Pierotti: "Lecce, voglio continuare a scrivere la storia del club. Con Di Francesco c'è stato subito feeling"

Da calciatore difficile da collocare sul rettangolo di gioco ad elemento di cui nessun allenatore è più disposto a fare meno. È la parabola in giallorosso di Santiago...
Da calciatore difficile da collocare sul rettangolo di gioco ad elemento di cui nessun allenatore è più disposto a fare meno. È la parabola in giallorosso di Santiago Pierotti, 25 anni, argentino di Pilar, località situata nella parte nord-ovest di Buenos Aires, zona residenziale caratterizzata dalla presenza di numerosi club di polo e gated community. A distanza di anni, ritornano alla mente le parole pronunciate dall’ex tecnico dei salentini, Luca Gotti, sul conto dell’argentino in un post gara amaro, a pochi giorni dal suo esonero: “Stiamo ancora cercando di capire qual è il suo ruolo”. Prima il campo, poi Marco Giampaolo e successivamente Eusebio Di Francesco hanno reso giustizia a Pierotti, diventato nel tempo uno dei pilastri del Lecce. Tatticamente prezioso proprio per la sua versatilità, l’argentino si è imposto soprattutto nel ruolo di esterno alto in grado di diventare quinto all’occorrenza. A volte, è stato pure impiegato come sottopunta e finanche come mezz’ala, ruolo in cui ha fatto molto bene al punto da spingere Di Francesco a prendere in considerazione il suo “trasferimento” in mezzo al campo. Per non parlare della sua importanza sulle palle inattive, specialmente su quelle difensive. «In questo mio percorso con il Lecce ho fatto un po’ tutti i ruoli e questo mi ha reso più completo - ha detto ieri nel ritiro austriaco del Lecce -. Per ogni calciatore conta solo mettersi a disposizione dell’allenatore e dare sempre il massimo. Io l’ho fatto e continuerò a farlo», ha assicurato l’argentino che con la maglia del Lecce, in due stagioni e mezzo, ha già collezionato 84 presenze, 5 gol e 4 assist in serie A e altre 4 presenze in Coppa Italia. Pierotti è sicuramente tra gli elementi-chiave di uno spogliatoio che continua a mostrarsi unito attorno alla figura del tecnico Di Francesco: «Siamo davvero un bellissimo gruppo: quello che si vede all’esterno rispecchia la realtà dello spogliatoio del Lecce. Con il mister e con il suo staff ci troviamo tutti molto bene e posso assicurare che non sono parole di circostanza. La stagione è appena cominciata e il nostro allenatore ha lo stesso entusiasmo di sempre, la stessa voglia di continuare a fare la storia di questo club. Non è stato facile, lo sappiamo benissimo, durante il percorso abbiamo dovuto superare tanti ostacoli, ma alla fine ci siamo riusciti e questo mi rende felice. È chiaro che vogliamo continuare a far felici i tifosi del Lecce». Dopo i test effettuati presso il centro sportivo di Martignano, da alcuni giorni la squadra sta lavorando sodo nella quiete di Fürstenfeld. «Le sensazioni al momento sono positive - continua l’ex calciatore del Colon -. Stiamo lavorando benissimo ed il clima aiuta tantissimo. Sappiamo bene che è un momento importante per noi per ritrovare fiducia in vista di un’altra stagione che si annuncia particolarmente impegnativa. Che dire, ho molta fiducia». La stessa fiducia che lo accompagna sin dall’inizio di questa esperienza lontano dalla sua amata Argentina. «È vero, con il passare dei giorni, dopo questi tre anni, sto acquisendo sempre più fiducia. Grazie al tempo trascorso qui e al lavoro svolto, sento di essere cresciuto e di aver contribuito a raggiungere gli obiettivi del club». A proposito, il Lecce punta al pokerissimo, ovvero alla quinta salvezza consecutiva in serie A, evento mai accaduto in più di cento anni di storia. «Oltre che sentirmi importante per il Lecce, vorrei continuare a fare la storia di questo club - ha concluso Pierotti -. Il mio obiettivo personale è molto semplice: giocare, stare in campo, aiutare la squadra e combattere. Per me è importante fare assist e gol, ma soprattutto - ripeto - sentirmi importante per la squadra».
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