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Ricevuto un SMS dall’INPS? Occhio alla truffa sugli indebiti

Ricevuto un SMS dall’INPS? Occhio alla truffa sugli indebiti

Individuate nuove campagna di smishing a tema INPS: falsi SMS e siti clonati rubano dati personali e informazioni sulle carte di pagamento. The post Ricevuto un SMS dall’INPS? Occhio alla truffa sugli indebiti appeared first on Punto Informatico .

Per i criminali informatici, tutto ciò che riguarda INPS è una potenziale miniera d’oro: contributi, pensioni, Assegno Unico, ogni servizio dell’istituto può diventare spunto per una truffa. Non ci stupisce dunque vedere nuove campagne di smishing che lo prendono di mira. L’avviso arriva dal Computer Emergency Response Team di Agenzia per l’Italia Digitale, vediamo di cosa si tratta e come starne alla larga per non cadere nella trappola. Circolano nuove campagne di smishing a tema INPS Sono stati identificati siti malevoli con almeno due vesti grafiche diverse, che spingono le vittime a inserire dati personali e/o informazioni sui metodi di pagamento. Si presentano come dedicati alla Visualizzazione indebiti o Visualizzazione degli indebiti contributivi scaduti , accompagnati da un’interfaccia che richiama quella ufficiale, riprendendone anche i colori. Qui sotto un esempio. Di seguito un’altra versione. In entrambi i casi, i link per raggiungerli arrivano sul dispositivo dell’utente tramite un messaggio SMS. Un occhio attento capisce subito che si tratta di un raggiro (inpsz.cfd/it oppure inps-im.com/info ), ma qualcuno potrebbe cascarci. Una volta inserito il codice fiscale (i riferimenti a SPID, CIE e CNS sono fasulli) compare un finto riepilogo con l’importo da pagare, accompagnato da un falso codice e un conto alla rovescia (scadenza sessione , in alto a destra) che spinge ad agire in fretta. Se come richiesto si inseriscono i dati della carta e il numero di telefono, finiscono inevitabilmente nelle mani dei criminali. CERT-AGID fa notare che le due campagne individuate puntano a far eseguire pagamenti dall’importo molto diverso tra loro: 385,40 euro in un caso, 6,60 euro nell’altro. Non sembra casuale, ma il risultato di una strategia studiata nei minimi dettagli, per prendere di mira sia chi ha una posizione contributiva importante e magari teme di andare incontro a grossi guai sia chi non vuole correre rischi e accetta senza troppi problemi di versare una cifra irrisoria. È possibile che le due tipologie siano rivolte a target distinti, magari sulla base delle informazioni raccolte sul Dark Web o con i vari leak. Fortunatamente, navigando con alcuni browser verso i siti in questione, compaiono avvisi di sicurezza. Qui sotto quello mostrato da Chrome. L’unico link da seguire per il servizio di Visualizzazione indebiti è quello che porta al sito ufficiale INPS. È quello che permette di verificare online la propria posizione debitoria, per le somme versate dall’Ente, ma non dovute.

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