Oggi Andy Burnham diventa primo ministro del Regno Unito

Re Carlo lo nominerà in mattinata, dopo le dimissioni formali di Keir Starmer: sarà il settimo primo ministro in dieci anni
Oggi Andy Burnham diventa primo ministro del Regno Unito Re Carlo lo nominerà in mattinata, dopo le dimissioni formali di Keir Starmer: sarà il settimo primo ministro in dieci anni Lunedì Andy Burnham, del Partito Laburista, diventerà il nuovo primo ministro del Regno Unito. In mattinata il primo ministro uscente, Keir Starmer (anche lui Laburista), incontrerà re Carlo a Buckingham Palace per comunicargli formalmente le sue dimissioni. Poco dopo Burnham andrà a sua volta a Buckingham Palace, dove il re gli darà il mandato di formare un nuovo governo. In seguito Burnham dovrebbe tenere un discorso da Downing Street, dove c’è la residenza ufficiale del primo ministro e la sede del governo. È uno sviluppo atteso. La scorsa settimana Burnham era stato eletto leader del Partito Laburista al posto di Starmer. Nel Regno Unito il primo ministro è il leader del partito che ha vinto le ultime elezioni, in questo caso i Laburisti: se il partito cambia leader cambia pure il primo ministro, come sta succedendo ora. Fino a metà giugno Burnham era il sindaco dell’area metropolitana di Manchester. Poi però ha deciso di farsi rieleggere in parlamento proprio per sfidare la leadership di Starmer, in grave crisi. Dopo avere stravinto le elezioni del 2024, Starmer è diventato uno dei primi ministri più impopolari di sempre. È stato indebolito soprattutto da alcuni scandali, su tutti la decisione di nominare come ambasciatore negli Stati Uniti Peter Mandelson, un importante politico Laburista, contro la raccomandazione dei servizi di sicurezza. L’anno scorso Mandelson si era dovuto dimettere a causa dei suoi stretti rapporti personali con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense accusato di avere sfruttato sessualmente decine di ragazze minorenni e morto in carcere nel 2019. L’impopolarità di Starmer ha messo in grave difficoltà il partito: a maggio i Laburisti erano andati malissimo alle elezioni locali, e da tempo molti chiedevano che si dimettesse. Burnham non ha idee molto diverse da quelle di Starmer, ma è riuscito a convincere il partito presentandosi come un candidato di rottura e capace di cambiare le cose. Questo emerge anche dal suo stile comunicativo e dal suo modo di porsi: Starmer è spesso sembrato un politico distante e impacciato, mentre Burnham è più carismatico e spigliato. Burnham sarà il settimo primo ministro del Regno Unito dal 2016. È una situazione inedita per il paese, che storicamente è stato abituato ad avere governi di lunga durata, ed è un segno di come la politica sia diventata sempre frammentata e instabile dopo l’uscita dall’Unione Europea. Nei giorni scorsi i media britannici hanno cercato di capire quali saranno le priorità di Burnham. Lui ha fatto pochissime dichiarazioni in proposito: ha detto che manterrà alcune promesse che il Partito Laburista aveva fatto in campagna elettorale, come quella di non aumentare l’Iva o le imposte sui redditi. È comunque molto probabile che tra le sue priorità ci saranno la costruzione di nuove case, per cercare di risolvere la crisi degli alloggi, e misure per ridurre il costo della vita, indicata come priorità da molti elettori.
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