Oggi 23 luglio passaggio della Stazione Spaziale Internazionale visibile da tutta Italia a occhio nudo: durerà 6 minuti

Stasera la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) compirà un magnifico passaggio nei cieli d'Italia perfettamente visibile a occhio nudo. Il transito durerà circa 6 minuti. Ecco a che ora e dove guardare nel firmamento. Continua a leggere
La sera di oggi, giovedì 23 luglio 2026, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) compirà uno spettacolare passaggio nei cieli d'Italia: sarà infatti visibile a occhio nudo da tutto lo Stivale. Il transito durerà complessivamente circa 6 minuti, in un intervallo compreso tra le 22:23 e le 22:29 (con l'Italia Centrale come riferimento). Vedremo spuntare la stazione spaziale – che orbita a circa 400 km dalla superficie terrestre – a nord-ovest nei pressi della costellazione del Leone, con una traiettoria diretta verso sud-est. Nel suo sorvolo attraverserà la Chioma di Berenice, transiterà nei pressi delle costellazioni del Boote e del Serpente e sparirà dal firmamento in quella dell'Ofiuco, nel cielo sudorientale. Questo, a grandi linee e con la città di Roma come punto di riferimento, è ciò che vedremo nei cieli italiani. Orari e posizioni sono indicativamente gli stessi per tutta Italia, sebbene tra Settentrione e Meridione ci saranno alcune differenze per quel che concerne i gradi di elevazione dell'ISS rispetto all'orizzonte, come spiegato da Passione Astronomia. Abbiamo effettuato i calcoli con il portale specializzato heavens-above.com, che permette di determinare posizione, traiettoria e passaggi visibili di numerosi satelliti e stazioni spaziali, con previsioni anche di dieci giorni. Indicando la propria posizione geografica (o un'altra desiderata), il software messo a punto da Chris Peat elabora - fra le altre cose - una comodissima mappa stellare (che vedete qui sopra) e una preziosa proiezione al suolo. In quest'ultima si può notare la traiettoria (in nero) del transito della ISS, gli orari di entrata e uscita - con tutte le tappe intermedie – e soprattutto un grande cerchio rosso, che evidenzia la visibilità dell'ISS ad almeno 10 ° di elevazione rispetto all'orizzonte. Heavens-above sottolinea che oggi la stazione spaziale sorgerà esattamente (a 0 °) nel cielo della Capitale alle 23:02, raggiungerà i 10 ° di altezza alle 22:25 (quando sarà ancora nel Leone), raggiungerà il culmine alle 22:28 (nei pressi del Boote) e raggiungerà la zona d'ombra alle 22:29, nel cuore dell'Ofiuco. Ma cosa vedremo esattamente nel cielo? Pur essendo grande quanto un campo da calcio (è larga circa 109 metri con i pannelli solari aperti), a causa della sua quota media di circa 420 km dalla superficie terrestre, l'ISS a occhio nudo è visibile solo come un puntino luminoso. Ma è piuttosto intenso. Per stasera, infatti, è stata calcolata una magnitudine (luminosità apparente) di – 3.2, di poco inferiore a quella di Venere, che è il terzo oggetto più splendente della volta celeste dopo il Sole e la Luna. Ciò significa che la ISS sarà perfettamente visibile a occhio nudo anche dalle città. Ricordiamo che la magnitudine si basa su una scala negativa, pertanto più è basso il valore, maggiore è la luminosità dell'oggetto. Questa sera la ISS si paleserà come un punto luminoso (non scintillante) che vedremo muoversi agevolmente - e in modo uniforme - attraverso gli astri del firmamento in traiettoria nord-ovest sud-est. Seguendo le indicazioni che abbiamo riportato dovrebbe essere piuttosto facile individuare la stazione spaziale, anche perché è molto evidente e il suo moto e la luminosità sono molto caratteristici. Allo stesso modo delle congiunzioni astrali, consigliamo di aiutarsi con un planetario virtuale dotato di geolocalizzazione – come quelli di Stellarium e TheSkyLive – per studiare il cielo e determinare in anticipo ciò che dovremmo osservare. Quando il cielo si farà sufficientemente scuro (il tramonto è atteso attorno alle 20:40 su Roma) e compariranno le stelle, suggeriamo di fare un breve sopralluogo almeno per determinare la posizione esatta del nord-ovest e del sud est, e provare a riconoscere le costellazioni già visibili coinvolte nel passaggio. Non resta che sperare in cieli sereni.
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