Nonno di Bulgarelli, la tomba è un caso: il loculo usato come ‘deposito’: “Tumulati altri morti senza dircelo”

La scoperta fatta dalla sorella della bandiera del Bologna e dal marito. La vicenda è finita al Tar. Tutto è venuto a galla quando Area Blu ha chiesto agli eredi se poteva usare la sepoltura per un altro
Medicina, 16 luglio 2026 – Una storia che sembra uscita da un romanzo, e che invece è tutta vera, con tanto di carte bollate. Protagonisti di questa disavventura cimiteriale sono Niccolò Rocco di Torrepadula e la moglie Luigia Bulgarelli . Un cognome che non passa inosservato dal momento che la signora Luigia è la sorella di Giacomo Bulgarelli , il celebre e compianto capitano rossoblù dello scudetto del ‘64 . Tutto parte da un documento datato 5 febbraio 1933. In quel giorno l’allora podestà del Comune di Medicina concede a Giacomo Bulgarelli, omonimo nonno di Giacomino, fratello della signora Luigia, l’uso perpetuo di una tomba di famiglia nel cimitero cittadino . Il corrispettivo pattuito è di 550 lire , una cifra tutt’altro che simbolica per l’epoca, versata per garantire ai propri cari un riposo eterno. All’interno del loculo viene tumulato il figlio Asso, morto giovanissimo. Da lì in poi, come spesso succede nei cimiteri, cala il silenzio. Fino al 2023, quando una mail rompe la quiete. A scriverla è Area Blu, la società che gestisce i servizi cimiteriali. L’azienda manda una comunicazione alla famiglia chiedendo il permesso di tumulare un’altra persona proprio in quella tomba. “Siamo caduti dalle nuvole – racconta Niccolò Rocco di Torrepadula –. Non sapevamo nemmeno che quella concessione degli anni ’30 esistesse ancora e fosse valida”. La risposta della famiglia è, inevitabilmente, un no categorico. Ed è da quel diniego che partono le verifiche che portano a un’altra scoperta. A quanto dice Rocco di Torrepadula, emerge infatti che la tomba, nel corso dei decenni, è diventata una sorta di “deposito informale”. Al suo interno vengono trovati un feretro e l’urna cineraria di un’altra persona, senza che nessuno ne avesse mai informato gli aventi diritto. “Pare che in questi novant’anni ci sia transitata più di una persona – spiega Rocco di Torrepadula –. Magari qualche necroforo, nel corso del tempo, non trovando posto altrove avrà pensato: ‘Tanto è vuota’”. La famiglia si rivolge al Tar La famiglia decide di rivolgersi al Tar e intanto passano gli anni. Sotto la minaccia del deposito imminente della sentenza, Area Blu interviene e libera la tomba, spostando altrove il feretro e l’urna sconosciuti. “Dove li abbiano messi adesso non lo so, e non mi interessa – dice Niccolò Rocco di Torrepadula –. L’obiettivo era unicamente riavere la tomba libera a nostra disposizione, come da concessione originale”. Sulla vicenda è nel frattempo intervenuta l’amministrazione comunale, che, con Area Blu, ha eseguito le ricerche necessarie per recuperare documenti e carte d’archivio. PREMIO MARCO BIAGI ROCCO DI TORREPADULA Montanari: “Si tratta di una concessione cimiteriale rilasciata più di 90 anni fa” È il primo cittadino di Medicina, Matteo Montanari, a delineare i contorni della risoluzione con toni concilianti: “Stiamo parlando di una questione che riguarda una concessione cimiteriale rilasciata oltre 90 anni fa . Il Comune e Area Blu, gestore dei servizi cimiteriali, hanno svolto ricerche di archivio e approfondito il caso specifico che è risultato davvero complesso e inusuale. Sono contento che si sia giunti a una soluzione che ha tutelato entrambe le famiglie coinvolte”. https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/maltempo-oggi-temporali-grandine-hsytpy46 Per i Bulgarelli-Rocco di Torrepadula è una vittoria, ma dal sapore amaro. La richiesta di rimborso per le spese legali è stata infatti respinta: “Tra le parcelle dell’avvocato, i bolli e le ricerche d’archivio – compreso il recupero dell’atto di nascita della moglie e della delibera podestarile originale del 1933 – la famiglia si è trovata a spendere tra i 5mila e i 6mila euro ”.
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