tedesco aveva apparecchiato il Bologna sul 4-3-3 battezzato fin qui: Pessina tra i pali (Skorupski non convocato per scelta precauzionale), linea difensiva con De Silvestri, Casale, Helland e Miranda, mediana Badori con Pobega e Odgaard mezzali e davanti il tridente Dominguez, Castro e Rowe. Otto minuti e l’Arminia è già avanti. Momuluh ruba palla a Rowe e tira: Pessina para, ma sul tap-in Grodowski insacca indisturbato. Al 14’ è grottesco il raddoppio dei tedeschi: su lancio lungo del portiere, Pessina esce fuori dall’area ma non si intende con Casale che stoppa la palla spiazzando il suo portiere, Grodowski segna a porta vuota. Il tris al 29’: su un altro lancio del portiere, Koudossou crossa, la palla resta lì e Worl segna senza problemi. Poi la follia di Johnny, dopo che già Dominguez aveva rischiato il rosso. Rowe subisce fallo da Russo, si rialza e va a colpire l’avversario con una mezza testata. L’arbitro Pizzi estrae il rosso diretto. Il Bologna resta in dieci e si regala una ripresa inutile, dove Tedesco cambia tutti gli interpreti, imbastendo un 4-4-1 con Bernardeschi in mediana con El Azzouzi, Orsolini e Cambiaghi esterni e Dallinga davanti. I rossoblù reggono fino al 90’, quando Bauer di testa buca Happonen. Quanto preparato in settimana, il focus sulla costruzione dal basso, il passaggio dal centro per andare sugli esterni: non ha funzionato nulla. Certo, è prestissimo e soprattutto il ko va parametrato sullo spessore dell’avversario. Un anno fa Italiano aveva scelto il Gitschberg Jochtal, squadra di promozione, ed era finita 8-0, forse memore di quando l’estate prima aveva preso uno 0-4 dal Bochum in un solo tempino da 45 minuti. Ma tra le poche cose che abbiamo capito fin qui su Tedesco è che è un allenatore convinto, fiero, molto centrato sulle sue idee. Nel dubbio, il giorno di riposo di oggi può servire come una pausa di riflessione.
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